Essential Products si lega a Sprint negli USA: mossa azzeccata o no?

Essential Products si lega a Sprint negli USA: mossa azzeccata o no?

Essential Products si legherà all'operatore Sprint negli USA: questo potrebbe avere un impatto sulle sue prestazioni sul mercato, sia positive che negative. Una breve analisi di cosa potrebbe accadere.

di Riccardo Robecchi pubblicata il , alle 14:41 nel canale Mercato
Essential
 

Essential Products, la neonata azienda fondata da Andy Rubin, renderà disponibile il suo Essential Phone (le informazioni dettagliate su qyesto smartphone sono disponibili a questo indirizzo) con l'operatore Sprint che avrà l'esclusiva negli USA, in alternativa all'acquisto del terminale a prezzo pieno sul sito del produttore. Una mossa peculiare che apre ad alcune riflessioni.

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La situazione statunitense del mercato smartphone è decisamente differente da quella italiana: se nel nostro Paese, infatti, la maggior parte degli utenti acquista smartphone sbloccati, negli Stati Uniti la maggioranza degli utenti acquista lo smartphone con un abbonamento. In Italia, poi, rimane comunque possibile utilizzare gli smartphone marchiati anche su reti di un altro operatore: acquistando uno smartphone TIM è possibile inserire al suo interno una SIM Vodafone e utilizzarlo senza problemi, a meno di casi particolari. Negli USA, invece, gli operatori creano spesso versioni che includono il supporto soltanto alle loro reti, dunque non è possibile utilizzare al pieno delle potenzialità lo smartphone sulle reti degli altri operatori. Questa è una limitazione che è molto difficile aggirare e che, di fatto, impedisce agli utenti dell'altra sponda dell'Atlantico di passare da un operatore ad un altro facilmente come avviene in Italia.

La percentuale di utenti che acquista uno smartphone sbloccato è molto ridotta, principalmente per via dei prezzi molto elevati che gli utenti americani spesso non sono disposti a pagare in un'unica soluzione, soprattutto quando è disponibile una soluzione rateale. Questo è particolarmente vero per i top di gamma, che hanno spesso prezzi superiori ai 600$ (più tasse) e l'Essential Phone, con il suo cartellino di 699$, non fa eccezione.

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Un altro tassello da prendere in considerazione è la relativa debolezza di Sprint se confrontato con gli altri operatori a stelle e strisce: l'operatore in giallo è infatti molto più piccolo di Verizon, AT&T e T-Mobile, con una minore copertura del territorio nazionale e una minore base di utenti.

La decisione di dare l'esclusiva a Sprint non sembra, dunque, essere all'apparenza la più saggia per Essential e questo potrebbe avere ripercussioni anche sulla disponibilità nel resto del mondo dell'Essential Phone. Se, infatti, al momento il dispositivo è confinato al territorio statunitense e non ci sono informazioni circa una sua disponibilità più estesa, il successo in patria sarà probabilmente determinante perché il dispositivo divenga acquistabile anche nel Vecchio Continente.

Un elemento di non secondaria importanza è il fatto che Sprint sia stata acquisita per l'83% delle quote da SoftBank, operatore giapponese capitanato da Misayoshi Son. Quest'ultimo ha una stretta amicizia personale con Andy Rubine questo fattore potrebbe aver avuto un certo peso nell'influenzare la scelta di Essential. Sprint afferma che darà largo spazio a Essential Phone all'interno dei suoi negozi e che non ci sarà alcun marchio Sprint sui terminali.

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Essential però non è l'unica ad aver seguito questa strada senza successo: anche Palm tentò di farsi strada nel mondo mobile appoggiandosi a Sprint. Lo storico produttore di smartphone lanciò infatti la sua gamma di smartphone dotati di webOS in collaborazione con Sprint. Tra le innumerevoli ragioni che hanno portato alla scomparsa del produttore troviamo anche le scelte non del tutto azzeccate in materia di partner, che hanno impedito ai suoi prodotti di diffondersi come potevano fare, invece, quelli della concorrenza.

La differenza sostanziale tra le due realtà potrebbe stare nell'approccio. Palm, infatti, faceva affidamento sulle vendite provenienti da Sprint per risollevare le sue sorti; Essential, dall'altro lato, potrebbe sfruttare Sprint come vetrina per far conoscere i suoi prodotti e, soprattutto, farli toccare con mano agli utenti. In questo modo potrebbe crearsi una piccola base solida di utenti che possa poi aiutarla a diffondere il suo marchio e i suoi prodotti. Sono molte le possibili chiavi di lettura, anche se nessuna sembra al momento dare una risposta definitiva riguardo la scelta dell'azienda.

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Sono molte le incognite che circondano il futuro di Essential Products, a partire dalla contesa sul nome con Spigen. La creatura di Andy Rubin è già però riuscita in un intento importante: far parlare di sé. E chissà che questo non sia l'ingrediente fondamentale.

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