Agenda Digitale Italiana: parliamone, tutti

Agenda Digitale Italiana: parliamone, tutti

Una ricerca condotta dall'ISPO evidenzia come il tema dell'Agenda Digitale sia noto solamente ad una minoranza della popolazione, sebbene si tratti di un argomento che potrà presto toccare, e migliorare, la vita quotidiana di tutti noi

di Andrea Bai pubblicato il nel canale TLC e Mobile
 

Il Decreto Crescita 2.0

Abbiamo detto in precedenza che il Decreto Crescita 2.0 approvato lo scorso mese di ottobre pone una particolare attenzione sul tema dell'agenda digitale seguendo i principi delineati a livello comunitario e impegnando il Governo a presentare ogni anno un punto della situazione. Si legge in particolare:

"Vengono recepiti nel nostro ordinamento i princìpi dell’Agenda Digitale Europea. L’Italia si dota in questo modo di uno strumento normativo che costituirà una efficace leva per la crescita occupazionale, di maggiore produttività e competitività, ma anche di risparmio e coesione sociale, spinta strutturale per la realizzazione delle strategie, delle politiche e dei servizi di infrastrutturazione e innovazione tecnologica dell’intero Paese. Ogni anno, il Governo presenterà al Parlamento una relazione aggiornata sull’attuazione dell’agenda digitale italiana."

L'applicazione dell'Agenda Digitale permetterà, almeno in linea teorica, di aumentare in maniera consistente i servizi digitali per i cittadini, a partire ad esempio dalla possibilità di dotarsi gratuitamente di un unico documento elettronico che racchiuda sia le funzioni di carta d'identità sia quelli di tessera sanitaria, allo scopo di accedere in maniera più agevole ai servizi online offerti dalla Pubblica Amministrazione.

Sulla stessa scia si lavorerà alla creazione del cosiddetto "domicilio digitale", ovvero un indirizzo di posta elettronica certificata che dal prossimo 1 gennaio 2013 ogni cittadino potrà scegliere come canale esclusivo di comunicazione con la pubblica amministrazione, il quale sarà inserito nell'Anagrafe nazionale per essere utilizzato da tutte le amministrazioni pubbliche. Posta elettronica certificata che diventerà obbligatoria per tutte le imprese individuali che si iscrivono al Registro delle imprese o all'Albo delle imprese artigiane.

Sempre in tema di comunicazione tra Pubbliche Amministrazione e privati, e tra diverse amministrazioni pubbliche, si pone l'obbligo di rapporto solamente tramite via telematica, così come le certificazioni di malattia e di congedo parentale nel settore pubblico. Una norma che non potrà essere trascurata, pena una responsabilità dirigenziale e disciplinare in capo al personale pubblico inadempiente.

L'Agenda Digitale Italiana prevede qualche novità anche per il mondo dell'istruzione e della sanità: nel primo caso si stabilisce l'introduzione a partire dall'anno accademico 2013-2014 del fascicolo elettronico dello studente, che raccoglierà tutti i documenti, atti e dati relativi al percorso di studi informatizzando l'intera carriera universitaria. Nell'anno scolastico 2013-2014 sarà possibile inoltre iniziare ad adottare libri di testo in versione digitale o in abbinamento alla versione cartacea. Mentre a partire già dall'anno scolastico 2012-2013 in corso si potrà istituire, in casi particolari, centri scolastici digitali che consentano il collegamento multimediale da remoto degli studenti alle classi scolastiche.

Per quanto riguarda la sanità, si da' il via al fascicolo sanitario elettronico, che permetterà di raccogliere l'intera storia clinica del cittadino. Le strutture pubbliche e private potranno conservare le cartelle cliniche solo in forma digitale, portando risparmi e semplificazioni nella gestione dei pazienti. In questo contesto verrà inoltre data un'ulteriore spinta al processo di digitalizzazione delle prescrizioni mediche.

Anche nell'ambito della giustizia si prevede di dare sempre maggior spazio alle comunicazioni telematiche, sia nei procedimenti civili, sia in quelli penali. In particolare anche la procedura fallimentare sarà soggetta ad una forte digitalizzazione, con le comunicazioni delle varie fasi della procedura che avverranno per via telematica.

Dal 1 gennaio 2014 viene inoltre introdotto l'obbligo per tutti i soggetti che vendono prodotti e/o prestano servizi di accettare pagamenti in forma elettronica, eventualmente anche tramite tecnologie mobile. In questo senso anche le Pubbliche Amministrazioni e, in genere, chiunque eroghi o gestisca servizi pubblici, dovrà accettare pagamenti in formato elettronico.

Qualche novità anche per il mondo del trasporto pubblico locale, con la promozione dell'adozione di sistemi di bigliettazione elettronica interoperabili tra loro allo scopo di ridurre i costi legati all'emissione dei titoli di viaggio. Sul fronte della mobilità sostenibile, viene dato un forte impulso ai sistemi di trasporto intelligenti (ITS) per consentire la diffusione di nuovi servizi informativi su traffico e viabilità, sulla prenotazione di aree di parcheggio sicure, sui servizi di emergenza su strada.

Tra i positivi risvolti della digitalizzazione vi sarà una maggiore trasparenza da parte delle Pubbliche Amministrazioni: queste avranno anzitutto l'obbligo di pubblicare i propri dati e informazioni in formato aperto in maniera tale che siano utilizzabili senza alcun tipo di restrizioni. In seconda battuta, non per importanza, le PA dovranno impegnarsi a condividere le informazioni che gestiscono e a coinvolgere cittadini e società civile per una gestione più efficace ed efficente della cosa pubblica. Anche l'acquisto di beni e servizi da parte delle PA dovranno essere effettuati esclusivamente per via telematica, garantendo maggiore trasparenza e tempistiche pià celeri.

Chiaramente affinché tutte queste iniziative possano essere portate avanti con efficacia su tutto il territorio è necessario che tutto sia affiancato da una adeguata opera di abbattimento del digital divide. In questo contesto l'agenda digitale italiana conferma l'obbiettivo di portare una connessione ad almeno 2 mbps nelle zone non acora coperte e nelle aree a fallimento di impresa, aggiungendo 150 milioni di euro per il finanziamento degli interventi delle aree del centro-nord, oltre ai 600 milioni già stanziati per il Mezzogiorno. Si prevede inoltre un processo di semplificazione normativa e procedurale per favorire la diffusione di banda ultralarga anche tramite tecnologie wireless, così come l'esenzione della tassa per l'occupazione del suolo e del sottosuolo al fine di favorire i lavori di scavo per la posa di fibra ottica. Gli operatori di telecomunicazioni avranno inoltre assicurato l’accesso alle parti comuni degli edifici per le operazioni di posa della fibra.

 
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