Cloud computing per le PMI, tre esempi concreti

Cloud computing per le PMI, tre esempi concreti

Il paradigma del Cloud Computing come acceleratore tecnologico per le PMI e le microimprese: Microsoft, assieme ai partner Diamante, Tempestive e Vecomp Software illustra tre soluzioni basate su piattaforma Azure

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Software
Microsoft
 

Considerazioni a margine: cosa è cambiato dall'introduzione del cloud computing?

La tavola rotonda organizzata da Microsoft assieme ai suoi partner ha rappresentato inoltre l'occasione per cercare di capire come stia evolvendo la percezione del cloud computing nel pubblico, soprattutto ora che questo paradigma non viene più visto come un concetto astratto ed immateriale ma si concretizza in soluzioni effettive, come quelle delle quali abbiamo dato una panoramica in precedenza. Nel momento in cui il paradigma del cloud computing iniziò ad essere proposto alle aziende, grandi o piccole che fossero, vi furono due problemi principali da affrontare, uno culturale ed uno pratico: la diffidenza nel portare i dati e le informazioni all'esterno dell'organizzazione e la non sempre ottimale disponibilità di banda, soprattutto in alcune zone del Paese.

Per quanto riguarda l'aspetto culturale, gli operatori che ora sono sul campo constatano che nel pubblico si sia via via modificata la percezione del "problema sicurezza" relativo al cloud computing e si è trasformata in una volontà di voler comprendere nel dettaglio che cosa significhi gestire i dati e le informazioni in maniera corretta. Il mutamento del punto di vista è consequenziale ad una presa di coscienza del valore aggiunto che il cloud computing è in grado di offrire: i dati sono più sicuri nel cloud, laddove a livello statistico la perdita di dati e informazioni sia per cause dolose, sia per cause accidentali avviene nel 70%-80% dei casi proprio all'interno dell'azienda. Problema superato, quindi, ed evolutosi in una volontà di approfondire tutti gli aspetti legati alla gestione del dato, anche nell'ottica della dematerializzazione.


I partner Microsoft: Enzo dalla Pria e Alfio Raciti di Diamante, Renzo Ciot e Massimo Santin di Tempestive e Andrea Piccoli di Vecomp Software

Meno ottimismo, invece, per quanto riguarda il problema della banda: come confermano anche gli studi e le ricerche in merito (per esempio le trimestrali relazioni di Akamai sullo stato della rete), l'Italia è al terzultimo posto per quanto riguarda la velocità media di connessione del paese. Peggio di noi fanno solo i cugini transalpini e la turchia. Questa situazione si rispecchia nella realtà, con il nostro paese affetto da un digital divide che ancora non si colma e che porta in alcune aree ad avere infrastrutture di rete che non sono in grado di poter supportare adeguatamente servizi di cloud computing. A tal proposito, però, Enzo dalla Pria di Diamante osserva che in alcune situazioni ci sono realtà locali capaci di offrire servizi di gran lunga migliori rispetto agli interlocutori tradizionali, anche se la situazione è a macchia di leopardo.

Di contro è anche opportuno osservare che il cloud computing e, in particolar modo, i modelli di business ad esso associati, hanno portato ad un mutamento nelle pratiche di sviluppo degli applicativi: i costi sostenuti da un ISV che intende avvalersi di una piattaforma cloud di terze parti per distribuire le proprie applicazioni sono computati sulla base del consumo delle risorse -dove il consumo di banda occupa una voce di rilievo- e diviene quindi suo interesse primario sviluppare applicativi che consumino meno risorse possibili. Questa situazione porta così alla diffusione di applicativi in grado di operare con minor banda di quanto fosse necessario in passato.

E proseguendo sulla scia dei mutamenti e, auspicabilmente, delle nuove opportunità dischiuse dal cloud, nota Andrea Piccoli di Vecomp Software, la presenza di una piattaforma che offre servizi applicativi (che supera, quindi, il concetto del mero hosting) che sia comune a più realtà permette di arrivare all'integrazione applicativa tra soluzioni di partner differenti, resa possibile proprio alla condivisione della piattaforma sui quali essi si poggiano e apre quegli scenari che che per ora hanno rappresentato solamente degli orizzonti da raggiungere.

4 Commenti
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HIVE mind02 Febbraio 2012, 16:50 #1
Cloud computing? CLOUD COMPUTING??? Dopo quello che è successo a megaupload?





cat102 Febbraio 2012, 22:49 #2
Che c'entra megaupload con il cloud computing?
HexDEF602 Febbraio 2012, 23:55 #3
Originariamente inviato da: cat1
Che c'entra megaupload con il cloud computing?


centra e non centra...
chiamare megaupload un file server in cloud e' forse un po esagerato... ok era per lo piu' usato per file pirata.. ma c'era gente che ha anche pagato per usarlo come "file server" dove depositava i propri file
l'evento ha fatto capire a molte persone che affidare i propri dati a esterni, non e' sempre una buona soluzione...
Tutti i servizi dicono di offrire backup e offrono SLA sempre fighissimi...
ma se succede qualcosa di grosso? e a volte succede... e' successo anche a RIM (anche se e' una faccenda diversa) e senza preavviso ti ritrovi 3 giorni senza posta o senza file o senza servizi base per far andare avanti l'azienda... o magari quello che ti ha messo in ginocchio e' una legge stupida che ha fatto chiudere il data center del tuo fornitore (e di questi tempi non la vedo cosi' impossibile come cosa)
e di solito i "rimborsi" per questi (per fortuna rari) casi sono ridicoli (se ci sono) e non equiparabili ai danni che potrebbero causare (quanto valuto i tuoi 50Gb di dati? mi ridanno i soldi del servizio? ma magari quei dati sono la mia unica copia di un progetto da milioni di euro...)
Quindi dal mio punto di vista per andare in cloud devi essere o un'azienda molto piccola (che non ha un IT interno, e quindi il risparmio e' tangibile) o una molto grossa che puo' tenere una "sala server di backup" in un altro servizio di cloud o in proprio...
Per le medie imprese, secondo me, meglio arrangiarsi e continuare con il proprio IT interno (se perdo i dati so che e' colpa mia... ma avendo una SAN decente, SAN di replica e backup su nastro in altra locazione, se perdo tutto vuol dire che e' successo qualcosa di grosso, e il lavoro sara' l'ultimo dei miei problemi), e comunque dopo aver fatto un'analisi per spostare un po di cose in SAAS non c'e' nulla ancora che mi soddisfi appieno, devo sempre fare i conti con qualche inconveniente/magagna.
cat103 Febbraio 2012, 10:21 #4
Se avessi una PMI non mi affiderei totalmente al cloud, sicuramente farei delle copie di backup in locale.
Intanto potrei sfruttare tutte le potenzialità del cloud che sono lontane anni luce rispetto ai servizi di megaupload.

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