I primi 3 mesi del 2014 di Intel, tra soluzioni professionali e SoC per tablet

I primi 3 mesi del 2014 di Intel, tra soluzioni professionali e SoC per tablet

L'azienda americnaa chiude il primo trimestre 2014 con un risulato positivo ma in calo sequenziale; buone le performances dalle vendite di processori per il mercato business e professionale, ma incide la politica di conquista delle quote di mercato nel settore mobile

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 17:42 nel canale Mercato
Intel
 

Intel ha annunciato i propri risultati finanziari per il primo trimestre 2014, periodo nel quale è stato totalizzato un fatturato di 12,8 miliardi di dollari con un utile lordo di 2,5 miliardi di dollari e un utile netto di 1,9 miliardi.

Nel confronto con i dati del quarto trimestre 2013 si registra un calo dell'8% nel fatturato, del 29% dell'utile operativo e del 26% dell'utile netto. Questi dati evidenziano un calo del margine operativo lordo, che nei primi 3 mesi del 2014 è stato pari al 59,7% contro il 62% degli ultimi 3 mesi dell'esercizio 2013.

Dove l'azienda ha operato con successo nel corso del trimestre è nel Data Center Group, quello dal quale dipendono le vendite di soluzioni professionali appartenenti alla famiglia Xeon. Il fatturato di questa divisione è stato pari a 3,1 miliardi di dollari, in crescita dell'11% rispetto al primo trimestre 2013. Per il PC Client Group il fatturato è stato pari a 7,9 miliardi di dollari, in calo dell'1% rispetto ai 12 mesi precedenti.

Da questo, nel confronto con i primi 3 mesi del 2013, emerge un risultato in termini di utile netto pari a 1,9 miliardi di dollari, in calo del 5% rispetto al risultato dello stesso periodo dell'anno precedente e come segnalato con una contrazione superiore prendendo quale riferimento l'ultimo trimestre 2013.

Brian Krzanich, CEO dell'azienda, ha evidenziato come nel periodo siano stati commercializzati circa 5 milioni di processori per tablet. Il target di Intel per il 2014 è quello di raggiungere la soglia di 40 milioni di tablet basati su architettura Intel, includendo in questo tante proposte basate su sistema operativo Windows come Android.

A questo proposito spicca il risultato negativo della divisione Mobile and Communications Group, capace di un fatturato di 156 milioni di dollari in calo del 52% su base sequenziale e del 61% rispetto al primo trimestre 2013. Intel è riuscita a vendere molti processori per sistemi tablet ma per ottenere questo risultato è stata costretta ad operare una politica di "contra revenues", cioè di fatto vendere ben sotto il prezzo di listino e in questo modo ottenendo il supporto dei produttori di tablet asiatici che hanno adottato tecnologia Intel nei propri prodotti.

E' questo un approccio che prevede nel breve di guadagnare quote di mercato di fatto operando sotto costo, ma che se portato avanti con successo permette di costruire una domanda futura di proprie soluzioni da parte del mercato con le quali tornare a vendere generando un margine. E' questa una politica ovviamente rischiosa per Intel, che nel breve periodo porta ad un impatto negativo sul fatturato ma che nelle speranze di Intel porterà ad una presenza forte dell'azienda anche in questo settore così strategico.

2 Commenti
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CrapaDiLegno17 Aprile 2014, 11:38 #1
C.V.D:
Nel mobile Intel non è concorrenziale per nulla ed è costretta a svendere i suoi prodotti.
I SoC ARM saranno anche meno performanti (sebbene ancora tutto da dimostrare) ma hanno costi molto inferiori.
Intel non può permettersi di mantenere questa politica. Potrà sperare di vendere pià SoC ma nello stesso tempo perderà molti più soldi. Nel lungo periodo non ha neanche senso credere che possa tagliare fuori la concorrenza vendendo sottocosto ora (magari pure regalandoli) e poi alzare i prezzi. I SoC ARM sono saranno sempre disponibili come alternativa nel momento in cui i prezzi saliranno sopra una certa soglia. Senza la necessaria compatibilità con Windows e le sue applicazioni storiche per desktop un processore vale l'altro, dati certe performance e consumi e la compatibilità con gli OS mobile disponibili, che guardacaso hanno messo all'angolo anche Windows stesso.

Con i 14nm la cosa non migliorerà di certo, dato che i costi per mm^2 dei SOC x86 saliranno, mentre quelli ARM possono godere di poter essere costruiti con un PP meno costoso.

Vedremo come evolverà la cosa, ma nel lungo periodo la vedo dura per Intel che ha la fortuna di non avere praticamente concorrenza nel mercato x86 desktop/server.
cdimauro18 Aprile 2014, 14:52 #2
Vendere sotto i prezzi di listino non equivale a vendere sottocosto. D'altra parte Intel, a differenza di tanti altri produttori di chip, ha pure le fabbriche (e non è affatto vero che produrre chip col nuovo processo produttivo a 14 sarò più caro).

Comunque il mercato mobile è piccolo, dunque un "investimento" del genere non rappresenta un problema per il momento.

A livello prestazionale i benchmark parlano chiaro: le CPU x86 sono mediamente migliori di "equivalenti" ARM.

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