Che fine ha fatto WiMAX? Il punto della situazione

Che fine ha fatto WiMAX? Il punto della situazione

Si parla di WiMAX da anni ormai, eppure questa tecnologia è ben lungi dall'aver ottenuto i risultati annunciati. Cerchiamo di fare il punto della situazione, cercando di capire quale sia la diffusione attuale, in Italia e nel mondo, oltre agli sviluppi futuri e alle problematiche ancora da affrontare

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale TLC e Mobile
 

Conferenza WiMAX di Barcellona, alcuni numeri

Mi limito, in questa pagina, ad elencare alcuni numeri forniti nel corso di una recente conferenza stampa tenutasi nella cornice del Mobile World Congress di Barcellona, al fine di capire quale sia la portata del fenomeno WiMAX secondo i sostenitori dello standard. Attualmente sono circa 500 le installazioni per WiMAX fisso e in mobilità, commerciali e in prova, disponibili in 147 paesi nel mondo.

A fare impressione è però un altro dato, che indica in circa 500 milioni di persone coperte dal servizio WiMAX, con previsioni di copertura di ben 800 milioni di persone entro il 2010 e un miliardo nel 2011. Limitandoci ai 500 milioni, si tratta di quasi un decimo della popolazione mondiale, ma occorre riflettere per bene su cosa questa cifra indichi realmente. Con copertura del servizio si intende la popolazione che si trova fisicamente nel raggio di azione delle reti WiMAX, e non certo chi realmente lo utilizza. Facendo un esempio banale sarebbe come dire che installando qualche decina di postazioni WiMAX, a Shangai, sarebbero coperte dal servizio 20 milioni di persone, perché a questa cifra ammonta la popolazione della città cinese. Quanti poi realmente la utilizzino è una storia completamente differente.

Esistono poi alcune grandi differenze fra implementazioni di WiMAX e finalità del servizio. WiMAX può essere destinato alla connettività fissa (la quasi totalità delle installazioni) e per la fruizione in movimento (ben pochi, quasi tutti progetti in sviluppo e con il limite fortemente teorico dei 120Km/h). Oltre a ciò, in alcune zone geografiche WiMAX è un'alternativa ad altre tecnologie di connessione già presenti sul territorio, come nel caso dei paesi industrializzati; in altre realtà è semplicemente l'unico modo per portare connettività a basso costo ad un gran numero di persone altrimenti impossibilitate ad accedere alla rete, per problematiche territoriali, geo-politiche, burocratiche e via dicendo.

Questa mappa permette di capire qualcosa in più sulla reale distribuzione di WiMAX al giorno d'oggi. Disponibile sul sito http://www.wimaxmaps.org/, la mappa è liberamente consultabile con la possibilità di selezionare differenti opzioni come ad esempio le frequenze utilizzate, il nome dell'operatore altro ancora. Si possono notare numerosi agglomerati nell'area europea (di cui parleremo in seguito), così come nella zona sub-sahariana dell'Africa, oltre ad una discreta concentrazione nel continente americano, con un marcato affollamento in aerea caraibica. Spicca invece la quasi totale assenza di WiMAX in Cina e in Russia, fatta eccezione per i grandi centri urbani e spesso con progetti guida.

Qualcosa sembra non tornare, poiché si nota una certa trasversalità fra zone ricche e povere del mondo. Si tratta di quello cui accennavamo in precedenza: WiMAX è diventato, prima di tutto e nonostante i proclami, il modo più semplice per ridurre il cosiddetto digital divide, la barriera che si frappone fra buona parte della popolazione mondiale e il mondo web e tecnologico in genere. In molte zone del Pianeta le infrastrutture sono poche o nulle, motivo per cui appare chiaro come un ripetitore che copra aree nel raggio di una ventina di kilometri possa risultare la soluzione migliore e più economica. A volte l'unica.

 
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