HP: gli investitori mettono nel mirino alcuni membri del CdA

HP: gli investitori mettono nel mirino alcuni membri del CdA

Alcuni membri del consiglio di amministrazione di HP sono ritenuti responsabili di aver condotto una supervisione superficiale nel contesto dell'acquisizione di Autonomy

di Andrea Bai pubblicata il , alle 08:01 nel canale Mercato
HP
 

A non molti giorni dall'assemblea annuale degli azionisti HP, fissata per il prossimo 20 marzo, alcuni investitori si stanno organizzando per chiedere l'estromissione dal consiglio di amministrazione della compagnia di alcuni consiglieri, accusati di aver condotto una due diligence troppo superficiale nel contesto della controversa acquisizione dell'azienda britannica Autonomy.

L'acquisizione, avvenuta per un'operazione del valore di oltre 10 miliardi di dollari, è stata poi considerevolmente svalutata da HP lo scorso mese di novembre, la quale ha inoltre aperto un contenzioso con la stessa Autonomy accusandola di aver occultato alcune informazioni fondamentali per una corretta valutazione dell'accordo.

La società di investimenti Glass Lewis ha inviato una raccomandazione agli azionisti chiedendo di votare la destituzione di Marc Andereessen, Gajiv Gupta, John Hammergren e G. Kennedy Thomposon dal consiglio di amministrazione. Anche la società ISS ha raccomandato la destituzione di Hammergren e Thompson. ISS ha comunicato in una nota: "Mentre gli sviluppi attorno all'accordo del 2011 con Autonomy potrebbero continuare nei prossimi mesi, è evidente che il processo di due diligence non è avvenuto in maniera solida. Il CEO della compagnia, Hammergren e Thompson hanno la principale responsabilità per il costoso fallimento della supervisione".

Qualche tempo fa anche CtW Investment Group aveva auspicato l'uscita di Hammergren e Thompson dal consiglio di amministrazione di HP. Dieter Waizenegger, recentemente nominato direttore esecutivo di CtW, ha dichiarato: "Nonostante il consiglio abbia approvato all'unanimità l'accordo con Autonomy, adesso continua a nascondere la polvere sotto il tappeto imputando la responsabilità del problema al precedente CEO (Leo Apotheker, allora principale sostenitore dell'operazione). Il consiglio deve essere ritenuto responsabile, in special modo quei consiglieri che hanno evidentemente deluso gli investitori"

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