Ancora poco stabile il mercato dei semiconduttori secondo TSMC

Ancora poco stabile il mercato dei semiconduttori secondo TSMC

Morris Chang, CEO e presidente dell'azienda taiwanese, stima una seconda metà dell'anno difficile per il settore dei semiconduttori a causa di una progressiva riduzione delle rimanenze di magazzino. Il contesto economico internazionale non aiuta, ma una ripresa è attesa per il 2013

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 12:17 nel canale Mercato
 

Che lo scenario economico internazionale sia caratterizzato da notevole incertezza, ora come del resto da 4 anni a questa parte, è notizia ben nota. A confermare questa condizione del mercato le previsioni di Morris Chang, presidente e CEO della taiwanese TSMC, che ha indicato un possibile rallentamento nel mercato dei semiconduttori.

L'occasione è stata la conferenza stampa di analisi dei risultati finanziari trimestrali di TSMC dello scorso 19 Luglio; secondo Chang il mercato dei semiconduttori registrerà nel corso del 2012 una crescita complessiva compresa tra l'1% e il 2% rispetto al 2011, stima inferiore alle precedenti stime comprese tra il 4% e il 5%.

La contrazione sarà concentrata tra quarto trimestre 2012 e primi 3 mesi del prossimo anno: una domanda inferiore alle stime porterà ad una riduzione delle scorte di prodotti da parte delle aziende produttrici di componenti, con conseguente minore domanda per le fonderie produttive quali TSMC.

Non tutto vien per nuocere, in quanto a partire dal secondo trimestre 2013 Chang si attende un rimbalzo della domanda con l'obiettivo di meglio bilanciare le scorte di prodotti a disposizione nei magazzini. Queste stime vengono formulate dopo che TSMC ha chiuso il secondo trimestre 2012 con risultati molto interessanti in termini di fatturato e utile, con una stima di incremento del fatturato di circa il 7% nel corso del terzo trimestre 2012 rispetto al precedente.

E' evidente dalle stime di Morris Chang come il mercato dei semiconduttori sia ancora nel complesso soggetto ad una notevole volatilità e alla volontà da parte dei produttori di mantenere al minimo le proprie scorte di magazzino, così da non dover sostenere costi improvvisi ed elevati in caso di contrazione della domanda di mercato soprattutto da parte degli utenti consumer.

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