Il fisco USA si pronuncia: i Bitcoin sono un bene di proprietà, non una moneta

Il fisco USA si pronuncia: i Bitcoin sono un bene di proprietà, non una moneta

Per gli Stati Uniti i Bitcoin e tutte le valute virtuali saranno trattati come un bene di proprietà e non una moneta e di fatto saranno equiparabili, per l'adempimento degli oneri fiscali, ai titoli azionari

di Andrea Bai pubblicata il , alle 10:05 nel canale Mercato
 

Nel corso della giornata di ieri l'IRS - Internal Revenue Service (il fisco Statunitense) ha pubblicato una nota con la quale prende, finalmente, una posizione chiara in materia di fisco e Bitcoin. Questi ultimi e, in generale, tutte le valute virtuali saranno considerate una proprietà e non una moneta.

Ciò sta a significare che i possessori di Bitcoin potranno dover pagare le tasse sull'eventuale utile maturato quando il valore della criptovaluta cresce, ma potranno quindi anche dedurre le eventuali perdite se il loro valore scende, esattamente come fossero dei titoli azionari

"In alcuni ambienti la valuta virtuale viene usata come una vera moneta, ma non ha corso legale in alcuna giurisidzione. Per gli scopi fiscali statunitensi la valuta virtuale è trattata come proprietà e i principi di tassazione che si applicano alle transazioni di proprietà, si applicano anche alle transazioni che usano valute virtuali" afferma l'IRS.

La decisione dell'IRS ha effetto immediato e la mancata ottemperanza sarà oggetto di sanzioni. L'IRS ha comunque assicurato una certa clemenza se la mancata ottemperanza nel passato è giustificata da una motivazione ragionevole, e la mancanza di una decisione in merito è probabilmente ascrivibile alle "motivazioni ragionevoli".

Questa decisione mette quindi coloro i quali utilizzano le valute virtuali come investimento nelle condizioni di poter sfruttare la tassazione per i capital gain, mentre coloro i quali usano le valute virtuali come mezzo di scambio saranno costretti molto probabilmente a sbrigare qualche obbligo burocratico. E' inoltre importante osservare che i miner di valute virtuali dovranno presentare i propri guadagni come utile tassabile e saranno soggetti alla payroll tax americana (fondamentalmente i contributi previdenziali) se il mining è parte di un'attività.

Come detto, l'IRS è un'agenzia statunitense e pertanto la decisione si applica solamente ai cittadini statunitensi o a coloro i quali sono nelle condizioni di dover rispettare eventuali oneri con il fisco americano. E' comunque verosimile supporre che questa decisione possa essere presa come riferimento e modello dagli altri paesi del mondo che ancora non hanno preso una posizione chiara sulle valute virtuali e sulle loro implicazioni fiscali.

Infine segnaliamo che l'IRS ha pubblicato un interessante PDF contenente una serie di FAQ che approfondiscono ulteriormente le conseguenze della nuova decisione.

61 Commenti
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san80d26 Marzo 2014, 10:44 #1
giusto
dtreert26 Marzo 2014, 10:51 #2
Originariamente inviato da: san80d
giusto


Anche a me pare. Credo comunque che ci possa essere la scappatoia di prendere un ministato o città stato e fargli mettere la moneta virtuale anche come moneta ufficiale xD
san80d26 Marzo 2014, 11:04 #3
comunque complimenti agli stati uniti, sono l'unico paese che sta cercando di capire e regolamentare i bitcoin
HostFat26 Marzo 2014, 11:10 #4
Originariamente inviato da: san80d
giusto
direi piuttosto irrilevante.
san80d26 Marzo 2014, 11:13 #5
Originariamente inviato da: HostFat
direi piuttosto irrilevante.


come dicevo prima almeno sono gli unici che provano a dare un minimo di regolamentazione, giusta o sbagliata che sia
HostFat26 Marzo 2014, 11:19 #6
Originariamente inviato da: san80d
come dicevo prima almeno sono gli unici che provano a dare un minimo di regolamentazione, giusta o sbagliata che sia
Prima di loro:
http://www.coindesk.com/top-uk-tax-...itcoin-trading/

Ma oggi anche:
http://www.coindesk.com/denmark-dec...rades-tax-free/
AlPaBo26 Marzo 2014, 11:28 #7
Originariamente inviato da: san80d
come dicevo prima almeno sono gli unici che provano a dare un minimo di regolamentazione, giusta o sbagliata che sia


Per la situazione completa puoi vedere anche http://en.wikipedia.org/wiki/Legal_status_of_Bitcoin
da cui si deduce che ci sono stati ben più avanti

(dal fatto che gli Stati Uniti sono quelli più citati non dovresti passare subito alla conclusione che sono i primi in tutto)
HostFat26 Marzo 2014, 11:33 #8
Altro sito utile:
http://bitlegal.io/
san80d26 Marzo 2014, 11:34 #9
diciamo che quando si muovono gli stati uniti il tutto ha più rilevanza e importanza
CrapaDiLegno26 Marzo 2014, 13:18 #10
Originariamente inviato da: HostFat
direi piuttosto irrilevante.


E sì, certo. Agli utilizzatori di Bitcoin interessa che la moneta sia riconosciuta come moneta ufficiale dall'Angola e dal Bangladesh... che negli Stati Uniti o negli altri paesi sviluppati che i Bitcoin siano considerati (a tutte le ragioni) delle azioni (e quindi hanno un corso fiscale diverso e finalmente regolamentato) non interessa proprio.
Certo certo. Coloro che usano la moneta per speculare e fare guadagni fino a ieri non dichiarabili, non importa. Certo certo. Con la consapevolezza, da parte di tutti gli Americani, che il loro fisco non è quello italiano, e chi sgarra paga e salato. Certo certo. Non interessa a nessun Exchange con base negli USA il fatto che ora deve dichiarare i profitti derivanti dai Bitcoin. Certo certo. E' irrilevante. Irrilevante che ora la speculazione sul valore della moneta sia sottoposta a regolamentazione fiscale ordinaria. Certo certo.

Credo che il tutto sia irrilevante quanto lo sia la finta moneta stessa.

P.S. Prima della chiusura di Mt Gox valeva 600 euro. Ora ne vale poco più di 400. Vedremo dopo queste prese di posizioni a che valore si posizionerà. Finita la fase speculativa alle monete virtuali non rimane alcun motivo di esistere. Ma continueranno ad esistere solo perché a qualcuno sarà rimasto in mano il cerino acceso.

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