Cresce il valore del mercato Internet of Things in Italia

Cresce il valore del mercato Internet of Things in Italia

Anche nel Bel Paese cresce l'interesse e l'attenzione verso il mondo Internet of Things con un mercato che vale complessivamente 2 miliardi di Euro

di Andrea Bai pubblicata il , alle 08:01 nel canale Mercato
 

Rispetto allo scorso anno cresce del 30% il mercato Internet of Things in Italia, raggiungendo i 2 miliardi di euro. Pur con potenzialità applicative di fatto senza confini, il mercato italiano sembra in particolare apprezzare le soluzioni per la pubblica utilità (i contatori di gas nello specifico) e le auto connesse, due categorie che da sole sfiorano il miliardo di euro di valore.

Le soluzioni di Smart Metering e di Smart Asset Management sono il principale segmento di mercato, grazie anche al supporto degli obblighi normativi, che hanno portato ad un parco di 350 mila contatori di gas già installati per le utenze industriali e 1,2 milioni per quelle residenziali. Il secondo segmento di mercato è quello delle Smart Car che vede 5,3 milioni di automobili connesse in Italia, un settimo del totale delle auto circolanti. In particolare a spingere sono le soluzioni per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida a fini assicurativi. Seguono poi le soluzioni di Smart Building, di Smart Logistics e di Smart City & Smart Environment, ed infine la Smart Home specialmente con applicazioni di anti-intrusione e di termostati controllabili da remoto.

“Questi numeri denotano una crescita esplosiva dell'Internet of Things in Italia – afferma Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano -. Ma il cambio di passo del 2015 non è racchiuso solo nella crescita del mercato. Ancor più importante è il consolidamento delle basi per lo sviluppo su tutti i fronti: città, consumatori e imprese. L’installazione di nuove reti di comunicazione dedicate all’IoT nelle prime città italiane, l’evoluzione dell’offerta in ambito Smart Home, sempre più integrata con servizi assicurativi e pronta a sbarcare anche nelle catene della grande distribuzione, i servizi innovativi per l’Industry 4.0 costituiscono presupposti importanti per il futuro. E l’IoT è sempre più una realtà in Italia”.

“Uno degli aspetti chiave per lo sviluppo futuro dell'Internet of Things è la valorizzazione dei dati raccolti, su cui ancora non ci sono strategie consolidate – spiega Angela Tumino, Direttore dell'Osservatorio Internet of Things -. I dati possono essere sfruttati nei processi interni all’azienda, riducendo i costi e migliorando l’efficacia verso i clienti, oppure possono generare valore all’esterno con la vendita a terzi, aprendo a nuove opportunità di business. La disponibilità di dati puntuali sull’utilizzo dei prodotti grazie all'IoT rende possibili nuove strategie di prezzo 'pay-per-use', che iniziano a interessare non solo i servizi, come l’assicurazione auto che varia in base alla percorrenza annua, ma anche i prodotti, come gli pneumatici pagati in base ai chilometri percorsi. In alcuni casi la vendita è addirittura incentivata proprio per avere accesso a nuovi dati, che costituiscono fonte di valore per le aziende, come nel caso dei dispositivi wearable promossi da parte delle assicurazioni. In molti casi le modalità di utilizzo dei dati sono solo parzialmente note nel momento in cui si progetta una applicazione IoT: una parte considerevole del valore può rimanere inizialmente implicita, emergendo solo quando ci si interroga sul “potenziale nascosto” del proprio patrimonio informativo”.

Per quanto riguarda la Smart Home vi è un crescente interesse per prodotti e servizi, segnale chiaro di una accresciuta consapevolezza verso questo settore. “Il passaggio dal prodotto al servizio è la chiave di volta per trasformare il potenziale interesse dei consumatori in concrete opportunità di mercato – rileva Giovanni Miragliotta, Direttore dell'Osservatorio Internet of Things -. L’offerta inizia a esserne consapevole: se sono ancora poche le soluzioni sul mercato che vanno oltre la mera gestione di dati in cloud, numerose startup stanno iniziando a cogliere questa esigenza. E questo è strettamente correlato alle opportunità di valorizzazione dei dati raccolti”. Oltre alla tradizionale filiera della domotica, le soluzioni per la Smart Home sono veicolate ai consumatori tramite sempre più canali, attraverso retailer, produttori e assicurazioni.

Sul fronte delle Smart City è interessante osservare come il 60% dei comuni italiani con popolazione superiore a 20.000 abitanti ha avviato almeno un progetto Smart City negli ultimi tre anni e il 75% sta programmando iniziative per il 2016. Ma le città italiane sono ancora lontane dal poter essere definite realmente “smart”. I progetti infatti consistono spesso in piccole sperimentazioni e meno di un comune su tre li ha avviati all’interno di un programma strutturato per migliorare vivibilità, sostenibilità e dinamismo economico.

1 Commenti
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chairam16 Aprile 2016, 10:09 #1

Smart City

Il progetto più completo affidabile e versatile è ComunApp: https://www.youtube.com/watch?v=TPmyA_KMno0

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