Cloud e virtualizzazione: come cambierà l'end user computing secondo VMware

Cloud e virtualizzazione: come cambierà l'end user computing secondo VMware

La cessione del supporto a Windows XP metterà molte aziende nella situazione di dover riconsiderare in che maniera offrire gli strumenti tecnologici ai dipendenti, portando ad una trasformazione dell'ambiente operativo

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Software
WindowsMicrosoft
 

Seconda fase: l'introduzione del cloud

Portata a compimento la prima fase, le aziende dovrebbero poi cercare di focalizzarsi sulla realizzazione (o adozione) di una piattaforma di servizi cloud (pubblico, privato o ibrido) e, come già detto più volte in precedenza, allargare le policy aziendali alla gestione di questa piattaforma. Secondo la visione di Gammage, in questo modo le aziende potranno gestire le risorse desktop e le risorse cloud mediante gli stessi processi e gli stessi strumenti, in maniera tale che esse appaiano come una singola entità.

Inizialmente la piattaforma cloud funzionerà come una sorta di "hub" per l'accesso alle applicazioni cloud e SaaS, ma le sue funzionalità potranno via via crescere con lo spostamento di sempre più applicazioni e servizi EUC dal desktop al cloud. Nel momento in cui si è stabilita la piattaforma cloud e ad essa sono state estese le policy aziendali, è possibile decidere che cosa e in quale momento delle applicazioni e dei servizi esistenti possono essere spostati nel cloud, mentre tutte le nuove applicazioni introdotte dovrebbero essere già nativamente rese disponibile tramite la piattaforma di servizi cloud, così come lo sviluppo in-house delle applicazioni dovrebbe avvenire su piattaforma cloud.

In questo modo si può preparare la strada per estendere funzionalità e servizi del desktop (reale o virtuale che sia) al cloud, in maniera tale che servizi, applicazioni e contenuti possano essere accessibili da qualunque dispositivo, specialmente da smartphone e tablet. E' a questo punto che l'azienda sarà riuscita a smeplificare il processo di inserimento delle nuove applicazioni e a raggiungere l'indipendenza dai dispositivi.

Nel momento in cui la piattaforma cloud è stata resa pienamente operativa con le caratteristiche fin qui citate, le aziende potranno immediatamente realizzare una serie di benefici: le applicazioni SaaS potranno essere aggiunte facilmente al parco esistente, le applicazioni possono essere rese istantaneamente disponibili agli utenti, così come la gestione dei diritti di accesso può essere gestita in maniera molto più agevole. Il paradigma SaaS consente inoltre di non avere costi nascosti: questa caratteristica, assieme alla dettagliata reportistica dell'uso permetterà finalmente all'azienda di disporre di un elemento che è mancato nel mondo EUC fino ad ora: il diretto collegamento tra costi e risultati.

E' a questo punto che la percezione degli investimenti effettuati nell'end-user computing inizierà a cambiare, permettendo di accelerare con gradualità la fuga dal circolo vizioso cui si faceva riferimento in precedenza. La possibilità di collegare direttamente costi e risultati permette infatti di dimostrare i benefici ottenuti e in questo modo gli investimenti effettuati nell'EUC possono essere correlati con i fatturati invece di essere considerati un mero costo.

Questa nuova situazione consente inoltre di affrontare ogni evoluzione in maniera estremamente modulare, così che gli investimenti possano essere correttamente bilanciati con le risorse a disposizione: è un approccio che va in direzione diametralmente opposta a quella dei pachidermici progetti cui si faceva riferimento qualche pagina addietro. L'eliminazione della complessità porterà anche ad una flessione nei costi operativi, che saranno sempre più determinati dall'utilizzo degli strumenti e sempre meno dal mantenimento e dal supporto.

 
^