Bitcoin, Charlie Shrem condannato a due anni di reclusione

Bitcoin, Charlie Shrem condannato a due anni di reclusione

Arrestato dopo il sequestro di Silk Road, l'ex-CEO di BitInstant dovrà trascorrere due anni in prigione per aver operato trasferimenti di denaro senza possedere le licenze appropriate

di Andrea Bai pubblicata il , alle 11:23 nel canale Mercato
 

Charlie Shrem, ex-membro del consiglio di amministrazione di Bitcoin Foundation ed ex-CEO di BitInstant, dovrà trascorrere due anni di reclusione per aver facilitato - questo ha stabilito il processo - scambi anonimi tra valuta reale e Bitcoin, operando trasferimenti di denaro senza essere in possesso delle licenze necessarie

Shrem, lo ricordiamo, rischiava 30 anni di reclusione. La vicenda è venuta a galla a seguito del sequestro di Silk Road, il mercato nero di stupefacenti e armi da fuoco, con gli inquirenti che hanno raccolto una serie di prove che hanno permesso di delineare uno scenario in cui Shrem ha agito in collaborazione con Robert Faiella, 52enne, il quale ha operato all'interno di Silk Road con il nickname "BTCKing". Entrambi hanno messo in piedi un sistema di scambio tra valuta reale e Bitcoin, vendendo questi ultimi agli utenti di Silk Road. Secondo l'accusa, Shrem era a conoscenza delle attività illegali condotte con i Bitcoin ed avrebbe egli stesso acquistato stupefacenti su Silk Road.

Faiella avrebbe agganciato gli utenti di Silk Road spiegando loro di depositare somme di denaro verso conti bancari e quindi Shrem avrebbe usato BitInstant per trasferire agli utenti il corrispettivo in Bitcoin. Un agente sotto copertura ha rivelato di aver depositato 500,11 dollari su un conto bancario e di aver ricevuto nella stessa giornata Bitcoin per un controvalore di 444 dollari.

I legali di Shrem hanno cercato di far passare la vicenda come un "errore di gioventù" (Shrem aveva 22 anni all'epoca dei fatti) e al suo desiderio di promuovere i Bitcoin, ma l'accusa ha affermato che è stata proprio la possibilità di un facile lucro a guidare il meccanismo.

Shrem ha deciso di proclamarsi colpevole negli scorsi mesi, chiedendo al giudice di poter evitare il carcere e tornare a sensibilizzare il pubblico per evitare di poter essere emulato: "Ho fatto un casino. La community attorno ai Bitcoin è spaventata e non c'è più alcun riciclaggio di denaro. Sono terrorizzati. Bitcoin è come fosse mio figlio, è il mio mondo e la mia vita, è ciò per cui sono qui su questa terra. Ho bisogno di essere fuori di qui. Se vostro onore mi può garantire questo, posso essere là fuori nel mondo e assicurare che le persone non compiano le stesse azioni stupide che ho compiuto io".

Il giudice non si è fatto però intenerire, decidendo che un periodo di reclusione sarebbe stato necessario per fungere da monito ad altre attività che operassero trasferimenti di denaro senza licenza. Inoltre il giudice ha avuto motivo di ritenere che quanto compiuto da Shrem non fosse frutto di un "errore di gioventù", ma che egli stesso portasse avanti la sua opera con passione e che conoscesse, almeno in parte, di essere in violazione delle norme di legge.

1 Commenti
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lepre8401 Gennaio 2015, 08:50 #1
"Un agente sotto copertura ha rivelato di aver depositato 500,11 dollari su un conto bancario e di aver ricevuto nella stessa giornata Bitcoin per un controvalore di 444 dollari."

Questo agente ha mai provato a scambiare valute riconosciute utilizzando serivizi di certe società? (esempio a caso: aereoporti dopo il controllo sicurezza)

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