Internet of Things trasformerà i mercati portando nuovo valore aggiunto

Internet of Things trasformerà i mercati portando nuovo valore aggiunto

Il mondo va sempre di più verso una digitalizzazione completa e trasversale, con le aziende che non dovranno essere impreparate a trasformare processi e modelli di business

di Andrea Bai pubblicata il , alle 08:31 nel canale Mercato
 

La società di analisi di mercato Gartner propone alcune osservazioni legate al mondo Internet of Things, che viene considerato come un nuovo paradigma capace di smuovere il mercato creando nuove opportunità e dinamiche. L'importanza di questo nuovo paradigma si riscontra anche dalle iniziative dei vari player della tecnologia, come ad esempio la recente decisione di Intel di istituire una nuova divisione dedicata proprio all'ambito Internet of Things.

La spesa IT nel mercato EMEA mostrerà un tasso di crescita annuale medio del 2,2% entro il 2017 e a tal proposito Peter Sondergaard, senior vice president per Gartner e global head of Research, ha commentato: "Il tradizionale mercato IT non è destinato a crescere ad un ritmo più veloce. Una maggior crescita arriverà invece dai mercati IT non tradizionali. Nel corso del 2015 il mercato IT combinato a quello delle telecomunicazioni andrà a toccare quasi i 4 mila miliardi di dollari ed il fatturato incrementale generato dalle realtà in grado di offrire uno qualsiasi dei vari elementi che compongono la Internet of Things (prodotti, servizi, software) si stima che possa raggiungere i 309 miliardi di dollari all'anno entro il 2020. La metà di questo sarà rappresentato da nuove start-up e l'80% saranno nuovi servizi più che nuovi prodotti. Internet of Things è un mercato di particolare importanza strategica che sarà oggetto di una forte accelerazione, spingendo sia i fatturati sia l'efficienza dei costi".

Gartner osserva come nel 2009 sono stati registrati 2,5 miliardi di dispositivi connessi, principalmente rappresentati da smartphone, PC e tablet mentre nel 2020 si prevedono oltre 30 miliardi di dispositivi connessi e una varietà di tipologie estremamente maggiore. Secondo la società di analisi di mercato, Internet of Things creerà un valore aggiunto economico di circa 1,9 mila miliardi nel 2012, in una serie di settori. Attualmente i settori verticali che maggiormente guidano l'adozione sono la produzione, il sanitario e l'assicurativo.

Il settore della produzione, ad esempio, potrà trarre beneficio sia dalla realizzazione di miliardi di nuovi dispositivi sia, grazie all'impiego delle nuove capacità sbloccate proprio dal paradigma IoT, da un più efficiente monitoraggio e tracciamento di materiali e componenti a tutto vantaggio dell'efficienza dei costi. Nel settore sanitario, invece, una serie di dispositivi, sensori e accessori indossabili possono consentire, specie nella popolazione più anziana, di rilevare determinate condizioni mediche allertando le preposte figure di assistenza, magari prevenendo incidenti ben più gravi ed onerosi. Sul versante assicurativo, ad esempio, si può citare l'installazione di appositi sensori in grado di monitorare lo stile di guida e le abitudini del conducente, in maniera tale da collegare l'ammontare del premio della polizza assicurativa al reale profilo di rischio individuale.

Prosegue Sondergaard: "Internet of Things abilita soluzioni ottimizzate per il cliente permettendo nuovi ed innovativi modelli di business. Questo consentirà alle compagnie di spostarsi dalle politiche di prezzo generalizzate a soluzioni più mirate a beneficio sia delle compagnie, sia dei clienti. L'unione di Internet of Things e del cosiddetto "Nexus of Forces" (la convergenza di social, mobility, cloud ed informazione) spingeranno le aziende ed i loro CIO verso un futuro digitale a 360 gradi. "Non importa che genere di business o servizio offri oggi, la digitalizzazione sta cambiando e sta diventando pervasiva all'interno delle organizzazioni" ha commentato Sondergaard.

Si tratta di un paradigma che andrà a cambiare e reinventare i settori su tre livelli: quello dei processi di business, quello dei modelli di business e quello dell'istante del business. Hung LeHong, research vice president e Gartner Fellow, ha commentato a tal proposito: "Al primo livello la digitalizzazione sta migliorando prodotti, servizi, processi, clienti, esperienze ed il modo di lavorare all'interno dell'azienda e con i partner. Facciamo sempre ciò che siamo abituati a fare, ma la digitalizzazione ci permette di farlo meglio o di sviluppare migliori prodotti all'interno del nostro settore".

La digitalizzazione di prodotti e processi fa emergere nuove modalità di fare business in ciascun settore. LeHong cita, per esempio, Nike che sta muovendosi sul confine del settore sanitario con il suo abbigliamento tecnico e gli accessori dotati di sensori per il monitoraggio delle condizioni fisiche e delle prestazioni sportive, o ancora Google che sta lavorando per stabilire una presenza nel settore dei veicoli autonomi. "Queste organizzazioni stanno stabilendo un business in un settore non loro e lo stanno reinventando" osserva LeHong.

Il terzo livello è dettato dalla necessità di competere con una rapidità ed una agilità di business che non ha precedenti, ovvero ciò che Gartner chiama istante di business. LeHong osserva ad esempio come le grandi catene di alberghi come Starwood, Hilton e Hyatt abbiano dovuto tenere testa alla concorrenza dei nuovi modelli di business sorti con l'avvento dell'era digitale da siti come Hotels.com e AirBnB un servizio che permette di mettere in contatto persone che cercano un alloggio a breve termine con altre persone che hanno uno spazio extra da affittare: "La disponibilità di camere cambia in ogni momento, creando competizione a livello di istante di business".

Internet of Things darà vita a decine di milioni di nuovi oggetti e sensori, tutti accomunati dalla capacità di generare dati in tempo reale. "I dati sono soldi" ha osservato Nick Jones, research vice president e distinguished analyst per Gartner, che prosegue: "Il business avrà bisogno di tecnologie big data e storage per raccogliere, analizzare e conservare l'impressionante quantità dell'informazione. Per trasformare i dati in valore, gli IT leader avranno bisogno di prendere decisioni. Se non hanno tempo o le capacità sufficienti di prendere decisioni autonomamente, allora avranno bisogno di potenza computazionale. I computer sono in grado di prendere decisioni sulla base dell'analisi di un ampio set di dati e le possono comunicare nel nostro linguaggio nativo. Per tenere il passo nel mondo digitale sarà necessario permettere ai computer di fare questo".

Rispetto al punto in cui le aziende si trovavano un anno o due fa, molti CIO hanno saputo compiere progressi significativi nell'accogliere la digitalizzazione, anche se circa la metà di essi hanno dichiarato di non essere ancora pronti per affrontare la sfida digitale. "Ora che il digitale è integrato in tutto ciò che facciamo, ogni business ha bisogno della propria declinazione di strategia digitale. Il digitale è la nuova realtà che richiede una leaderhsip digitale completa. I CIO devono esplorare, adattare ed abbracciare le nuove realtà digitali. Devono essere leader digitali senza paura" ha concluso Dave Aron, research vice president e Gartner Fellow.

0 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^