Acquisti online: dal 13 giugno in vigore le nuove regole

Acquisti online: dal 13 giugno in vigore le nuove regole

Più tempo per il diritto di recesso, maggior trasparenza verso il consumatore e divieto di selezionare di default opzioni aggiuntive: ecco le nuove regole europee per l'e-commerce

di Andrea Bai pubblicata il , alle 17:01 nel canale Mercato
 

Cambiano le regole del gioco nel mondo dell'e-commerce: a partire dal prossimo 13 giugno entra in vigore un nuovo insieme di regole stabilite dalla direttiva europea 2011/83, approvata lo scorso 26 marzo. L'obiettivo della direttiva è di delineare regole omogenee per tutti i Paesi comunitari, offrendo inoltre maggiori garanzie per tutti i contratti a distanza che abbiano un controvalore superiore ai 50 euro.

Le nuove direttive, in sintesi, garantiranno una maggiore trasparenza sugli acquisti e allargheranno la finestra temporale per poter esercitare il diritto di recesso. Attualmente infatti per gli acquisti online è possibile esercitare la possibilità di restituire la merce entro 10 giorni dal ricevimento, mentre la nuova norma estende questo periodo fino a 14 giorni. E, nel caso in cui il consumatore non sia informato di questa possibilità, il diritto di recesso è automaticamente esercitabile per tre mesi.

Il consumatore, nel caso decidesse di restituire la merce, ha ulteriori 14 giorni di tempo per spedire i prodotti all'esercente. Questi, una volta ricevuta la notifica di recesso, avrà 14 giorni di tempo (contro i trenta giorni attuali) per risarcire il cliente, anche se non ha materialmente ancora ricevuto i prodotti oggetto della restituzione.

Si parlava poi di maggiore trasparenza: le nuove norme stabiliscono infatti che nel caso degli acquisti online l'esercente è obbligato a dichiarare i costi che il consumatore dovrà sostenere nel caso debba restituire i beni acquistati. Anche in questo caso, se le informazioni non sono chiaramente indicate, il costo della restituzione sarà interamente a carico del venditore.

Non solo, con l'entrata in vigore delle nuove norme sarà vietato ricorrere alla pratica "furbetta" delle opzioni aggiuntive selezionate di default (una pratica molto usata nella vendita di biglietti aerei online, con la selezione automatica dell'assicurazione di viaggio, sebbene facoltativa): in questo caso ogni opzione aggiuntiva dovrà essere esplicitamente selezionata dal consumatore.

Infine vi è una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda i contratti a distanza, cioè per l'acquisto di beni via telefonica o tramite catalogo. In questo caso il processo di vendita è considerato perfezionato solamente a seguito della firma di un contratto, cartaceo o digitale (quindi con le dovute implicazioni in fatto di firma digitale e di posta certificata).

15 Commenti
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Therinai13 Maggio 2014, 17:21 #1
Infine vi è una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda i contratti a distanza, cioè per l'acquisto di beni via telefonica o tramite catalogo. In questo caso il processo di vendita è considerato perfezionato solamente a seguito della firma di un contratto, cartaceo o digitale (quindi con le dovute implicazioni in fatto di firma digitale e di posta certificata).

Ovvero non sarà più valida la "registrazione vocale" del contratto? Tipo vodafone e compagnia bella magari la piantano di tartassarmi le palle per scroccarmi un contratto al telefono? Sarebbe bello
Foglia Morta13 Maggio 2014, 17:51 #2
Questi, una volta ricevuta la notifica di recesso, avrà 14 giorni di tempo (contro i trenta giorni attuali) per risarcire il cliente, anche se non ha materialmente ancora ricevuto i prodotti oggetto della restituzione.


Questa mi pare incredibile... le nuove regole secondo me finiranno con il favorire i colossi del settore e incentivare gli evasori fiscali. Mentre le piccole e medie imprese normali potrebbero essere danneggiate.
Domanda a chi sa rispondermi: se io compro un bene usato online , lo ricevo , lo uso per quel che mi serve , poi non mi serve più... nei termini di legge lo posso restituire avvalendomi del diritto di recesso ?
Dante8913 Maggio 2014, 18:20 #3
Originariamente inviato da: Foglia Morta
Questa mi pare incredibile... le nuove regole secondo me finiranno con il favorire i colossi del settore e incentivare gli evasori fiscali. Mentre le piccole e medie imprese normali potrebbero essere danneggiate.
Domanda a chi sa rispondermi: se io compro un bene usato online , lo ricevo , lo uso per quel che mi serve , poi non mi serve più... nei termini di legge lo posso restituire avvalendomi del diritto di recesso ?


Le compravendite di usato fra privati ovviamente non rientrano in questi casi.
Il diritto di recesso è valido per acquisto di prodotti nuovi presso aziende.
Foglia Morta13 Maggio 2014, 18:45 #4
Originariamente inviato da: Dante89
Le compravendite di usato fra privati ovviamente non rientrano in questi casi.
Il diritto di recesso è valido per acquisto di prodotti nuovi presso aziende.


ok ma ci possono essere aziende che vendono merce usata , out of leasing ad esempio , mi riferivo a questo tipo di situazione
SirCam7713 Maggio 2014, 21:03 #5
Questi, una volta ricevuta la notifica di recesso, avrà 14 giorni di tempo (contro i trenta giorni attuali) per risarcire il cliente, anche se non ha materialmente ancora ricevuto i prodotti oggetto della restituzione.

Gestisco uno shop online e questa regola non l'approvo. Io restituisco i soldi solo quando ho ricevuto l'oggetto per 2 ovvie ragioni.
Caso 1) se il cliente non mi spedisce più l'oggetto?
Caso 2) se il cliente mi spedisce un oggetto danneggiato?

In entranbi i casi la predo a quel servizio solo io, ma perchè non tutelano anche i venditori?
ulukaii13 Maggio 2014, 21:12 #6
Originariamente inviato da: Foglia Morta
Questa mi pare incredibile... le nuove regole secondo me finiranno con il favorire i colossi del settore e incentivare gli evasori fiscali. Mentre le piccole e medie imprese normali potrebbero essere danneggiate.

Purtroppo sarà così, in quanto si delineeranno nuovi furbetti, quelli che comprano, chiedono il reso, si beccano il rimborso e non spediscono, oppure spediscono una scatola vuota oppure, ancora, spediscono un oggetto visibilmente danneggiato o usurato.

La normativa dichiara che non è necessaria alcuna spiegazione per l'attivazione del reso (parla appunto di "restituire un prodotto senza domande"), così come il codice dei consumo specifica che l'acquirente può usare un articolo acquistato e poi darlo indietro, senza addurre alcuna motivazione.

A quel punto, tu, piccolo commerciante che ci fai con un oggetto usato e/o danneggiato. Te la pigli in saccoccia, perché con quell'oggetto non ci potrai fare nulla, al massimo (se ti va proprio bene) il distributore potrebbe farti a sua volta un reso, ma ad una percentuale ridicola. Te ne capitano due o tre in un mese e se non hai volumi di vendita medio alti, ci hai già perso quel poco che hai guadagnato!

Già adesso (con la normativa attuale intendo) ci sono i furboni che lo fanno (aspettano la spedizione poi bloccano il pagamento PayPal e rispediscono pacchi vuoti o con oggetti in stato tale da non essere più rivendibile oppure non lo stesso oggetto spedito, ma uno usato al posto del nuovo), con questa normativa è la manna dal cielo!
mirkonorroz13 Maggio 2014, 21:44 #7
Pur riconoscendo i casi di errato acquisto da parte del cliente o errata spedizione da parte del venditore, in buona fede, che in qualche modo devono essere risolti, il diritto di recesso non e' una cosa che mi piace moltissimo.
[U]Non mi entusiasma comprare prodotti che siano stati oggetto di recesso da altri clienti e che siano stati quindi usati e spediti chissa' quante volte.[/U]
Se non si e' soddisfatti preferirei che lo si fosse solo per una errata pubblicita' o descrizione del prodotto e quindi la cosa andrebbe risolta attraverso le associazioni dei consumatori per vie legali (magari appositamente studiate per ridurre i tempi) in modo da penalizzare chi produce e vende materiale fuffa.
Se non si e' soddisfatti ma il prodotto e' buono so' c@xxi tuoi... che hai rischiato a comprarlo o forse sei incontentabile.
Therinai13 Maggio 2014, 21:56 #8
Originariamente inviato da: SirCam77
Questi, una volta ricevuta la notifica di recesso, avrà 14 giorni di tempo (contro i trenta giorni attuali) per risarcire il cliente, anche se non ha materialmente ancora ricevuto i prodotti oggetto della restituzione.

Gestisco uno shop online e questa regola non l'approvo. Io restituisco i soldi solo quando ho ricevuto l'oggetto per 2 ovvie ragioni.
Caso 1) se il cliente non mi spedisce più l'oggetto?
Caso 2) se il cliente mi spedisce un oggetto danneggiato?

In entranbi i casi la predo a quel servizio solo io, ma perchè non tutelano anche i venditori?


1) hai i suoi dati e una sua richiesta oggettiva di recesso, non credo possa fare il furbo più di tanto
2) doa se possibile, oppure vedi sopra.

Pensa quando sono gli acquirenti a ricevere merce danneggiata o diversa da ciò che hanno ordinato o quando la descrizione non esatta li porta a fare acquisti errati. Per non parlare di quello che accade fuori dai tempi del diritto di recesso... si guasta l'ogetto? Nessun problema, rimandalo al venditore che se tutto va bene dopo tre mesi te lo restituisce, si spera funzionante

ps: un simpatico esempio successo a me: acquisto una scheda video costosa e un adattatore video da pochi euro da un noto shop online... il giorno dopo verifico l'ordine: hanno immediatamente spedito l'adattatore perché disponibile, la scheda la spediranno appena arriva in magazzino... dopo due settimane della scheda non c'è traccia, disdico l'rdine e sorpresa, mi rimborsano il costo della scheda meno la spedizione, così ho pagato 15 euro un adattatore del valore di 3€. Ottimo, questo si che è essere tutelati
ulukaii13 Maggio 2014, 22:18 #9
La questione è che occorre fare qualcosa di equo che tuteli acquirente e venditore, senza agevolare i truffatori e i furboni da ambo le parti.

Per le richieste sopra, se sei un piccolo medio venditore, sia per la domanda 1 che 2 [U]non ci puoi fare niente[/U]. In quanto come venditore non puoi dimostrare che la scatola del reso era vuota e non puoi dimostrare che l'oggetto reso non è stato effettivamente danneggiato nel trasporto. O, se vuoi, puoi provare a farlo, ma rischi solo di rimetterci più soldi di quanti ne hai già persi.

Perché se sei un venditore onesto, che l'oggetto non ti sia stato restituito o che ti sia stato restituito danneggiato, non ti cambia nulla, quell'oggetto l'hai comunque perso.

Ripeto, questa direttiva (così come l'attuale) non fa altro che agevolare i truffatori.
Therinai13 Maggio 2014, 22:26 #10
Originariamente inviato da: ulukaii
La questione è che occorre fare qualcosa di equo che tuteli acquirente e venditore, senza agevolare i truffatori e i furboni da ambo le parti.

Per le richieste sopra, se sei un piccolo medio venditore, sia per la domanda 1 che 2 [U]non ci puoi fare niente[/U]. In quanto non puoi dimostrare che la scatola era vuota e non puoi dimostrare che l'oggetto non è stato effettivamente danneggiato nel trasporto. O, se vuoi, puoi provare a farlo, ma rischi solo di rimetterci più soldi di quanti ne hai già persi.

Perché se sei un venditore onesto, che l'oggetto non ti sia stato restituito o che ti sia stato restituito danneggiato, non ti cambia nulla, quell'oggetto l'hai comunque perso.

Ripeto, questa direttiva (così come l'attuale) non fa altro che agevolare i truffatori.

Adesso non esageriamo, la procedura di doa è la stessa per tutti, grandi o piccoli venditori. Se si arriva ad una procedura legale il discorso si complica sia per il venditore che per l'acquirente, ergo...

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