Il WTO contro la Cina sulla stretta per minerali e terre rare

Il WTO contro la Cina sulla stretta per minerali e terre rare

L'Organizzazione Mondiale del Commercio stabilisce la violazione di norme internazionali da parte della Cina per la stretta sull'esportazione di minerali

di Andrea Bai pubblicata il , alle 14:15 nel canale Mercato
 

L'Organizzazione Mondiale del Commercio ha stabilito che la Cina ha violato norme internazionali con l'intenzionale stretta sull'esportazione di determinate materie prime e terre rare. La stretta della Cina avrebbe infatti causato una riduzione della disponibilità di prodotti sul mercato e l'inflazionamento dei prezzi.

Il WTO sostiene inoltre che le restrizioni imposte dalla Cina rientrino in un contesto di misure protezionistiche per mettere al riparo i fornitori nazionali dalla libera concorrenza. Il WTO in particolare fa riferimento ad una serie di misure che la Cina ha disposto sull'esportazione di una serie di minerali, inclusi diverse forme di bauxite, carbon coke, fluorite, magnesio, manganese, carburo di silicio, fosforo e zinco.

La Cina, per una fortunata collocazione geografica, è un estrattore di rilievo di questi minerali, nonché detentore del 95% circa della produzione di terre rare al mondo. Questi minerali vengono utilizzati per la produzione di moltissimi prodotti, elettronici e non, di uso quotidiano.

La posizione del WTO, le cui indagini su questo tema sono state avviate sin dal 2009, va a corroborare le proteste portate avanti dagli Stati Uniti, dall'Europa e dal Messico. La Cina, di contro, si difende affermando che le restrizioni all'esportazione dei minerali sono misure rese necessarie per la conservazione delle risorse naturali e per proteggere l'ambiente.

Il Ministero del Commercio del governo Cinese, pur avendo espresso disappunto in merito alla posizione del WTO, ha dichiarato di aver avviato un'attenta valutazione del report redatto dall'Organizzazione Mondiale del Commercio affinché possa essere rispettato opportunamente.

L'egemonia della Cina sulle terre rare potrebbe però essere presto messa in discussione: è di qualche giorno fa, infatti, la notizia dell'individuazione di un giacimento di terre rare nell'Oceano Pacifico. Le attività di perforazione dell'Agency for Marine-Earth Science and Technology giapponese ha infatti scoperto 78 siti localizzati ad una profondità dai 3500 ai 6000 metri nelle acque internazionali al largo dell'arcipelago delle Hawai. Si tratta di giacimenti che possono contenere uno stimato di 80-100 miliardi di tonnellate di terre rare, che possono essere estratte con processi relativamente semplici.

7 Commenti
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p4ever07 Luglio 2011, 14:21 #1
E' inutile...ormai siamo cina-dipendenti al 99%....non solo per la produzione, ma anche per le materie prime "speciali"...se la cina smettesse di lavorare o chiude le frontiere i prezzi nel mondo schizzano e torniamo all'età della pietra.
Dopotutto l'arrogante controllo degli occidentali sui paesi (ex) terzo mondo è sempre meno e sempre più limitato...prima abbiamo saccheggiato la manodopera dell'area post comunista, ma si sono fatti furbi ed evoluti..poi abbiamo saccheggiato la manodopera cinese, e ora che sono diventati, giustamente, "adulti" fanno quello che vogliono
Paganetor07 Luglio 2011, 14:34 #2
attenzione però: le terre rare non sono affatt o"rare", ce ne sono ovunque, vanno estratte e trattate, solo che costa meno farlo fare alla Cina dove la schiavitù è alla luce del giorno.
Per cui c'è poco da scandalizzarsi se ora chiudono i rubinetti: abbiamo messo nelle mani dei cinesi i nostri testicoli per farceli massaggiare, adesso che stringono troppo ci lamentiamo?
cicastol07 Luglio 2011, 15:23 #3
Quoto i passaggi sopra,oltretutto anche i paesi produttori di petrolio mettono in atto rigorose restrizioni sull'estrazione del petrolio per tenere alti i prezzi,perchè non dovrebbero fare altrettanto i cinesi con le loro riserve di minerali??
Mparlav07 Luglio 2011, 16:28 #4
Non ricordo decisioni del WTO che abbiano portato un qualche tipo di conseguenza "seria".
Gli Usa e l'Unione Europea stessa sono arrivati "alle mani" diverse volte, ma alla fine non cambia nulla.

L'unico modo per uscire dalla stretta delle terre rare, è estrarle da altre parti per differenziarne l'offerta, facile a farsi laddove esistono dei giacimenti sottosfruttati ma attivi, più difficile per crearne di nuovi (vedi scoperta del Giappone nel Pacifico), visto che sono attività che richiedono anni, specie se vuoi fare le cose in regola dal punto di vista ambientale, lavorativo.
Inoltre la zona al largo delle Hawaii è strategica per USA dal punto di vista militare: potete contarci che non si potrà cavare un granello di sabbia senza il loro benestare.

E sì, l'esempio dell'OPEC è calzante, che seppur non copre l'intera produzione mondiale, di fatto ne regola il prezzo sul mercato, soprattutto su quello dei derivati.

In questo caso la Cina è praticamente l'unico membro del "suo Opec" :/
avvelenato07 Luglio 2011, 18:39 #5
Originariamente inviato da: Paganetor
attenzione però: le terre rare non sono affatt o"rare", ce ne sono ovunque, vanno estratte e trattate, solo che costa meno farlo fare alla Cina dove la schiavitù è alla luce del giorno.
Per cui c'è poco da scandalizzarsi se ora chiudono i rubinetti: abbiamo messo nelle mani dei cinesi i nostri testicoli per farceli massaggiare, adesso che stringono troppo ci lamentiamo?


non solo: molte miniere occidentali sono state chiuse in quanto le leggi ambientali ne proibivano lo sfruttamento (ovvero, sfruttarle in ossequio a suddette leggi era troppo oneroso...).
Poi però la colpa è della Cina cattiva....
MaxArt07 Luglio 2011, 20:52 #6

Eh, come no...

"La Cina, di contro, si difende affermando che le restrizioni all'esportazione dei minerali sono misure rese necessarie per la conservazione delle risorse naturali e per proteggere l'ambiente."

Sì, certo, infatti la Cina è nota per le sue politiche di protezione ambientale e di conservazione del territorio... Ad ogni mezza stagione raddoppiano il numero di alluvioni nel loro territorio e magari pensano che sia sfiga.

Fa nulla, la gran parte dei giacimenti di terre rare sono in Cina, ma solo perché non se ne è mai fatta una ricerca approfondita. Lo pagheremo un po', ma il monopolio forse sta davvero per finire, e per colpa di un autogol della stessa Cina.
p4ever07 Luglio 2011, 22:58 #7
Originariamente inviato da: MaxArt
"La Cina, di contro, si difende affermando che le restrizioni all'esportazione dei minerali sono misure rese necessarie per la conservazione delle risorse naturali e per proteggere l'ambiente."

Sì, certo, infatti la Cina è nota per le sue politiche di protezione ambientale e di conservazione del territorio... Ad ogni mezza stagione raddoppiano il numero di alluvioni nel loro territorio e magari pensano che sia sfiga.

Fa nulla, la gran parte dei giacimenti di terre rare sono in Cina, ma solo perché non se ne è mai fatta una ricerca approfondita. Lo pagheremo un po', ma il monopolio forse sta davvero per finire, e per colpa di un autogol della stessa Cina.


beh...se parliamo in materia di diritti umani o sfruttamento posso capire che la cina non sia proprio tra i primi posti...ma come ambiente penso che anche noi europei dovremmo imparare da loro, per non dire noi italiani. La cina si trascina ancora una fama purtroppo negativa di paese incasinato e degradato sotto l'aspetto ambientale ma negli ultimi anni stanno facendo passi da gigante in materia di ambiente e pulizia, come accordi internazionali in tema di inquinamento, energie eco-compatibili, salvaguardia del patrimonio sono tra i più attivi...dopo è evidente che anche la più piccola delle loro infrastrutture (che per noi piccoli italiani è enorme) ha un impatto notevole sul territorio...come le dighe o altri interventi massicci, ma per il resto credo non vi sia nulla da dire, sono decenni che stanno facendo di tutto in questo senso...i disastri naturali aumentano in maniera esponenziale anche negli stati uniti mi sembra, ogni stagione almeno due o tre katrina...

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