Informatica e Formula 1: a Monza con il Team Lotus

Informatica e Formula 1: a Monza con il Team Lotus

Microsoft Dynamics ci ha invitati al Paddock della Lotus durante lo scorso Gran Premio di Monza. È stata l'occasione ideale per approfondire il legame tra il mondo della Formula 1 e le soluzioni software più avanzate, oltre che per parlare direttamente con Patrick Louis, CEO del Team Lotus di Formula 1, e Pepijn Richter, Director of Product Marketing per Microsoft Dynamics AX.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Software
Microsoft
 

L'informatica alla base dell'evoluzione della F1

Nello scorso fine settimana siamo stati invitati da Microsoft ad assistere alle prove libere del Gran Premio di Italia a Monza. Abbiamo avuto così l'opportunità di capire nel dettaglio il rapporto tra la Formula 1 di oggi e le soluzioni software più avanzate, sostenute da sistemi informatici avveniristici e infrastrutture di rete ampiamente collaudate. La Formula 1 di oggi ha bisogno di analisi di quantità di dati considerevoli e di velocità nelle operazioni.

Fonte: motorionline.com

I team di Formula 1 devono infatti evolvere costantemente le monoposto, sia da gara a gara, ma anche all'interno dello stesso evento. L'innovazione e l'agilità sono due aspetti fondamentali, che occorre perseguire sia a livello tecnico, sia a livello organizzativo. L'IT può quindi rappresentare un valido alleato per migliorare la gestione del team e le performance della vettura. Ed è per questo che Lotus F1 Team ha deciso di sostenere i propri processi di business attraverso un sistema gestionale integrato, ovvero Microsoft Dynamics AX.

Parleremo più avanti nel dettaglio dell'offerta software Microsoft, mentre per il momento concentriamoci su questa affascinante relazione tra informatica e automobilismo. Assistere alle prove libere, piuttosto che alle competizioni ufficiali, ci ha dato modo di verificare direttamente come funziona la raccolta dati, ovvero la fase più importante nel processo di evoluzione delle vetture di Formula 1. Durante la prima sessione di prove libere, il team tecnico della scuderia analizza i dati telemetrici che la vettura produce e cerca di trovare delle soluzioni immediate, da applicare nel corso dell'evento stesso.

Lotus F1 Team ci ha dato la possibilità di visitare i garage durante lo svolgimento delle prove libere. È stata un'esperienza emozionante perché si percepisce un fortissimo contrasto. Da una parte, infatti, c'è un mondo ultra-tecnologico, dove niente è lasciato al caso sia dal punto di vista informatico che per quanto riguarda l'aerodinamica della vettura e i materiali. Dall'altra, invece, i meccanici lavorano assiduamente. Dotati di cacciavite per modificare le impostazioni arodinamiche delle ali dell'auto, in realtà svolgono delle mansioni totalmente concrete così come fa il meccanico di fiducia che sistema la tua auto.

Sulla sinistra si trova la vettura di Kimi Raikkonen (appena passato in Ferrari), mentre sulla destra c'è Romain Grosjean. I due piloti rimangono all'interno delle rispettive vetture, impassibili e totalmente concentrati, mentre i meccanici continuano a lavorare. E si tratta di interventi di grande responsabilità: basta sbagliare anche di poco per mettere in serio pericolo il pilota, che cinque minuti dopo si troverà a sfrecciare sul lungo rettilineo di Monza a oltre 330 chilometri orari. È personale che deve sottostare ad allenamenti intensi sia sul piano fisico che su quello mentale.

Il box e i piloti continuano a parlare fra di loro: di bilanciamento dell'auto e di reattività di quest'ultima, soprattutto. Grosjean ha dei problemi di assetto, e quindi ecco che i meccanici si fiondano subito per intervenire. Le voci dei meccanici e dei due piloti sono chiare e precise: anche la puntualità nella comunicazione è decisamente rilevante.

I tecnici di Lotus ci spiegano che durante queste fasi vengono raccolti dati per 18 MB per ogni giro di ciascuna monoposto. Alla fine del week end di corse, Lotus accumula complessivamente, tra le due vetture, 50 GB di dati. Un volume enorme di informazioni, che contiene dati telemetrici e all'interno del quale si trova anche il monitoraggio della prestazione dei piloti e il modo in cui intervengono su acceleratore, freno e sulle altre componenti meccaniche della monoposto.

Questi dati vengono inviati in tempo reale a Enstone, dove si trova la sede principale del Team Lotus di Formula 1. I server che forniscono la capacità di elaborazione necessaria a elaborare questa mole di dati, infatti, si trovano proprio a Enstone. Qui si traccia da quale macchina provengono le informazioni, che poi vengono divise tra dati provenienti dal motore e dati provenienti dal telaio. Naturalmente servono anche grosse infrastrutture di rete per consentire questi ingenti spostamenti di dati: la FIA, a tale scopo, mette a disposizione 3 provider dedicati per le 11 scuderie del mondiale di Formula 1. Bisogna considerare che molti GP si svolgono in posti fortemente periferici, non sempre dotati di connessioni a internet moderne, e che prevedono che si operi in condizioni molto più approssimative rispetto all'Italia.

Il 40% dei dati sul telaio che vengono mandati a Enstone tornano sul luogo dove si svolge la gara. Lotus impiega 40 persone all'interno del suo servizio informatico, su un totale di 570 impiegati che lavorano per l'intero gruppo. "La parte informatica è quella più importante per un team di Formula 1 di oggi", ci ha detto Patrick Louis, CEO del Team Lotus di Formula 1, a Monza. "Il nostro processo informatico viene evoluto ogni 10 giorni, e oggi è arrivato a un livello di raffinatezza pressoché massimo".

Patrick Louis, CEO Lotus F1 Team

"Il team di manufactoring control fa delle richieste sui tempi, che sono sempre molto contingentati. La parte di raccolta dati, quindi, ha il compito di dare più tempo al reparto di sviluppo delle componenti della monoposto". Ogni vettura di Formula 1 è formata da circa 20 mila componenti, ognuna delle quali può subire un'evoluzione da un GP all'altro, e addirittura anche all'interno dello stesso evento.

Una volta che i dati sono a Enstone vengono inseriti nel simulatore (una specie di videogioco, anche se molto più evoluto) e provati in varie condizioni atmosferiche e di temperatura dell'asfalto. A proposito di simulatore, abbiamo parlato anche con Jerome D'Ambrosio, pilota di riserva della Lotus che ha corso un GP nella passata stagione (proprio a Monza, in seguito alla squalifica di Grosjean). Ci ha detto che ogni team dispone di un simulatore proprietario, differente dagli altri, ma anche che non ci possono dare informazioni supplementari. Non è dato sapere se questi simulatori sono costruiti sulla base di videogiochi (penso ad Assetto Corsa o a rFactor) o comunque che lavoro ingegneristico possa esserci dietro.

Dopo che i dati vengono testati al simulatore in condizioni differenti, e con assetti aerodinamici differenti, vengono rimandati nel luogo dove si svolge il Gran Premio, dove è possibile adattare le informazioni ricevute alle condizioni locali, sfruttandole per provare nuovi assetti e nuove configurazioni della monoposto. Il supporto della seconda squadra di tecnici che si trova a Enstone è quindi fondamentale, all'interno di uno sport in cui la precisione è determinante, così come la velocità.

 
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