Connessioni wireless a 15 Gbps? Presto una realtà

Connessioni wireless a 15 Gbps? Presto una realtà

Un gruppo di ricercatori del Georgia Institute of Technology sta sperimentando l'impiego di trasmissioni wireless a 60GHz per connessioni a banda larga in reti PAN

di Andrea Bai pubblicata il , alle 14:27 nel canale Mercato
 

Il Georgia Institute of Technology, e precisamente il Georgia Electronic Design Center (di seguito GEDC), è stato teatro di una nuova ricerca che ha permesso di dare luogo ad una trasmissione wireless a corto raggio e a banda larga utilizzando le alte frequenze radio.

In particolare il gruppo di ricercatori ha sperimentato l'impiego di frequenze radio nello spettro dei 60 GHz, negli USA attualmente libero da licenze e quindi utilizzabile da chiunque, riuscendo a stabilire connessioni a banda larga nel raggio di un metro, due metri e cinque metri, rispettivamente alle velocità di 15 Gbps, 10 Gbps e 5 Gbps. La possibile traduzione commerciale di questa applicazione tecnologica potrebbe arrivare già nel giro di due o tre anni.

Stephane Pinel e Joy Laskar, responsabili del progetto, hanno dichiarato che adesso l'obiettivo primario è quello di incrementare il più possibile il throughput delle informazioni, in modo tale da dare luogo ad una nuova implementazione per le connettività casalinghe e da ufficio, che riescano a gestire due principali ambiti di impiego: trasferimento di dati e trasferimento di segnali video ad alta definizione.

Una delle sfide principali è rappresentata dalla volontà di ridurre il già contenuto consumo energetico, con l'obiettivo di poter raddoppiare, a parità di consumo, la velocità di trasferimento entro il prossimo anno. Il gruppo di ricerca ha inoltre affermato di voler trovare un modo di mantenere la retrocompatibilità con lo standard WiFi utilizzato nella maggior parte delle reti locali wireless. Per ottenere questo obiettivo è attualmente allo studio l'implementazione, all'interno del circuito integrato CMOS RF, dei concetti single-input-single-output (SISO) e multiple-input-multiple-output (MIMO).

Il gruppo di ricerca ha inoltre tenuto ben presente gli eventuali problemi di salute derivanti da una nuova tecnologia wireless. Le trasmissioni, come detto, sono state realizzate con un impiego di potenza molto contenuto, nell'ordine dei 10 milliwat. Una potenza così ridotta, dichiarano Laskar e Pinel, non ha ripercussioni sulla salute, in aggiunta, le frequenze a 60 GHz vengono completamente ostacolate dalla pelle e non possono così irradiare l'organismo.

Queste caratteristiche, molto apprezzabili, pongono dei limiti di utilizzo. Una connessione di questo tipo, infatti, potrà operare su distanze ristrette, ovvero all'interno di abitazioni e uffici e, in taluni casi, solo in presenza di congiungente ottica tra trasmittente e ricevente. Le intereferenze con eventuali reti nelle vicinanze sono scongiurate, dal momento che la connessione è ostacolata da un qualunque muro.

L'ambito principe di applicazione sarà, quindi, quello riguardante la sincronizzazione dei dispositvi all'interno delle cosiddette PAN - personal area network, in modo tale che, ad esempio, divenga possibile scambiare l'intero contenuto di dischi da svariate centinaia di GB in pochissimi minuti, (ma anche lettori multimediali, media-center e via discorrendo) ovvero ciò che attualmente nessuna connessione wireless o wired a corto raggio è in grado di poter fare.

Attualmente non esiste regolamentazione per questo tipo di larghezza di banda, e nel corso del mese di febbraio i rappresentanti dell' ECMA International Computer-Standards si sono incontrati proprio a GEDC per discutere riguardo ad un nuovo standard che includesse le trasmissioni a 60GHz. Grandi nomi dell'IT hanno partecipato all'incontro (IBM, Intel, Matsushita, Philips, Samsung, solo per citarne alcuni), fissando una nuova data, nel corso del mese di ottobre, per la finalizzazione delle decisioni tecniche. Attualmente, inoltre, anche l'IEEE è al lavoro sulla standardizzazione delle trasmissioni a 60 GHz con la bozza 802.15.3C.

24 Commenti
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AlexXP20 Luglio 2007, 14:37 #1
a me basterebbe che nel Comune dove risiedo.. arriasse uno straccio di connessione veloce...
Arshes20 Luglio 2007, 14:39 #2
Ottima banda, ottima per la salute (a quanto dicono), ottima la retrocompatibilità...peccato per il corto raggio ma meglio la salute che 1 minuto in + a spostare file. Spero arrivino al + presto
d@vid20 Luglio 2007, 14:47 #3
bè, dire che l'effetto pelle blocchi la pericolosità delle onde nella banda EHF è una cavolata
non è comrpovata la pericolosità solamente perchè frequenze così alte non sono state mai ragguinte

comunque il più grande difetto è il raggio corto e la forte sensibilità agli ostacoli: ne configurano un uso in ambito iperspecializzato
in ambito ufficio/casa, per raggiungere velocità elevate il buon vecchio gigabit-ethernet rimane la soluzione più stabile
Bulfio20 Luglio 2007, 15:03 #4
@ D@vid
No, l'effetto pelle è proprio un'altra cosa, riguarda la conduzione di corrente in conduttori, e all'interno di essi la corrente si trasferisce stando però sulle estremità esterne del conduttore, e non "riempiendo" tutto il conduttore.
Cioè la densità di corrente è maggiore sulla superficie del conduttore rispetto all'interno.


L'articolo dice che, a 60GHZ, già la pelle fa da "scudo" alle onde elettromagnetiche.
d@vid20 Luglio 2007, 15:25 #5
ad alta frequenza la pelle E' un conduttore


d'altro canto basta considerare che l'effetto scudo è legato alla presenza dei conduttori: un dielettrico in un campo e.m. si polarizza, di certo non "fa da scudo"
magilvia20 Luglio 2007, 15:26 #6
Una potenza così ridotta, dichiarano Laskar e Pinel, non ha ripercussioni sulla salute, in aggiunta, le frequenze a 60 GHz vengono completamente ostacolate dalla pelle e non possono così irradiare l'organismo.

Significa che il peggio che ci possiamo aspettare è "solo" un melanoma
d@vid20 Luglio 2007, 15:31 #7
Originariamente inviato da: magilvia
Significa che il peggio che ci possiamo aspettare è "solo" un melanoma


trascurando le più gravi modificazioni genetiche a livello di dna
GrrPulcy20 Luglio 2007, 16:04 #8
penso questa tecnologia venga in futuro rivolta a soluzioni home entertainement, media center ecc ecc... finalmente monitor case modem tastiera mouse e tutto il resto collegato in wirelessss senza avere colli di bottiglia ne lag data l'alta frequenza sulla quale si trasportano i dati... piu' che preoccuparsi di queste onde io mi preoccuperei delle stazioni radio situate in centro italia (evito l'ot )
bjt220 Luglio 2007, 16:24 #9
Sono radiazioni non ionizzanti. La frequenza minima per ionizzare una molecola (e quindi potenzialmente modificare il DNA) è superiore alla luce visibile. Il massimo che si può avere è surriscaldamento... Ma con 10 mW la vedo dura...
El Bombastico20 Luglio 2007, 17:42 #10
Ma esistono dispositivi per immagazzinare una tale mole di dati trasmessi ?
Se non sbaglio 15Gbps / 8 = 1.88 GBps : tantini per il transfer rate di un hard disk!

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