EOLO: la banda larga dove non arriva ADSL

EOLO: la banda larga dove non arriva ADSL

La rete EOLO, grazie alle tecnologie Hiperlan/2, promette di portare la connessione a banda larga anche dove non arriva la rete telefonica. Una piccola parabola orientata verso apposite stazioni è tutto quello che serve per accedere al network creato da poche settimane da NGI

di Fabio Boneschi pubblicato il nel canale TLC e Mobile
 

Qualche dettaglio sulle tecnologie Hiperlan/2

Il progetto EOLO utilizza le tecnologie Hiperlan/2 che fanno riferimento alle specifiche ETSI ETS 300 652. L'ente appena citato, con le dovute approssimazioni, può essere considerato il corrispondente europeo del famoso IEEE. A questo punto è bene precisare che i dispositivi Hiperlan/2 non hanno praticamente nulla a che vedere con le comuni soluzioni wi-fi e unico elemento comune può essere ravvisato nel livello fisico dello standard 802.11a.

Lo spettro di frequenza utilizzato è pari a 275MHz ed è allocato a partire da circa 5,4GHz. Le specifiche prevedono l'utilizzo della modulazione Orthogonal Frequency Digital Multiplexing (OFDM) mentre la larghezza di ogni canale è pari a 20MHz. Da questi dati si evince che il numero di canali disponibili è pari a tredici che, in ambito di comunicazioni wireless, sono un discreto numero e permettono di implementare valide infrastrutture.

I singoli client si collegano in modalità bidirezionale alla BTS e a livello teorico ogni stazione ha una portata di circa 30 Km anche se a livello pratico tale valore andrebbe diviso per due. Il vero problema infatti è che i dati trasmessi dal client devono pervenire alla BTS con un rapporto segnale rumore accettabile e tale obiettivo deve essere raggiunto con una potenza di circa 1W.

Una BTS generalmente è composta da più apparati radio operanti su canali differenti e dotati di antenne direzionali che permettono di ottimizzare la copertura di una specifica porzione del territorio. In questo caso vale il principio secondo cui più è stretto l'angolo di radiazione maggior sarà la portata della BTS ma questo presupposto deve poi essere valutato alla luce della potenza di 1W per i client. Nel caso della rete EOLO è stato scelto di utilizzare apparati con apertura da 90 a 120 gradi.

Le problematiche legate all'angolo di apertura delle antenne devono essere valutate anche in merito al pericoloso problema delle sovrapposizioni tra le celle: qualora due celle interferissero tra loro e malauguratamente utilizzassero porzioni di spettro adiacenti si avrebbero malfunzionamenti. Questo particolare aspetto deve essere debitamente valutato nel caso il numero di BTS raggiunga livelli considerevoli.

I limiti in termini di velocità di trasferimento delle soluzioni Hiperlan/2 sono decisamente superiori rispetto a quanto offerto oggi da EOLO e tale differenza deve far pensare a possibili upgrade di banda, seguendo di fatto un modello simile attuato per le soluzioni ADSL. Bisogna inoltre considerare che ogni BTS è in grado di garantire una banda che però deve essere divisa tra tutti i client collegati e per il momento la soglia critica è fissata a 100 utenti per apparato.

Oltre alla spartizione della banda operata tra tutti i dispositivi collegati bisogna anche considerare che il flusso dati della BTS deve poi essere trasferito alla dorsale e da questa poi instradata sulle risorse di rete cablata. Non tutte le stazioni possono essere collegate direttamente in fibra e quindi anche tale trasferimento di dati implica un'opportuna gestione, progettazione e pianificazione per quelle che potrebbero essere le evoluzioni delle richieste.

 
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