HP si riorganizza in EMEA, ma con tagli di personale

HP si riorganizza in EMEA, ma con tagli di personale

HP annuncia una riorganizzazione interna dolorosa per varie sedi EMEA: previsti tagli per 5.700 dipendenti entro la fine del 2010

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 14:59 nel canale Mercato
HP
 

HP ha annunciato una riorganizzazione operativa interna nei giorni scorsi, mirante ad incrementarne l'efficienza e i margini di profitto. Ieri sono stati definiti i primi effetti di questa operazione, che porteranno ad una riduzione del personale di circa 5.700 unità nel corso dei prossimi 2 anni nelle regioni EMEA.

HP ha infatti pianificato lo spostamento della produzione di soluzioni Enterprise, Storage e Server dalle attuali sedi produttive in Germania e Scozia a nuove strutture in Repubblica Ceca , operazione da completare entro la fine del 2010.

La conseguenza di questo sarà accesso ad un mercato del lavoro complessivamente meno costoso per HP, e ad un taglio consistente dei dipendenti della fabbrica scozzese di Erskine quantificato in circa 850 unità su 1.300 occupati complessivi. La fabbrica opera in quella regione dal 1987, essendo stata costruita inizialmente da Compaq ed entrata in HP con l'acquisizione di quest'ultima del 2002.

Altre consistenti riduzioni del personale verranno attuate in altre regioni di Europa, Medio Oriente e Africa ma non si conoscono ancora con precisione le sedi dove queste verranno specificamente messe in atto. Lo scorso 19 Maggio HP ha reso disponibili i propri risultati economici del secondo trimestre fiscale 2009, conclusosi lo scorso 30 Aprile: era stata registrata una contrazione del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ma limitata al 3%, mentre il calo per l'utile è stato pari a circa il 17% rispetto ai 12 mesi precedenti.

Fonte: TGdaily.

15 Commenti
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marcolin029 Maggio 2009, 15:23 #1
evvai!! tutti in Polonia e in Repubblica Ceca come hanno gia fatto FIAT e DELL e tutti a pagare gli operai 400 euro al mese!!! Comodo fare profitti cosi.....
MadJackal29 Maggio 2009, 15:45 #2
Originariamente inviato da: marcolin0
evvai!! tutti in Polonia e in Repubblica Ceca come hanno gia fatto FIAT e DELL e tutti a pagare gli operai 400 euro al mese!!! Comodo fare profitti cosi.....


Ma i dividendi agli azionisti ed al consiglio di amministrazione non si toccano
Nemesis229 Maggio 2009, 16:17 #3
Come si dice prima di me si corre sempre a spendere meno nella manodopera come si spenderebbe meno per un utensile, infischiandosene della qualità del lavoro e dell'attaccamento all'azienda.

Anche soprattutto in casi come questo in cui i dati non giustificherebbero questo taglio.

Altra azienda, come ne si vede tante in questo periodo, che con la scusa etica della crisi ne approfitta per alleggerirsi e spostarsi dove costi meno la forza lavoro. In altri tempi, sarebbero stati criticatissimi... ma ora si sà c'è la crisi.

Vorrei capire perchè quella del '29 ha reso poveri i ricchi e questa che è anche peggio, secondo alcuni, si sfoga solo su chi stà al fondo della catena alimentare. Misteri.
efrite1529 Maggio 2009, 17:23 #4
Non capisco i precedenti post...
Io ho un'azienda, se costruire in Italia mi costa 10 e in Burundi mi costa 0,1 chi me lo fa fare di costruire in italia?
Perchè la qualità è migliore?? e secondo chi?
Ormai i processi sono quasi tutti automatizzati, e quel poco da fare a mano (assemblaggio, attaccare etichette ecc...) di sicuro non richiede una laurea...
E per quei lavori dove la laurea ci vuole, non penso che in paesi emergenti siano tutti degli handicappati!
Anzi, probabilmente molti sono meglio rispetto ai paesi "sviluppati" !
Qualcuno parlava di attaccamento all'azienda .. ca**ate!
Qui in italia se ti offrono 50€in più cambi lavoro senza tanti problemi, forse, e dico forse, fa differenza se problemi economici non ne hai...

Se ci si deve lamentare, lamentiamo del materiale scadente utilizzato!!!
Quello è scadente sia la che qua o in germania....!!!
Bisogna investire nelle cose che fanno veramente la differenza!
A parità di professionalità ovvio che si va dove si spende meno... sarà brutto, ma, aziendalmente, non ci vedo nulla di strano o da criticare... non sono mica ONLUS ...
friwer29 Maggio 2009, 18:34 #5
Io ho un'azienda, se costruire in Italia mi costa 10 e in Burundi mi costa 0,1 chi me lo fa fare di costruire in italia?

magari la tutela del lavoratore del burundi non è l'optimum...
non sono mica ONLUS ...

no, non lo sono....molte aziende italiane (dal solo nome italiano, il resto è all'estero) prendono carovane di euro dallo stato quando si lamentano, proprio perchè non sono onlus.
Aziendalmente mi infastidisce che io debba pagare la cassa integrazione ad aziende che hanno deciso o stanno decidendo di andare dove spendono meno (diciamo dove sottopagano di più il lavoratore, o almeno dove è legale farlo..)
marcolin030 Maggio 2009, 05:08 #6
te lo sei mai chiesto perchè in "burundi" come dici tu il lavoro costa meno?

Credi ancora alla favoletta che ti raccontano del "costo della vita"? BALLE!!! Perchè in molte nazioni (Cina, Polonia, Rep Ceca, Romania, etc...) i lavoratori sono trattati peggio che animali da macello.

Per cortesia quindi, non tuteliamoci dietro il discorso "non sono mica ONLUS" per poter giustificare e autorizzare qualunque abominio sui dipendenti!

Qua stiamo parlando di 5700 persone licenziate!!!!! E tu mi parli di "processi automatizzati" ?? Se fossi stato un dipendente di HP, avvisato dal giorno alla notte, magari con una fredda mail dal tuo manager, e con un mutuo da pagare e magari una famiglia da mantenere... voglio proprio vedere come giustificheresti con "non sono mica ONLUS". Il tuo mi sembra un discorso da ipocrita...
Mason30 Maggio 2009, 11:24 #7
Originariamente inviato da: friwer
magari la tutela del lavoratore del burundi non è l'optimum...

snip..


Originariamente inviato da: marcolin0
te lo sei mai chiesto perchè in "burundi" come dici tu il lavoro costa meno?

snip


Sembra un discorso da persone che non portano a casa il pane.

La realta dei fatti, che e poi quella che conta, e' che le persone che al supermercato , se ne sbattono dove produci, guardano il costo. Stessa cosa per il mercato enterprise.
La qualita' (sempre da dimostrare tramite valutazioni +o- oggettive) e' una cosa per pochi, vuoi perche' non tutti l'apprezzano, e di quei pochi pochi se la possono permettere.

Se devo portare a casa il pane devo cercare di costare meno oggi.

Che poi si arrivera' a dei problemi e' logico, come si e' avuto con la corsa ai prestiti facili. Ma questo e' un problema della politica, non dell'azienda
marcolin030 Maggio 2009, 17:36 #8
Originariamente inviato da: Mason
Sembra un discorso da persone che non portano a casa il pane.



e il tuo mi sembra un discorso da chi non è un impiegato con la paura di perdere il posto per colpa di questa "crisi".

Rispondi ad una mia domanda: se fossi un impiegato, anche in una posizione discreta, diciamo di middle-management, e da un giorno all'altro ricevessi una mail dal tuo manager diretto con la quale ti si dice che dal prossimo mese sei A CASA dopo aver lavorato per anni dando il tutto e per tutto alla tua azienda..... come reagiresti??

Sono molto curioso di sapere la tua risposta...
domthewizard30 Maggio 2009, 17:42 #9
Originariamente inviato da: Mason
Sembra un discorso da persone che non portano a casa il pane.

La realta dei fatti, che e poi quella che conta, e' che le persone che al supermercato , se ne sbattono dove produci, guardano il costo. Stessa cosa per il mercato enterprise.
La qualita' (sempre da dimostrare tramite valutazioni +o- oggettive) e' una cosa per pochi, vuoi perche' non tutti l'apprezzano, e di quei pochi pochi se la possono permettere.

Se devo portare a casa il pane devo cercare di costare meno oggi.

Che poi si arrivera' a dei problemi e' logico, come si e' avuto con la corsa ai prestiti facili. Ma questo e' un problema della politica, non dell'azienda

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Originariamente inviato da: marcolin0
e il tuo mi sembra un discorso da chi non è un impiegato con la paura di perdere il posto per colpa di questa "crisi".

Rispondi ad una mia domanda: se fossi un impiegato, anche in una posizione discreta, diciamo di middle-management, e da un giorno all'altro ricevessi una mail dal tuo manager diretto con la quale ti si dice che dal prossimo mese sei A CASA dopo aver lavorato per anni dando il tutto e per tutto alla tua azienda..... come reagiresti??

Sono molto curioso di sapere la tua risposta...

beh, dovevate (in senso generico, non voi del forum ) pensarci prima di chiedere mari e monti tramite i sindacati... chi tira troppo la corda prima o poi si rompe

ovviamente poi influiscono anche le tasse, ovviamente.
giovifree30 Maggio 2009, 19:06 #10
si ma continuando cosi non capisco chi possa sostenere i consumi che loro stessi vogliono, da un po di anni le multinazionali fanno utili da paura producono in paesi poveri a 1/10 di costo e vendono a prezzo pieno in europa e america continuando a chiudere stabilimenti ed a licenziare quindi diminuiscono le persone con un reddito, in america si sono inventati la finanza creativa e prestiti a gogo pur di mantenere lo stesso tenore di vita ma prima o poi qualcuno che non riusciva a pagare ci sarebbe stato e siamo al punto di oggi

adesso provino a vendere bluray player pc e quantaltro ai burundesi(senza offesa per i burundesi)

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