Agenda Digitale Italiana: parliamone, tutti

Agenda Digitale Italiana: parliamone, tutti

Una ricerca condotta dall'ISPO evidenzia come il tema dell'Agenda Digitale sia noto solamente ad una minoranza della popolazione, sebbene si tratti di un argomento che potrà presto toccare, e migliorare, la vita quotidiana di tutti noi

di Andrea Bai pubblicato il nel canale TLC e Mobile
 

L'appello sul Corriere della Sera

In quell'incontro sono stati gettati i presupposti che hanno portato i sette promotori iniziali più molti altri sostenitori raccolti durante il cammino ad acquistare una pagina sul numero del Corriere della Sera del 31 gennaio 2011, sulla quale è stato pubblicato un importante appello al mondo politico, sensibilizzando al contempo l'opinione pubblica sul tema dell'Agenda Digitale. In particolare l'appello chiedeva la stesura, entro 100 giorni, di una serie di proposte organiche per la costruzione di un'agenda digitale italiana, che seguisse i cardini stabiliti dalla Commissione Europea nel documento Europa 2020, redatto a Bruxelles nel marzo del 2010.


L'appello apparso sul Corriere della Sera del 31/01/2011 - clicca per ingrandire

Nelle settimane successive alla pubblicazione dell'appello, le principali forze politiche avanzano le proprie proposte sul tema dell'Agenda Digitale Italiana, ma per tutto il 2011 tutto resta congelato in molti proclami e belle parole. Bisogna attendere la fine del mese di gennaio 2012 perché accada qualcosa di vagamente concreto. Il governo Monti, insediatosi da non molte settimane, da' il via nel contesto del Decreto Semplificazioni alla cosiddetta Cabina di Regia per l'Agenda Digitale:

"Con decreto del ministro dello sviluppo economico, di concerto con il ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca e il ministro dell’Economia e delle finanze è istituita, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, una cabina di regia per l’attuazione dell’agenda digitale italiana, coordinando gli interventi pubblici volti alla medesime finalità da parte di regioni, province autonome ed enti locali"

Un timido inizio, con il quale il Governo però si è impegnato a portare avanti in maniera approfondita il discorso sull'Agenda Digitale per i mesi seguenti. Poco dopo, il 4 marzo 2012, viene istituita Agenda Digitale Italiana (ADI), per decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con altri quattro ministri: pubblica amministrazione e la semplificazione, coesione territoriale, istruzione, dell'università e della ricerca ed economia e delle finanze. Si approda allo scorso 4 ottobre 2012, circa due mesi fa, quando il Consiglio dei Ministri delibera il Decreto Crescita 2.0, successivamente pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 18 ottobre 2012, che individua nei settori di dentità digitale, PA digitale/Open data, istruzione digitale, sanità digitale, divario digitale, pagamenti elettronici e giustizia digitale i principali ambiti di intervento per l'Agenda Digitale Italiana.

 
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