Apple ed Intel, stop ai "conflict minerals"

Apple ed Intel, stop ai "conflict minerals"

Le due aziende hanno deciso di sospendere l'utilizzo dei minerali che finanziano i conflitti armati in Congo, rispondendo in anticipo ad una legge che entrerà in vigore negli USA a partire dal prossimo anno

di Andrea Bai pubblicata il , alle 17:20 nel canale Mercato
AppleIntel
 

Il prossimo anno entrerà in vigore negli USA una legge secondo la quale le compagnie elettroniche statunitensi dovranno rivelare e tracciare l'impiego dei cosiddetti "conflict mineral", ovvero quei minerali dalla cui lavorazione si ricavano oro, tantalio, stagno e tungsteno, estratti in condizioni di conflitti armati e abuso dei diritti umani, i cui giacimenti sono localizzati in particolare nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo, nell'Africa centrale.

Dallo scorso 1 aprile alcune compagnie facente parti del Conflict-free Smelter Program, un programma che impegna a monitorare la provenienza dei minerali industriali in maniera tale che i proventi del loro commercio non contribuiscano al finanziamento dei conflitti in Congo, hanno deciso di abbandonare l'impiego di questi materiali. Tra queste aziende si trovano due nomi particolarmente importanti del panorama IT: Intel ed Apple.

John Kanyoni, presidente dell'associazione degli esportatori di minerali della regione di North Kivu, nel Congo, ha dichiarato: "E' molto chiaro, si tratta di un embargo de-facto. Siamo impegnati a proseguire con tutti questi programmi, ma allo stesso tempo ci recheremo presto in Asia per trovare delle alternative. Il Congo esporta il 5% dello stagno mondiale ed il 14% del tantalio, un materiale impiegato per la realizzazione di condensatori ad alta capacità.

I conflict minerals sono ora oggetto di una domanda mai così elevata, in particolare proveniente dalla Cina che deve supportare un'esplosione della produzione: si prevede infatti che da qui al 2014 solamente la domanda per il rame proveniente dalla Repubblica Popolare crescerà ogni anno del 7% circa.

Il Congo continua ad incontrare difficoltà nel tagliare i legami tra i gruppi armati ed il commercio minerario che ha alimentato più di un decennio di guerra nelle province dell'est. Il paese è il più grande produttore di stagno in Africa e nei suoi territori si trovano ampi giacimenti di columbite-tantalite (altresì conosciuto con il nome di coltan e dal quale si ricava il tantalio), tungsteno ed oro, dove operano numerosi estrattori indipendenti.

Il governo ha lavorato con i gruppi industriali, con l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e con le Nazioni Unite per sviluppare programmi di tracciamento e certificazione. Se da un lato si è riscontrato un modesto successo nella rimozione dei gruppi armati dai siti di estrazione, dall'altro sussistono ancora episodi di contrabbando armato di minerali nell'est, secondo le informazioni rilasciate dal il Ministro delle miniere.

Il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Joseph Kabila, ha dichiarato di voler sostituire le attività estrattive artigianali con operazioni industriali al fine di incrementare le entrate statali porre fine alle dure condizioni di lavoro e agli abusi dei diritti umani cui sono spesso sottoposti i minatori indipendenti.

10 Commenti
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omega72606 Aprile 2011, 17:32 #1
Mi fanno schifo perchè:

- Questo problema delle risorse provenienti da zone di conflitto si conosce da una vita ma hanno smesso di usarle solo ora che una legge le obbliga a farlo cercando di far passare il loro gesto per nobile quando invece è obbligato.

- Lo fanno con un'anno di anticipo in modo tale da poter (sempre ben protetti dal loro finto e squallido moralismo) alzare leggermente i prezzi rispetto alla concorrenza (beh si sa..quello che arrivava da li costava meno no...adesso per poter avere quei materiali ma "puliti" bisogna pagare di più

- Non gli frega proprio un caXXo della provenienza dei materiali...conta solo la minima spesa con la massima resa.

A proposito, mettete insieme due spezzoni di questo stesso articolo e fatevi quattro risate:

"Siamo impegnati a proseguire con tutti questi programmi, ma allo stesso tempo ci recheremo presto in [B][SIZE="3"]asia[/SIZE][/B] per trovare delle alternative"

e

"I conflict minerals sono ora oggetto di una domanda mai così elevata, in particolare proveniente dalla [B][SIZE="3"]Cina[/SIZE][/B]"


Che schifo ragazzi....
Vash8806 Aprile 2011, 17:36 #2
Consiglio la lettura del libro "safari Cinese"
La cina è partita alla conquista delle risorse minerali e naturali dell' africa inondandola di soldi, prodotti a basso costo e infrastrutture.
Tutto questo slegato da ogni politica di meritocrazia verso i governi più democratici, anzi vendendo armi liberamente a tutti.
pierr06 Aprile 2011, 17:39 #3
Consiglio la visione di questa puntata di Report che illustra come sempre molto bene i fatti.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-22500777-a7e9-406e-b38d-e2ed5ba0e5e8.html
utentenonvalido06 Aprile 2011, 18:22 #4
Originariamente inviato da: omega726
Mi fanno schifo perchè:

- Questo problema delle risorse provenienti da zone di conflitto si conosce da una vita ma hanno smesso di usarle solo ora che una legge le obbliga a farlo cercando di far passare il loro gesto per nobile quando invece è obbligato.

- Lo fanno con un'anno di anticipo in modo tale da poter (sempre ben protetti dal loro finto e squallido moralismo) alzare leggermente i prezzi rispetto alla concorrenza (beh si sa..quello che arrivava da li costava meno no...adesso per poter avere quei materiali ma "puliti" bisogna pagare di più

- Non gli frega proprio un caXXo della provenienza dei materiali...conta solo la minima spesa con la massima resa.

A proposito, mettete insieme due spezzoni di questo stesso articolo e fatevi quattro risate:

"Siamo impegnati a proseguire con tutti questi programmi, ma allo stesso tempo ci recheremo presto in [B][SIZE="3"]asia[/SIZE][/B] per trovare delle alternative"

e

"I conflict minerals sono ora oggetto di una domanda mai così elevata, in particolare proveniente dalla [B][SIZE="3"]Cina[/SIZE][/B]"


Che schifo ragazzi....


Proprio perchè queste cose le sanno anche i sassi non c'è motivo secondo me di indignarsi nei confronti di questa legge. Comunque è già qualcosa. Apple per lo meno è una di quelle aziende da anni è molto attenta nell'impiego di materiali non inquinanti e riciclabili sia per i suoi dispositivi che nel packaging.
D'altro canto non possiamo puntare il dito contro la cina, che no sta facendo altro che quello che hanno fatto molto tempo prima USA e Europa per arrivare all'industrializzazione piu' spinta.
Markk11706 Aprile 2011, 18:49 #5
apple attenta a usare materiali non inquinanti? mhmm... forse qualcosina più di altri ma niente di speciale guardate questa classifica di greenpeace http://www.greenpeace.org/internati...panies-line-up/ sony ericcsson e nokia mi pare la fanno da padrone
pierr06 Aprile 2011, 20:30 #6
Voglio solo sottolineare che viene posto l'accento sulla domanda della Cina principalmente per 2 motivi:

1) La Cina si è presentata in Congo per fare concorrenza alle industrie sfruttatrici già presenti offrendo ricompense meno penose degli altri.
Le aziende europee ed USA invece non si facevano concorrenza ma si spartivano lo sfruttamento cercando di massimizzare il guadagno.

2) L'alta domanda della Cina è usata come capo espiatorio da USA ed Europa, mentre sappiamo bene che le commesse in cui vengono utilizzati questi materiali sono fatte da industrie Usa ed europee.
Freaxxx06 Aprile 2011, 21:22 #7
strana legge in uno strano momento, la Cina aumenta il prezzo delle terre rare e loro rinunciano ad una scialuppa di salvataggio?

puzza parecchio.

per quanto riguarda l'inquinamento:
solo ultimamente Apple ha perso la testa di quella classifica, fino 3-4 anni fa era sempre al vertice; in pratica i suoi prodotti prima erano tutta plastica e laccature inquinantissime e tossiche, adesso con l'unibody in molti prodotti ( di certo la plastica non l'ha abbandonata del tutto ) la situazione è parzialmente migliorata, ma la storia di Apple è tuttaltro che da pollice verde, anzi.
argent8807 Aprile 2011, 00:46 #8
è sempre bello vedere il solito pro-apple che vede la mini-confezione e non ragiona sugli sprechi del suo bellissimo unibody.

Ogni cosa ha il suo prezzo.
The cake is a lie.
Stappern07 Aprile 2011, 01:53 #9
Originariamente inviato da: argent88
è sempre bello vedere il solito pro-apple che vede la mini-confezione e non ragiona sugli sprechi del suo bellissimo unibody.

Ogni cosa ha il suo prezzo.
The cake is a lie.


Sarà che le confezioni bianche forse ispirano un senso di pulito
alexdal07 Aprile 2011, 15:09 #10
Ma d'altra parte se (in teoria) nessuno acquistasse in questi paesi

chi ne paghera' sono i piccoli lavoratori e le piccole imprese minerarie.

I signori della guerra, pensate che dicono: oh no non mi comprano il minerale.

tanto dalle loro miniere lo estraggono e lo vendono lo stesso.

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