I Winklevoss attaccano Facebook in un altro tribunale

I Winklevoss attaccano Facebook in un altro tribunale

Sembrava tutto finito e invece no: i gemelli Winklevoss tornano all'attacco di Facebook presentando la denuncia presso la Corte di Boston

di Alessandro Bordin pubblicata il , alle 15:08 nel canale Mercato
Facebook
 

Passato un solo giorno da quella che doveva essere la fine del contenzioso legale fra i gemelli Winklevoss e Mark Zuckerberg riguardo alla proprietà di Facebook, ecco arrivare il colpo di scena. Ricordiamo brevemente i fatti recenti:. dopo aver di fatto perso il ricorso in appello per la "misera", a dir loro, compensazione in denaro, i gemelli Winklevoss hanno manifestato l'intenzione di non ricorrere all'ultimo grado di giudizio, la Corte Suprema.

Mancando commenti o ulteriori informazioni, si intuiva una certa rassegnazione da parte dei gemelli e chiusura delle ostilità in sedi legali. Nulla di tutto questo: avendo capito che dalle aule della California non si poteva cavare nulla di più, i due hanno deciso di portare tutti gli incartamenti presso la Corte di Boston.

Come riporta anche The Inquirer, i gemelli saranno affiancati anche da Divya Narendra, che ha avuto una parte nella realizzazione del social network ConnectU, ideato dai tre per fornire servizi decisamente simili a quelli di Facebook inizialmente per gli studenti di Harvard, per passare poi anche ad altre università e oltre. I tre dunque presenteranno la denuncia a Boston, con la quale chiederanno verosimilmente di includere atti esclusi in California e ottenere molto di più di quanto sia già in loro possesso.

Quella della Corte di Boston è comunque l'ultima possibilità: qualora la causa venisse rigettata, non sarà possibile per gli accusatori fare il giro delle corti di 50 stati, poiché metterebbe la parola fine, questa volta definitiva, al caso. Rimane però qualcosa che giustifica il livore degli accusatori, riportata in uno scambio di chat avvenuta fra Mark Zuckerberg e un interlocutore non nominato:

Mark Zuckerberg: They made a mistake haha. They asked me to make it for them. So I'm like delaying it so it won't be ready until after the Facebook thing comes out."
Letteralmente: "Hanno fatto un errore, haha. Mi hanno chiesto di farlo per loro (lavoro sul codice N.d.R.). Lo presenterò in ritardo e non sarà pronto almeno finché The Facebook non sarà pubblico". In pratica, come esposto anche nel film The Social Network,  i gemelli Winklevoss e Divya Narendra chiesero una mano a Mark Zuckerberg per completare il codice del loro social network, HarvardConnection poi diventato ConnectU, proponendogli poi di entrare ufficialmente nello staff. Rileggendo la chat sopra riportata, si riesce a ben comprendere la posizione degli accusatori.

10 Commenti
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ernest8524 Giugno 2011, 19:39 #1
Prima di dare la commessa a qualcuno di realizzare un qualcosa di cui si vogliono possedere i diritti bisogna punto primo assumerlo legalmente, e punto secondo fargli firmare un contratto che vieta di usare per conto terzi le informazioni aziendali, questi avranno detto: hai noi abbiamo questa idea, gle l'hanno spiegata, gli han fatto vedere i loro progetti e gli han detto lavori per noi? e lui avrà pensato... POLLI vi frego l'idea!

Al mondo esistono 2 categorie di persone, i furbi e i babbei, Zuckerberg fa parte della prima categoria!

PS: se fossi Zuckerberg e se vincessi anche l'ultimo processo darei un milione di dollari ai due gemellini dicendogli: prendete sti soldi e andatevi a comprare qualcosa da mangiare, PEZZENTI!
II ARROWS24 Giugno 2011, 20:49 #2
E tu sei la seconda categoria.

Il "furbo", secondo quella frase, ha dichiarato di ritardare apposta la consegna del lavoro. Non è proprio una cosa da ridere.
ernest8524 Giugno 2011, 21:59 #3
Originariamente inviato da: II ARROWS
E tu sei la seconda categoria.

Il "furbo", secondo quella frase, ha dichiarato di ritardare apposta la consegna del lavoro. Non è proprio una cosa da ridere.


se non aveva alcun contratto con loro e loro non avevano brevettato niente se la prendono in quel posto, vuoi accaparrarti i diritti di un'idea? brevettala o stai zitto e non andare a raccontarla a tutti!
II ARROWS24 Giugno 2011, 23:41 #4
Sì, sei senza dubbio nel secondo. Perché se RITARDI, hai un contratto e dei tempi.
ernest8524 Giugno 2011, 23:44 #5
Originariamente inviato da: II ARROWS
Sì, sei senza dubbio nel secondo. Perché se RITARDI, hai un contratto e dei tempi.


magari ritardi in base ad un accordo verbale tra due persone, se arrivo in ritardo ad un appuntamento con la mia ragazza non significa che abbiamo un contratto scritto, firmato e controfirmato!
mxrco9025 Giugno 2011, 11:39 #6
Quoto pienamente ernest85 , forse i due fratelli speravano nell'onestà di mark, ma dovevano aspettarselo e premunirsi nel diffondergli questa idea; perchà mark oltre che furbo è anche un GENIO
noc7725 Giugno 2011, 12:46 #7
Premetto che non so bene i fatti e non ho visto il film:

Che l'idea fossa buona visti i risultati non ci sono dubbi, ma messa in pratica dai gemelli magari rimaneva solo nell'ambito di harvard... alla fine the facebook, che io non uso, e' solo una frittata di tecnologie web e buone idee che senza un buon imprenditore/manager col cavolo che arrivava dove si trova, e figurati se mark o gli stessi bill gates e steve jobs sapevano di arrivare dove si trovano!

Comunque i gemelli hanno avuto 65 milioni di dollari! di cui un buona parte in azioni che sembra valgano gia' su i 150/200 milioni e ipotizzo varranno sui 500 appena facebook sara' quotato in borsa, ebbene se le mie fonti sono esatte 250 milioni a testa per un idea e senza neanche metterla in pratica non sono malaccio!
Baboo8525 Giugno 2011, 14:15 #8
Hanno gia' finito i 65 milioni di dollari? Come hanno fatto?
C++Ronaldo25 Giugno 2011, 14:17 #9
Originariamente inviato da: Baboo85
Hanno gia' finito i 65 milioni di dollari? Come hanno fatto?


il bunga bunga costa
Cpt Harlock27 Giugno 2011, 14:59 #10
Originariamente inviato da: Baboo85
Hanno gia' finito i 65 milioni di dollari? Come hanno fatto?


Ciao.
Chi troppo vuole nulla stringe..............Ma non ne hanno già avuti abbastanza.

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