Internet a 100Mbps: in Giappone è realtà

Internet a 100Mbps: in Giappone è realtà

Mentre nel nostro Paese assistiamo a mirabolanti upgrade delle ADSL, in Giappone per soli 45 Euro al mese isì viaggia a 100Mbps. Il passaggio ad IPv6 è previsto per il 2005

di Fabio Boneschi pubblicata il , alle 17:12 nel canale Mercato
 

Negli ultimi tempi in Italia vengono presentate offerte di upgrade per i collegamenti adsl esistenti, tecnologie ormai diffusissime anche se la totale copertura del territorio non è ancora stata raggiunta. Alcune aree metropolitane possono contare sulla fibra ottica, raggiungendo i 10Mbps, ma dal Giappone arrivano informazioni disarmanti per chi nella nostra Italia "lotta" con un modem analogico o al massimo con una ISDN!

Tep.Co. (Tokyo Electric Power) offre alla propria utenza una connettività internet con velocità pari a 100Mbps ed i più famosi provider Giapponesi (So-Net o di Nifty) offrono contratti in dial up.
La velocità appena citata non è garantita, è il caso teorico ideale ma considerando la disponibilità di fibra e lo stile Giapponese (che non è eccessivamente pressapochista!), si può ben immaginare che la qualità del servizio sia elevata.

I costi sono a dir poco imbarazzanti, si parla infatti di circa 45Euro al mese! Con questo genere di connettività le tanto citate nuove tecnologie legate ai contenuti "on demand", piuttosto che la realizzazione di veri e propri server casalinghi sono facilmente realizzabili e trovano la loro massima espressione.

Il Giappone è indubbiamente uno dei paesi più all'avanguardia nel campo delle nuove tecnologie, in tale realtà gli investimenti in IT sono massicci e permettono il raggiungimento degli obiettivi appena citati. Non è un caso che in Giappone si stia pensando in modo assai realistico e concreto all'adozione del nuovo standard IPv6.

Come riportato qualche tempo fa sulle nostre pagine, Cina, Giappone, Corea e Taiwan credono enormemente nella rapida adozione del nuovo standard; Cina Corea e Taiwan hanno posto come obiettivo ill 2010 per il passaggio al nuovo "indirizzamento", mentre il Giappone è assai fiducioso ed entro il 2005 dovrebbe arrivare al traguardo IPv6.

La differenza sostanziale tra IPv4 ed IPv6 è ovviamente l'incremento di indirizzi IP disponibili; attualmente in alcune aree geografiche si inizia ad avvertire la "scarsità" di indirizzi IP ed in queste condizioni pare non realistico pensare ad una massiccia adozione delle nuove tecnologie disponibili nel prossimo futuro. Ipotizziamo ad esempio che ognuno di noi abbia un indirizzo IP statico a disposizione, con l'attuale IPv4 non è nemmeno immaginabile; eppure il server casalingo, piutttosto che le nuove forme di comunicazione legate al mobile sono una realtà. Alcuni provider hanno cercato di ovviare al problema adottando i NAT, ovvero con particolari regole di routing riescono a garantire indirizzi IP statici ai propri clienti, ma come è facile immaginare, tali soluzioni sono solo dei rimedi al problema.

L' IPv6 va oltre la disponibilità di nuovi indirizzi, il nuovo protocollo implementa infatti nuove metodologie per il riconoscimento e la trasmissione dei pacchetti; le informazioni facenti capo ad audio e video avranno la precedenza sulla rete, mentre i pacchetti relativi ad email ecc godranno di una minor precedenza.

Purtroppo in Italia la situazione non è ancora così rosea, infatti connettività simili a quella giapponese sono decisamente utopistiche, mentre le informazioni circa studi ed implementazioni dell' IPv6 sono assai nebulose.

Grazie all'amico GOTECKI per le proziose segnalazioni.
Ulteriori informazioni sono disponibili a questo indirizzo.

120 Commenti
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@L307 Aprile 2004, 17:12 #1
fantastiko....in italia è solo utopia ....figuriamoci al sud!
Emanuel8307 Aprile 2004, 17:20 #2
da me anche solo una semplice ADSL è un utopia!
Dumah Brazorf07 Aprile 2004, 17:28 #3
Grrrr... ecco il pensiero di un disgraziato con l'ISDN... viva Telecom...
atomo3707 Aprile 2004, 17:28 #4
Se il Giappone è il primo mercato in cui le aziende lanciano le nuove tecnologie (vedi mercato CPU) ci sarà un perchè!
purtroppo è vero, "nattare" gli IP è solo una brutta pezza, si tagliano le gambe a molti servizi. Io sono un utente fastweb e di sicuro sono felice della velocità di alcuni servizi (vedi http download e file sharing) ma alcune cose non le posso fare
teliripongo07 Aprile 2004, 17:32 #5
azz....
siamo ridicoli...
Konzen07 Aprile 2004, 17:39 #6
e pensare ke io non stavo più nella pelle quando hanno portato la 256 a 640....mi sento un pezzente
mike6507 Aprile 2004, 17:50 #7
bello, io arranco a 56Kbps, e tin mi manda la pubblicità sulle nuove offerte ADSL.. bah!
LASCO07 Aprile 2004, 17:51 #8
Se non sbaglio Fastweb rende già disponibile il servizio internet a 20Mbps in wireless per le aziende. La fibra utilizzata da fastweb probabilmente regge di più di 20Mbps. Il problema in italia è proprio la ridottissima diffusione delle zone cablate in fibra. Se ben ricordo un obiettivo dell'azienda è raggiungere il cablaggio di 2,5 milioni di privati entro fine 2004 inizio 2005.
Per quanto riguarda il prezzo del servizio giapponese, se si tratta di una tariffa flat, e non solo di una tassa fissa esclusi i consumi, allora il prezzo è ridicolo considerando anche il divario del pil pro capite tra italia e giappone.
plunderstorm07 Aprile 2004, 17:52 #9
DAIIIIIIIII pd 45 euri una 100 mbit LOOOOOL in italia una T3 a 45 mbit costa MILIONI e MILIONI all'anno LUL, anche se dicono (come al solito) che la banda non è garantita non penso ke andare minimo a 50 o 20 mbit faccia skifo ^_^
plunderstorm07 Aprile 2004, 17:54 #10
milioni di lire naturalmente ^_^

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