Il gaming su Facebook: è terminata l'età dell'oro?

Il gaming su Facebook: è terminata l'età dell'oro?

I game publisher che operano sul popolare social network incontrano sempre più difficoltà ad attrarre e mantenere utenti, in uno scenario destinato a cambiare anche rapidamente nei prossimi mesi

di Andrea Bai pubblicata il , alle 11:41 nel canale Mercato
Facebook
 

L'età dell'oro per i game publisher su Facebook sembra stia raggiungendo rapidamente la fine, con il numero totale di utenti che stagnano tra crescenti barriere d'ingresso, una competizione sempre maggiore ed una intensa battaglia per l'attenzione del consumatore tra le altre attività di social networking.

Dopo alcuni anni di intensa crescita il numero di giocatori su Facebook ha visto un rallentamento nel corso del 2011. Al termine del 2010 sul popolare social network il 50% circa degli utenti attivi mensili erano videogiocatori. Alla fine del 2011 la massa di giocatori, in valore assoluto, non ha subito variazioni ma la percentuale sugli utenti attivi mensile è calata al 25%. Se si prende ad esempio Zynga, il leader incontrastato delle attività di gaming su Facebook, nell'ultimo trimestre del 2011 ha visto 225 milioni di utenti mensili attivi, rispetto ai 266 milioni del terzo trimestre.

E' Steve Bailey, senior analist per l'area gaming di IHS, che illustra la situazione: "Nel 2009 e nel 2010 Facebook ha rapidamente acquisito importanza come piattaforma di gioco, ma con uguale rapidità il mercato si è assestato in una condizione di maturità nel 2011, creando uno scenario di maggior sfida per gli operatori gaming. Sebbene Facebook resti un'opportunità di valore per le compagnie capaci di affrontare queste sfide, il tono del mercato nel 2012 sarà qualcosa di diverso rispetto all'ottimistica situazione degli anni passati".

Con maggiori operatori e maggior competizione per catalizzare l'attenzione dell'utente, il quale ha aspettative sempre più alte, cresce parimenti il costo dell'acquisizione degli utenti e diventa necessario un coinvolgimento di tipo cross-promotion o con adversiding diretto. Le spese per tali attività mettono quindi sottopressione il valore dell'utente nel corso del tempo e per questo motivo vi è un maggiore incentivo a migliorare la fidelizzazione dell'utente e le capacità di monetizzazione. Vi è inoltre da considerare l'incremento dei costi di sviluppo: al pari di qualunque marketplace di videogiochi in maturazione, il valore di produzione deve necessariamente fare un passo avanti.

La maggior competizione porta sotto pressione il coinvolgimento dell'utente. Nel corso del 2011 si è verificato una tendenza che ha spostato utenti dai generi di gioco più accessibili verso giochi che richiedono più impegno o più abilità, per un più profondo senso di coinvolgimento. Una tendenza esemplificata da una lenta ma stabile crescita nella presenza di giochi di qualità, di stampo strategico, di azione e titoli tradizionali/casino.

Un altro aspetto è la condizione di Facebook come piattaforma non specializzata: le realtà che si trovano ad operare su questa piattaforma devono infatti sgomitare per catalizzare l'attenzione dell'utente in mezzo ad una vasta serie di funzionalità non-gaming. E' per questo motivo che gli stili di gioco dei titoli per i social network si sono evoluti in maniera tale da insinuarsi tra le attività, le priotità e gli interessi degli utenti.

I publisher hanno tuttavia l'opportunità di spostare il gaming da Facebook a dispositivi o mercati complementari, come ad esempio quello degli smarthpone anche se quest'area è attualmente già presidiata da realtà che offrono contenuti e che hanno già stabilito una certa competizione.Tra le opportunità alternative vi è una forte prospettiva di crescita nel mercato asiatico del gioco online, ma si tratta di un territorio affollato dove per guadagnare seguito è opportuno legarsi con i principali operatori del settore.

Per quelle compagnie che invece restano legate ai social network, la sfida sarà quella di creare e mantenere nel corso del tempo giochi capaci di coinvolgere in maniera più profonda l'utente. Il successo in questo percorso porterà ad una miglior fidelizzazione dell'utente e ad una crescente monetizzazione.

31 Commenti
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roccia123427 Febbraio 2012, 11:49 #1
È scoppiata la bolla di sapone?
al13527 Febbraio 2012, 11:52 #2
gaming e facebook... che ossimoro
HostFat27 Febbraio 2012, 11:53 #3
E se la bolla Facebook scoppiasse proprio quest'anno?
bonzoxxx27 Febbraio 2012, 11:53 #4
vabbè dai, come si fà a chiamare GAMING quegli obbrobbri su facebook..
pabloski27 Febbraio 2012, 12:00 #5
Originariamente inviato da: HostFat
E se la bolla Facebook scoppiasse proprio quest'anno?


a Zuckerberg non fregherebbe un tubo, tanto i suoi miliardi li ha già intascati

intanto i fessi resterebbero con azioni carta-straccia in mano

io mi sono sempre chiesto quale utilità reale, comprovata e assoluta possano avere siti web come facebook....roba quotata miliardi di dollari, quando alla fin fine è una bacheca dove scrivere cazzate

è evidente che ci troviamo nel pieno della bolla speculativa del web 2.0....per chi ha visto l'esplosione della prima bolla delle dotcom, i segnali sono decisamente riconoscibili
roccia123427 Febbraio 2012, 12:05 #6
Originariamente inviato da: pabloski
a Zuckerberg non fregherebbe un tubo, tanto i suoi miliardi li ha già intascati

intanto i fessi resterebbero con azioni carta-straccia in mano

io mi sono sempre chiesto quale utilità reale, comprovata e assoluta possano avere siti web come facebook....roba quotata miliardi di dollari, quando alla fin fine è una bacheca dove scrivere cazzate

è evidente che ci troviamo nel pieno della bolla speculativa del web 2.0....per chi ha visto l'esplosione della prima bolla delle dotcom, i segnali sono decisamente riconoscibili


Infatti, anche se facebook dovesse fallire in questo istante, zuckcoso è già sistemato a vita, economicamente parlando (sempre che non abbia buttato via tutti i soldi che ha).
Ma anche se li avesse buttati via tutti, qualcuno che gli da un lavoro lo trova di sicuro...
ak7227 Febbraio 2012, 12:23 #7
Originariamente inviato da: pabloski
io mi sono sempre chiesto quale utilità reale, comprovata e assoluta possano avere siti web come facebook....roba quotata miliardi di dollari, quando alla fin fine è una bacheca dove scrivere cazzate


Sono proprio le cazzate che valgono miliardi...sono le aziende a pagare per i dati di facebook (profilature, tendenze, i vari "mi piace", etc etc)
AnonimoVeneziano27 Febbraio 2012, 12:32 #8
Certo che sentire parlare di utenti in termini di "monetizzazione" , "valore" .. etc fa sempre una certa impressione ... ci si rende conto di quanto noi utenti siamo simili ai maiali da allevamento .
gd350turbo27 Febbraio 2012, 12:36 #9
Quoto...

Il gaming su facebook è l'apoteosi dell'assurdo, l'assurdità dentro l'inutilità...
WillianG8327 Febbraio 2012, 12:54 #10
Originariamente inviato da: pabloski
a Zuckerberg non fregherebbe un tubo, tanto i suoi miliardi li ha già intascati

intanto i fessi resterebbero con azioni carta-straccia in mano

io mi sono sempre chiesto quale utilità reale, comprovata e assoluta possano avere siti web come facebook....roba quotata miliardi di dollari, quando alla fin fine è una bacheca dove scrivere cazzate

è evidente che ci troviamo nel pieno della bolla speculativa del web 2.0....per chi ha visto l'esplosione della prima bolla delle dotcom, i segnali sono decisamente riconoscibili


allora, con tutto il rispetto, pabloski non hai capito quasi nulla di come funziona il settore economico dell' intratenimento(inteso come tv, sport e cose del genere).
Secondo te da dove vengono fuori i soldi che guadagnano gli sportivi? Da premi in caso di vittoria? dagli incassi dei biglietti? Assolutamente no, con quello riuscirebbero pagare al massimo 2-3 mesi di stipendi.

Il tutto si aggira intorno alle pubblicità e ascolti, persino i soldi in premi stanziati dalle rispettive associazioni sono frutto di quseto settore che sia direttamente o indirettamente.
Nel caso di facebook, più che pubblicità loro smistano dati che comunque, in qualche modo, sono a fine pubblicitari . Si come questo è un settore da cifre inimmaginabile (pensando a livello mondiale), ecco che si spiega il perchè google vale così tanto, facebook vale così tanto o gli sportivi in generale guadagnano tanto.

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