I partner di HP: "Meg Whitman è sotto esame"

I partner di HP: "Meg Whitman è sotto esame"

La destituzione di Apotheker è stata gradita a molti, ma il nuovo CEO di HP non ha molto tempo per riuscire a riguadagnare la fiducia dei partner di canale

di Andrea Bai pubblicata il , alle 09:55 nel canale Mercato
HP
 

La situazione piuttosto travagliata che sta vivendo HP, con le incertezze sulla direzione del business ed il rapido avvicendamento del CEO, ha causato non poche preoccupazioni ai partner di canale dell'azienda statunitense. Se da un lato, infatti, la defenestrazione di Leo Apotheker è stata favorevolmente accolta da tutti, in molti sono comunque preoccupati del fatto che la recentemente insediatasi Meg Whitman abbia, almeno a parole, affermato di voler proseguire nel solco tracciato dal proprio predecessore.

Sono due gli elementi che preoccupano i partner di canale: l'offerta di acquisizione avanzata ad Autonomy per un valore di 10,3 miliardi di dollari e la decisione di volersi sbarazzare della divisione Personal Systems Group. Per entrambe le operazioni Meg Whitman ha già dichiarato di essere concorde con le decisioni già prese, pur riservandosi del tempo per analizzarle entrambe con il dovuto approfondimento.

Il nuovo CEO ha assicurato di dare precedenza alla situazione della divisione PSG, sebbene non abbia ancora accennato alcuna intenzione di massima: l'azienda sta infatti valutando se cedere completamente la propria divisione (per un'operazione del valore di almeno 42 miliardi di dollari) o se effettuare uno spin-off. Quest'ultima, in realtà, sembra essere l'opzione più gettonata, ma fino a quando entrambe resteranno sul tavolo i partner di canale non riusciranno ad essere tranquilli, come ben riassunto dalle parole di un partner anonimo di HP: "Meg Whitman è brillante e ha fatto grandi cose. Io però sarei più tranqullo su di lei se non avesse approvato lo status quo".

Todd Swank, vicepresidente del marketing di Nor-Tech, realtà specializzata nella realizzazione di sistemi, crede che il mantenimento della divisione PSG sarebbe comunque la migliore evoluzione della situazione: "Molti di noi nel canale vogliono vedere HP più competitiva nei confronti di Apple e degli altri produttori che stanno arrivando e conquistando gran parte del nostro business quotidiano e un passo di HP in quella direzione sarebbe positivo".

Anche l'approvazione della Whitman in merito all'offerta di acquisizione fatta ad Autonomy ha destato parecchie perplessità tra i partner dell'azienda. L'offerta ha un valore di 10,3 miliardi di dollari che corrisponde a 10 volte il fatturato di Autonomy, a 25 volte i suoi utili e rappresenta quasi un quarto della capitalizzazione di mercato di HP, pari a 45 miliardi di dollari. Con i numeri in gioco è comprensibile la perplessità dei partner di canale. Un altro partner anonimo ha commentato: "E' incredibile ed è così costoso. E' una grande tecnologia, ma vi saranno grandi pressioni sul ritorno dell'investimento".

Secondo Daniel Duffy, CEO di Valley Network Solutions, questo è il momento meno adatto perché HP porti avanti un'operazione del genere: "E' una compagnia che non deve spendere soldi o tentale complesse acquisizioni strategiche. Devono fare ordine e recuperare la fiducia dei clienti e del canale". Attualmente non è chiaro se HP possa invertire la rotta, sull'offerta ad Autonomy, sebbene gli azionisti di quest'ultima debbano ancora approvare l'operazione.

Nel complesso i partner vogliono comunque concedere tempo al nuovo CEO, soprattutto quando si tratterà di dover mostrare in che modo l'azienda vorrà supportare il canale. A seguito della repentina dipartita di Apotheker e dell'ex-CEO Mark Hurd (che ricordiamo ora essere in forza ad Oracle), la Whitman non avràperò molto tempo a disposizione per recuperare la fiducia dei partner. Duffy ha commentato: "Non so se la Whitman è la persona giusta, ma penso che peggio di Apotheker non possa fare. Tutto quello che possiamo fare è darle un po' di tempo per gestire la situazione".

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