Big Data, in crescita gli investimenti da parte delle aziende

Big Data, in crescita gli investimenti da parte delle aziende

Crescono le aziende che hanno investito o che pianificano un investimento nelle tecnologie Big Data: non solo specchietti per le allodole ma molte opportunità

di Andrea Bai pubblicata il , alle 13:31 nel canale Mercato
 

Gli investimenti compiuti nei Big Data continuano a crescere nel 2013, con il 64% delle organizzazioni intervistate dalla società di analisi di mercato Gartner che sta investendo o pianifica di investire in tecnologie Big Data, rispetto al 58% registrato nel 2012. In ogni caso meno dell'8% degli intervistati hanno realmente allestito un ambiente in grado di fare leva sui Big Data.

Lisa Kart, research director per Gartner, commenta: "L'entusiasmo attorno ai Big Data continua a trainare investimenti in cresita ed attenzione, ma c'è anche una reale sostanza al di là dell'entusiasmo. La nostra indagine sottolinea il fatto che le organizzazioni di vari settori e Paesi vedono opportunità e valore invece che fumo e specchietti per le allodole con cui di solito si accompagna l'entusiasmo".

L'indagine di Gartner, condotta nel corso del mese di giugno 2013, ha esaminato i piani di investimento sui Big Data, l'adozione, i problemi di business risolti e le sfide di oltre 720 realtà su scala mondiale che fanno parte del Gartner Resarch Circle: di queste il 64% sta investendo o pianifica di investire in tecnologie Big Data nel 2013, il 30% ha già investito, il 19% pianifica un investimento entro il prossimo anno ed il 15% entro i prossimi due anni.

I settori che guidano gli investimenti Big Data nel 2013 sono quelli di media e comunicazioni, bancari e servizi. Il 39% delle realtà che rientrano nel settore media e counicazioni hanno già investito nei Big Data, seguiti dal 34% delle realtà che operano nel settore bancario e dal 32% che opera nei servizi. Gli investimenti pianificati per i prossimi due anni sono più elevati per il settore dei trasporti (50%), sanitario (41%) e assicurativo (40%). In ogni caso qualunque settore verticale mostra investimenti o pianificazioni attorno ai Big Data.

Da un punto di vista geografico, il Nord America continua ad essere ai vertici con il 38% delle realtà intervistate che afferma di aver investito in tecnologie specificatamente progettate per rispondere alle sfide poste dai Big Data. Le realtà dell'area Asia/Pacific sono piuttosto ambizione con il 45% di esse che indica un investimento pianificato per i prossimi due anni. L'area EMEA e l'America Latina sono invece leggeremente distaccate.

A prescindere dalla distinzione geografica, gli investimenti sono generalmente caratterizzati da varie fasi, a partire dalla raccolta di informazioni per passare poi alla definizione della strategia. L'investimento è piccolo e prinicipalmente consiste di tempo. Si passa quindi ad una fase sperimentale, anche in questo caso con piccoli investimenti. Infine, dopo aver completato con successo un progetto pilota, ha luogo il primo allestimento, che corrisponde ad una crescita della curva di investimento. Nel corso del tempo le attività di business iniziano ad appoggiarsi a questi allestimenti e gli investimenti necessari si spostano dalle operazioni di implementazione a quelle di gestione ordinaria.

"Per quanto riguarda i Big Data il 2013 è l'anno di sperimentazione e dei primi allestimenti. L'adozione è ancora nelle fase iniziali con meno dell'8% degli intervistati che affermano di aver già allestito soluzioni Big Data. Il 20% sta portando avanti esperimenti e progetti pilota, il 18% sta sviluppando una strategia, il 19% raccoglie informazioni mentre i restanti non hanno piani o non sanno rispondere".

Osservando l'adozione di Big Data per quelle realtà che hanno già compiuto investimenti si osserva che il 70% di esse si è già spostata oltre la fase di raccolta di informazione e definizione della strategia ed è all'opera su progetti pilota (il 44%) o impegnata nella fase di allestimento (25%). Tra le realtà che pianificano un investimento per i prossimi due anni, l'80% è invece impegnato nella fase di raccolta di informazioni o di definizione della strategia.

L'indagine ha inoltre rivelato che esiste una vasta gamma di problemi di business che vengono affrontati utilizzando i Big Data: nelle analisi di Gartner dello scorso anno e del 2013 emerge che i casi di business che migliorano l'efficienza dei processi e quelli centrati sulla customer experience sono ai vertici dei desideri per i Big Data. Il 55% delle realtà ha dichiarato che attualmente sta già avendo a che fare con una migliorata customer experience grazie all'uso dei Big Data, mentre il 49% utilizza i Big Data per migliorare l'efficienza dei processi.

Alcune delle attività Big Data sono incrementali alle attuali pratiche di business: per esempio una migliore comprensione delle necessità del cliente rende i processi più efficienti, portando ad una riduzione dei costi o ad una migliore individuazione dei rischi. Si tratta della maggior parte dei casi d'uso rilevati oggi. Alcune realtà si sono però impegnate in attività di svolta: il 42% ad esempio sta sviluppando nuovi prodotti e nuovi modelli di business ed il 23% riesce a monetizzare direttamente le informazioni. Si tratta di uno scenario incoraggiante, con Garnter che crede che le più grandi opportunità risiedano principalmente in questi ambiti.

"Sebbene le realtà intendano affrontare molte aree, un quadro leggermente differente emerge quando abbiamo chiesto la priorità per queste categorie. Differenti settori mostrano differenti priorità quando si tratta di Big Data. I settori che stanno guidando la priorità per la customer experience sono quello retail, assicurativo, media e comunicazioni e bancario, mentre l'efficienza dei processi è una priorità chiave per il settore produttivo, governativo, educativo, sanitario e dei trasporti" ha precisato Kart.

Proprio come le priorità legate ai Big Data stanno cambiando, Gartner osserva che anche le sfide poste dai Big Data mutano di pari passo con una maggiore maturità nella gestione delle informazioni. Le realtà quest'anno hanno più difficoltà a conoscere come ottenere valore dai Big Data. "E' interessante notare che la comprensione di ciò che sono i Big Data è la sfida principale per il 15% delle realtà intervistate. Forse in maniera non sorprendente questa preoccupazione giunge da coloro i quali non hanno piani di investimento. Le realtà devono assicurarsi di essere informate circa le opportunità dei Big Data per il loro settore ed essere certi di non perdere il treno".

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