HP: "Dell dovrà percorrere una strada lunga e difficile"

HP: "Dell dovrà percorrere una strada lunga e difficile"

HP esprime un giudizio non richiesto sull'uscita di borsa di Dell, sostenendo che i clienti subiranno ripercussioni negative e mettendosi in bella mostra come alternativa principale

di Andrea Bai pubblicata il , alle 15:01 nel canale Mercato
HPDell
 

Hewlett Packard si prende la libertà di esprimere un parere spontaneo e non richiesto a seguito della decisione di Dell di riacquistare tutte le proprie azioni ed uscire dalla borsa, annunciata ufficialmente nel corso della giornata di ieri, con il quale cerca di mettere in guardia i clienti della compagnia che, a suo avviso, subiranno un impatto negativo a seguito di questa operazione.

"Dell si trova davanti ad un percorso molto difficile. La compagnia dovrà affrontare un lungo periodo di incertezza e passaggio, che non si rivelerà buono per i suoi clienti. E con un significativo carico di debiti (l'operazione prevede infatti un debito di circa 15 miliardi contratto con le banche - ndr) Dell avrà una limitata capacità di investire in nuovi prodotti e servizi. Le operazioni di leveraged buyout tendono a lasciare ai margini l'innovazione e i clienti. Crediamo che i clienti di Dell siano impazienti di esplorare alternative e HP è pronta a trarre pieno vantaggio da questa opportunità" è quanto si legge nel comunicato.

Se da un lato è abbastanza scontato che il futuro prossimo riserverà per Dell numerosi cambiamenti, attualmente è difficile poter capire quale tipo di conseguenze e ricadute avrà questa decisione sui clienti della compagnia. E' comunque possibile ipotizzare che, data la maggior libertà di movimento di cui potrà godere Dell nella definizione della propria strategia, nel futuro la compagnia possa decidere per l'abbandono di alcuni prodotti o linee di prodotto in flessione, per concentrarsi su segmenti più promettenti e a più rapida crescita, scontentando qualche cliente.

Intanto proprio nel corso della giornata di ieri sono circolate alcune indiscrezioni secondo le quali il consiglio di amministrazione di HP, che nell'ultimo hanno ha comunque avuto qualche difficoltà sul mercato, avrebbe nuovamente preso in considerazione la possibilità di effettuare uno split dei propri asset per liberarsi delle divisioni aziendali che non sono di aiuto (o sono di ostacolo) al raggiungimento degli obiettivi strategici. Nel corso del 2011, fu l'allora CEO Leo Apotheker ad intraprendere la decisione di sbarazzarsi dell'asset relativo al business dei personal computer, decisione che costò ad Apotheker la poltrona e che fu poi ritrattata dalla sua succeditrice Meg Withman la quale ritenne l'unità della compagnia fondamentale negli interessi di azionisti e clienti. Dalle informazioni disponibili il consiglio di amministrazione ha solo discusso della possibilità, senza istituire alcun comitato speciale che valutasse pro e contro nel dettaglio.

14 Commenti
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Marok06 Febbraio 2013, 15:54 #1
"che nell'ultimo hanno ha comunque avuto qualche difficoltà sul mercato"

Rimandato a settembre.
marcopolver06 Febbraio 2013, 17:16 #2
Dell è uno dei marchi più rinomati nel mercato informatico professionale, un vero e proprio punto di riferimento, vende prodotti di alta qualità e garantisce un servizio clienti eccellente...ok, non ha i numeroni di HP ma d'altronde Dell punta ad un mercato più ristretto.

Mi stupirei davvero molto se questa mossa di Dell portasse problemi ai clienti, ma credo proprio che queste dichiarazioni mirino solo ad inserire HP in un mercato che non è propriamente suo.
Tasslehoff06 Febbraio 2013, 18:33 #3
Beh tieni presente che sono anni che Dell sta campando al risparmio.
In Italia ad es aveva una rete commerciale davvero fantastica, con persone competenti che avevano il giusto grado di autonomia per proporre scontistiche e soluzioni personalizzate.
Tutta questa gente è letteralmente sparita, sostituita da un'esercito di operatori da callcenter stranieri che biascicano a malapena l'italiano, che hanno scarsissime competenze tecniche (il risultato sono offerte sconclusionate che spesso non hanno nemmeno senso) e che si limitano a leggere quello che chiunque può trovare sul sito...

Io però non riesco a capire cosa comporta il passaggio da public company a private company, la mia ignoranza in temi economici è totale e sconfinata.
Ok la prima è ad azionariato diffuso, la seconda dovrebbe essere più simile a quello che da noi è una spa privata non quotata in borsa, è corretto?
Sembra che questo sia interpretato quasi come una tragedia, ma perchè?
BulletHe@d06 Febbraio 2013, 19:35 #4
Sulla carta è descritto com un tragedia solo perchè nn avrebbe più tutto il capitale economico x reggere gli investimenti, invece secondo me in un periodo in cui la borsa impazzisce e le banche la fanno da padrona la mossa di dell la trovo abbastanza giustificata senza ontare che a mio avviso le ripercussion i positive si vedranno solo alla distanza IHMO ovviamente.
jappilas06 Febbraio 2013, 19:44 #5
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Io però non riesco a capire cosa comporta il passaggio da public company a private company, la mia ignoranza in temi economici è totale e sconfinata.
se non erro, da una parte che il valore dell' azienda non sarà più condizionato da speculazioni e da fluttuazioni di un mercato in balia del vento che tira, dall' altra che non saranno più tenuti a rendere pubblici i libri contabili..
azi_muth06 Febbraio 2013, 20:09 #6
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Io però non riesco a capire cosa comporta il passaggio da public company a private company, la mia ignoranza in temi economici è totale e sconfinata.
Ok la prima è ad azionariato diffuso, la seconda dovrebbe essere più simile a quello che da noi è una spa privata non quotata in borsa, è corretto?
Sembra che questo sia interpretato quasi come una tragedia, ma perchè?


Di solito i mercati azionari prediligono operazioni che portano alla redistribuzione di utili nel breve ( es. licenziamenti, chiusura stabilimenti). Probabilmente la mossa è dettata da necessità di una ristrutturazione più pesante, con investimenti di lungo periodo rischiosi, che non avrebbero riscosso l'immediato favore della borsa e che avrebbero creato un'aurea negativa intorno al marchio.
shodan06 Febbraio 2013, 21:22 #7
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Beh tieni presente che sono anni che Dell sta campando al risparmio.
In Italia ad es aveva una rete commerciale davvero fantastica, con persone competenti che avevano il giusto grado di autonomia per proporre scontistiche e soluzioni personalizzate.
Tutta questa gente è letteralmente sparita, sostituita da un'esercito di operatori da callcenter stranieri che biascicano a malapena l'italiano, che hanno scarsissime competenze tecniche (il risultato sono offerte sconclusionate che spesso non hanno nemmeno senso) e che si limitano a leggere quello che chiunque può trovare sul sito...


Tragicamente vero...

PS: vedo che hai messo in firma il sito di BAARF
Tasslehoff06 Febbraio 2013, 23:01 #8
Vi ringrazio per i chiarimenti.

Originariamente inviato da: shodan
Tragicamente vero...

PS: vedo che hai messo in firma il sito di BAARF
Devo diffondere il verbo
AleLinuxBSD07 Febbraio 2013, 10:40 #9
Mmm 15 miliardi di debiti con le banche ... a quel punto è una certezza il fatto che il prestito Microsoft arriverà alla sua scadenza trasformandosi in vera e propria proprietà di una piccola parte di Dell con tutto quello che ne conseguirà in termini di libertà di SO.
Non che facesse molto prima, ma adesso farà proprio niente.
Mr Resetti07 Febbraio 2013, 10:53 #10
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Beh tieni presente che sono anni che Dell sta campando al risparmio.
In Italia ad es aveva una rete commerciale davvero fantastica, con persone competenti che avevano il giusto grado di autonomia per proporre scontistiche e soluzioni personalizzate.
Tutta questa gente è letteralmente sparita, sostituita da un'esercito di operatori da callcenter stranieri che biascicano a malapena l'italiano, che hanno scarsissime competenze tecniche (il risultato sono offerte sconclusionate che spesso non hanno nemmeno senso) e che si limitano a leggere quello che chiunque può trovare sul sito...

Io però non riesco a capire cosa comporta il passaggio da public company a private company, la mia ignoranza in temi economici è totale e sconfinata.
Ok la prima è ad azionariato diffuso, la seconda dovrebbe essere più simile a quello che da noi è una spa privata non quotata in borsa, è corretto?
Sembra che questo sia interpretato quasi come una tragedia, ma perchè?


La penso come te. In passato ho comprato per la mia piccola azienda 3 PC Dell, in tre momenti successivi, chiamando direttamente gli operatori e sales manager, ottenendo sempre configurazioni giuste ai prezzi giusti, parlando con gente competente.

Giusto l'anno scorso dovevo sostituire uno dei PC che ormai aveva il fiato corto. Mi ha risposto un egiziano che mi ha lasciato la sua email, chiedendomi di inviargli la configurazione (fuori dagli schemi del sito).
Mi ha ricontattato dopo ben 3 giorni (al tempo bastavano un paio di ore) un'altra persona, femminile, sul cellulare, chiedendomi di lasciargli un indirizzo email (WTF? gli hanno dato il mio numero di cellulare e non gli hanno dato l'indirizzo email con cui ho sempre scritto?) per inviarmi il preventivo (arrivato dopo un'altro giorno):
- la configurazione non era quella che chiedevo (piattaforma LGA 2011, chiedevo un core i7 3930K (esa core), mi volevano rifilare per forza un Xeon E5-1620 (quad core) allo stesso prezzo e per di più su scheda madre dual socket, inutile per me, che costa una cifra).
- Il prezzo totale era osceno (grazie alla piattaforma dual socket, all'SSD da 256GB (AData, chissà che modello) e alla scheda video che, non si sà perchè, mi volevano rifilare di tipo professionale (nVidia Quadro) mentre avevo bisogno solo di una scheda con un discreto quantitativo di memoria)
- la data di consegna era di oltre 1 mese!

Ho risposto piccato, non mi hanno mai più richiamato. Ho volto lo sguardo altrove.

La tendenza che traspare ultimamente, da qualsiasi azienda di grosso calibro con cui ho avuto a che fare, è che non facciano nulla per fidelizzare un cliente e tenerselo stretto. In tre anni avevo dato a Dell più di €6000 (che per una PMI, con 3 dipendenti in croce, non sono comunque pochi) e ogni tanto mi ricontattavano per sapere se avevo bisogno di qualcosa d'altro, poi di colpo, con la crisi, non si sono fatti più sentire e io non avevo certo liquidità per nuovi PC. Sono bastati un paio di anni per resettare tutto e farci diventare sconosciuti.
E non sono gli unici, sia chiaro. Quasi tutte le grandi aziende non considerano e non dedicano più lo stesso tempo al piccolo o ne ascoltano le esigenze, ma qui in Italia le PMI sono la maggioranza, quindi non sò come queste grandi aziende possano tenere fidelizzato un cliente se non gli dedicano il giusto tempo: a quel punto la piccola azienda si rivolge a qualcuno di più piccolo ma che lo stia ad ascoltare e che gli venga incontro al momento del bisogno.
Mentre prima Dell si comportava come una PMI con le PMI, ora non è più così.

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