MeeGo, a che punto siamo?

MeeGo, a che punto siamo?

Ad un anno dal lancio ufficiale del progetto MeeGo cerchiamo di fare il punto della situazione intervistando Doug Fisher, responsabile della divisione software per Intel, e gettiamo uno sguardo al futuro

di Roberto Colombo pubblicato il nel canale TLC e Mobile
Intel
 

Intervista a Doug Fisher, VP e General Manager Intel System Software Division

Abbiamo provato a stuzzicare Doug Fisher, Vice President e General Manager Intel System Software Division, andando a toccare alcuni probabili nervi scoperti di Intel: abbiamo ottenuto alcune risposte molto politically correct e in linea con le policy aziendali e alcune non-risposte dalle quali proveremo a trarre alcune conclusioni. Ecco l'intervista a Doug, che abbiamo sottotitolato in modo da permettere la comprensione a chi non mastica al meglio la lingua inglese, lasciando al contempo la voce originale di Fisher per tutti quelli che invece preferiscono non avere intermediazione:

[HWUVIDEO="858"]Intel-MeeGo: intervista a Doug Fisher[/HWUVIDEO]

L'incipit dell'intervista, anche alla luce dell'atteggiamento poco esposto mantenuto da Fisher nelle risposte alle diverse domande, è molto interessante. La definizione di 'disappointing' (deludente) relativa alle notizie sull'accordo Nokia-Microsoft dice di per sé molto. Un termine abbastanza forte, in ogni caso netto e preciso, accostato ai toni tenui del resto dell'intervista la dice lunga sul subbuglio e sulla frustrazione che la mossa di Nokia ha creato nelle divisioni Intel dedicate allo sviluppo software, in particolare di MeeGo. Intel va avanti, MeeGo ha molti campi di utilizzo, l'annuncio non cambia una virgola dei piani Intel. Certamente però l'azienda statunitense puntava molto sul traino che avrebbe potuto avere il successo di MeeGo in ambito smartphone, segmento che riesce a portare in modo diretto al grande pubblico le innovazioni e che permette di fare grandi numeri.

Sebbene la politica di Intel sia quella di non lasciarlo trasparire troppo, la mossa di Nokia ha certamente rotto diverse uova nel paniere a Intel che puntava anche su MeeGo per prorompere con le sue architetture in ambito mobile, al momento dominato dalle soluzioni ARM. MeeGo, offrendo supporto anche ai set di istruzioni ARM, avrebbe potuto fungere da grimaldello per aprire una breccia nel mercato mobile facendosi conoscere attraverso terminali in linea di continuità con quelli attuali (basati su ARM) ben conosciuti dall'utenza e poi portare gli utenti sulle piattaforme Intel senza grossi cambiamenti concettuali, grazie all'uniformità multipiattaforma del sistema operativo.

Da questo punto caldo sono nate le nostre successive domande, legate all'annuncio del supporto alle architettura ARM per Windows 8 e al destino delle soluzioni Intel Moorestown, che durante la scorsa edizione sembravano avviate con MeeGo ad arrivare sul mercato a breve, ma che si sono perse per strada in questo anno. Come potete vedere dall'intervista alla prima domanda abbiamo avuto una risposta molto 'aziendale', alla seconda abbiamo ricevuto un lapidario 'no comment'. In questo secondo caso Doug ha chiarito come non fosse lui la persona deputata a rispondere, occupandosi dell'area software e non delle piattaforma hardware, in ogni caso è da notare come le policy imposte da Intel ai propri speaker sull'argomento appaiano molto stringenti, segnale che si tratta di un nervo scoperto su quale rilasciare meno dichiarazioni possibili. Intel comunque non ha deposto le armi in questo campo ed è proprio dei giorni durante il MWC 2011 l'annuncio del campionamento delle prime soluzioni Medfield a 32 nanometri, generazione successiva a Moorestown, che puntano a riscuotere maggiore successo nel mondo mobile.

 
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