Calano del 10% le vendite di PC nelle regioni EMEA

Calano del 10% le vendite di PC nelle regioni EMEA

Calo generalizzato per tutti i produttori, con la sola Asus a raccogliere un dato in crescita nei primi 3 mesi del 2016. Si distinguono notebook gaming e 2-in-1, capaci di catturare l'interesse degli acquirenti

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 16:17 nel canale Mercato
HP2-in-1AcerASUSDellLenovo
 

La più recente analisi Gartner conferma lo stato di difficoltà nel quale si trova il mercato dei PC, comprese le regioni EMEA (Europe, the Middle East and Africa) nelle quali rientra anche l'Italia. Nel corso dei primi 3 mesi del 2016 sono stati venduti circa 19,5 milioni di PC in queste aree, per un calo del 10% circa in volumi rispetto al corrispondente periodo del 2015.

Questo dato è allineato alla contrazione del 9,6% registrata da Gartner a livello globale in questo periodo di tempo. Nel mercato EMEA si sono manifestate alcune chiare dinamiche, con al centro un calo nelle vendite di soluzioni PC destinate al pubblico professionale. La giustificazione di questo è data dall'attesa con la quale i professionisti guardano alle nuove proposte basate su sistema operativo Windows 10, per le quali si sta attendendo il rinnovo del parco macchine più verso la fine del 2016.

Quello che però emerge è anche un notevole interesse per la categoria delle soluzioni notebook di più ridotto spessore e per i modelli 2-in-1, capaci di catturare vendite tanto nel settore consumer come in quello professional. Domanda positiva anche per le soluzioni notebook per videogiocatori, che i consumatori EMEA hanno dimostrato di apprezzare. La crescita proveniente da queste due nicchie non è però stata tale da bilanciare la contrazione generale nella domanda di nuovi sistemi PC.

HP rimane nel trimestre il principale produttore di PC nell'area EMEA, con una quota di mercato del 22,4%; Lenovo si posiziona al secondo posto con il 18,8%, incrementando in questo trimestre la distanza su HP rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Asus è al terzo posto con il 10,9%, unica azienda capace di incrementare il volume di PC venduti nel trimestre rispetto allo scorso anno. Al quarto posto troviamo Dell con circa il 10% e al quinto Acer con il 7,8% del totale di mercato. I restanti produttori, sommati assieme, rappresentano il 30,1% del mercato.

5 Commenti
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LMCH20 Aprile 2016, 17:55 #1
Guardacaso crescono notebook gaming e 2-in-1 perchè sono gli unici prodotti che propongono davvero qualcosa in più in termini di hardware o funzionalità legate all'hardware.

I "PC destinati al pubblico professionale" sono in larga parte roba da ufficio (solo una piccola parte di essi è DAVVERO "per professionisti che hanno bisogno di roba robusta, potente e configurabile" ed ho notato che spesso i professionisti con esigenze di maggior potenza e configurabilità si orientano verso sistemi che i markettari pensano siano "per giocatori estremi".
Idem per i 2-in-1, prodotto ideale per chi usa roba software relativamente "leggero" e cerca qualcosa che pesi il meno possibile visto che se lo porta dietro in viaggio, quando fa il giro dei clienti oppure all'università.
emiliano8420 Aprile 2016, 18:08 #2
Originariamente inviato da: LMCH
Guardacaso crescono notebook gaming e 2-in-1 perchè sono gli unici prodotti che propongono davvero qualcosa in più in termini di hardware o funzionalità legate all'hardware.

I "PC destinati al pubblico professionale" sono in larga parte roba da ufficio (solo una piccola parte di essi è DAVVERO "per professionisti che hanno bisogno di roba robusta, potente e configurabile" ed ho notato che spesso i professionisti con esigenze di maggior potenza e configurabilità si orientano verso sistemi che i markettari pensano siano "per giocatori estremi".
Idem per i 2-in-1, prodotto ideale per chi usa roba software relativamente "leggero" e cerca qualcosa che pesi il meno possibile visto che se lo porta dietro in viaggio, quando fa il giro dei clienti oppure all'università.


strano, per gli "analisti" del forum i 2in1 erano inutili e non avevano futuro
cdimauro20 Aprile 2016, 19:48 #3
Già. Il tempo è galantuomo.
LMCH20 Aprile 2016, 22:06 #4
Originariamente inviato da: emiliano84
strano, per gli "analisti" del forum i 2in1 erano inutili e non avevano futuro


Perché la maggior parte dei dispositivi 2-in-1 attualmente in commercio È inutile se li si compra credendo che siano DAVVERO dei veri 2-in-1.
Non sostituiscono un tablet decente (SPECIALMENTE per le risoluzioni che hanno e per la scarsità di app nel caso di dispositivi con solo SO Windows) non sostituiscono un "vero" notebook (a parte i dispositivi più costosi).

Per rendere l'idea il mio primo "2-in-1" l'ho comprato perche mi serviva qualcosa di usabile per scrivere documenti, analizzare/documentare/scrivere codice (ma compilare relativamente poco, per la roba "seria" ho un notebook con un quad core i7, 16GB di ram, e 2TB di storage con più VM per i test) e qui in Italia non c'èra niente di adeguato che non costasse un rene perché qui da noi non sono ancora riusciti a smaltire tutti i 2-in-1 con caratteristiche inferiori ai netbook che di fatto andavano a sostituire.

Quindi alla fine ho preso un 2-in-1 che in realtà userò come ultrabook economico, non certo come tablet.
AleLinuxBSD21 Aprile 2016, 11:56 #5
Con Windows 10 è prevedibile che la vita di diversi professionisti, che usano desktop oppure workstation, andrà a complicarsi.
Questo perché aggiornamenti del SO presentano impatti più sostanziali, rispetto a quanto avviene per le singole applicazioni, ed anche perché gli aggiornamenti di software personalizzato non avvengono con tempistiche rapide.
Qualche esempio giusto per capirsi, pensate ai professionisti del segmento video e di come la correlazione aggiornamenti del SO con driver delle schede video risulterà più critica rispetto al passato.
Oppure ai professionisti dell'audio in cui qualsiasi variazione del sistema può impattare, in modo negativo, il sistema.
Riguardo al software personalizzato, spesso e volentieri, non viene aggiornato da tempo, per risparmiare sui costi.

Per i portatili il discorso è un po' diverso tranne per chi pretende (o si ostina) a pensarli adatti come rimpiazzi delle soluzioni fisse. In quel caso affronterebbero le stesse criticità di chi usa sistemi fissi.

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