Disservizi BlackBerry: la parola a RIM Italy

Disservizi BlackBerry: la parola a RIM Italy

Dopo i disservizi di una decina di giorni fa RIM si è scusata tramite le parole del fondatore Mike Lazaridis, ma ha anche affidato ai manager locali il compito di spiegare meglio l'accaduto e delineare il futuro dell'azienda: noi abbiamo incontrato Alberto Acito, Managing Director RIM Italy

di Roberto Colombo pubblicato il nel canale TLC e Mobile
RIMBlackBerry
 

I disservizi

Dopo i disservizi dell'infrastruttura BlackBerry di una decina di giorni fa, la canadese RIM ha dimostrato di essere un'azienda 'che ci mette la faccia', come dimostra anche il video di scuse dalla voce diretta del fondatore e Co-CEO Mike Lazaridis, pubblicato non appena la situazione ha cominciato a tornare alla normalità. La cera stessa del Co-CEO è indice di quanto nelle ore dell'emergenza Lazaridis sia rimasto al fianco del proprio staff per lavorare alla risoluzione del problema.

Giovedì scorso RIM Italia ha deciso di organizzare un incontro ristretto con alcuni giornalisti di testate specializzate della stampa business, per una chiacchierata abbastanza informale con Alberto Acito, Managing Director della filiale italiana. L'incontro è stato l'occasione per saperne di più su quanto accaduto e per avere qualche delucidazione sui piani di BlackBerry per il futuro immediato, ma anche per quello a medio e lungo termine.

Lo ricordiamo: nelle tre giornate attorno all'11 ottobre l'infrastruttura BlackBerry ha lasciato letteralmente a piedi i propri utenti, lasciandoli senza email, navigazione internet, mappe e tutti i servizi connessi allo scambio di dati. Quello che è il vanto di BlackBerry si è rivelato in quell'occasione il suo punto più critico. I servizi dell'azienda canadese infatti si basano su un'infrastruttura proprietaria che si occupa di gestire e smistare i dati in arrivo dagli smartphone della mora.

Il servizio si basa su due colonne portanti il BES - BlackBerry Enterprise Server -, anche nella sua versione Express, e il BIS - BlackBerry Internet Service -. Il primo è il servizio dedicato alle aziende e richiede l'installazione di un server (o anche solo di un PC dedicato nel caso della versione Express) all'interno dell'infrastruttura aziendale, il secondo è invece dedicato all'utenza singola e consumer e prevede che siano gli operatori ad ospitare i server per l'interfaccia con la rete BlackBerry.

Questo passaggio è necessario in quanto, come dicevamo, tutto il traffico dati viene gestito e smistato dall'infrastruttura di rete BlackBerry: la connessione su rete cellulare viene utilizzata solo per il primo e l'ultimo tratto della comunicazione, il resto del percorso, che transiti per il BIS o il BES, è tutto nelle mani di RIM. Il sistema, che potrebbe parere a prima vista una inutile complicazione, è funzionale agli scopi per cui sono nati i BlackBerry: trasportare i dati (in primis le email) in modo efficiente e sicuro in giro per il globo, garantendo massima protezione dei dati e anche un buon livello di compressione, utile per risparmiare banda e sfruttare al meglio le connessioni più lente, ad esempio le tecnologie GPRS. In questo modo email di testo e messaggi istantanei viaggiano sulla rete cellulare crittografati e compressi, ma anche la navigazione internet ottimizza la banda, ricevendo sul cellulare contenuti ottimizzati per le dimensioni dello schermo dai server BlackBerry.

Un sistema che in questi anni ha dimostrato di essere molto efficiente, come abbiamo anche sottolineato nelle recensioni dei terminali, ma che nel caso di problemi può lasciare completamente a piedi i propri utenti. Era già accaduto che l'infrastruttura mostrasse il fianco ad avarie: nel 2007 alcune ore di blackout del sistema avevano lasciato il Nord America senza email, scatenando il panico in alcuni utenti.

In questo ottobre 2011 il problema è stato di gran lunga più esteso, determinando un blackout a livello mondiale di tutti i servizi offerti da RIM ai propri utenti. Anche l'estensione temporale è stata parecchio più lunga, ad alcune prime ore di disservizio è seguito un periodo di qualche ora di funzionamento a singhiozzo, seguito da un blackout di quasi due giorni.

 
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