La libertà della rete è in pericolo, parola di Sergey Brin

La libertà della rete è in pericolo, parola di Sergey Brin

Il cofondatore di Google esprime la sua preoccupazione in merito a molte delle azioni che sono volte ad imbrigliare la libertà della rete. Nel mirino delle invettive, oltre i governi di alcuni Paesi, anche Apple e Facebook

di Andrea Bai pubblicata il , alle 15:06 nel canale Mercato
AppleGoogle
 

In una lunga intervista al quotidiano britannico The Guardian, il cofondatore di Google Sergey Brin ha espresso numerose preoccupazioni nei confronti della libertà e dell'apertura della rete, sottolineando come i principi che hanno stimolato la creazione del web siano ora minacciati più che mai.

"Vi sono forze molto potenti che si sono organizzati contro l'internet aperta su tutti i fronti attorno al mondo. Sono più preoccupato ora di quanto lo sia stato in passato, è pauroso" sono state le parole del cofondatore del colosso di Mountain View. Secondo Brin la minaccia alla libertà della rete ha origine dalla combinazione delle attività dei governi che cercano di controllare l'accesso e la comunicazione dei cittadini, dalle azioni dell'industria dell'intrattenimento contro la pirateria e dalla crescita di "giardini recintati" restrittivi come Facebook e Apple che controllano in maniera rigida quale software può essere rilasciato sulle rispettive piattaforme.

Brin afferma di essere piuttosto preoccupato dalle azioni intraprese da paesi come la Cina, l'Arabia Saudita e l'Iran per restringere l'uso della rete, ritrattando alcune sue posizioni passate. Non molti anni fa, infatti, il cofondatore di Google riteneva improbabile che qualsiasi paese avrebbe potuto ostacolare l'accesso al web per lungo tempo.

La Cina, che attualmente conta il maggior numero di utenti internet per singolo Paese, ha recentemente introdotto una nuova normativa per l'identificazione degli utenti nel tentativo addomesticare la scena del microblogging. In Russia vi sono tentativi di tenere a freno una blogosfera che viene accusata di fomentare un clima di protesta contro il presidente Vladimir Putin mentre in Iran, come abbiamo scritto qualche giorno fa, si ventilano piani di creazione di una intranet nazionale.

Le preoccupazioni di Brin sono però rivolte anche a due altri colossi del panorama tecnologico, Facebook ed Apple, che con le loro piattaforme proprietarie e lo stretto controllo sugli utenti rischiano di ostacolare l'innovazione. "Vi sono molte cose che rischiano di essere perse. Tutte le informazioni nelle app sono dati che non sono recuperabili dai web crawlers. Non si possono cercare".

Brin afferma che con Larry Page non avrebbero potuto creare Google se internet fosse stata dominata da Facebook. "Sei costretto a giocare secondo le loro regole, che sono molto restrittive. Il tipo di ambiente in cui abbiamo sviluppato Google, e la ragione che ci ha permesso di sviluppare un motore di ricerca, è che il web era aperto. Una volta che ci sono troppe regole, si ostacola l'innovazione". Il cofondatore del celebre motore di ricerca critica inoltre Facebook per le difficoltà che gli utenti si trovano dinnanzi qualora vogliano trasferire i propri dati ad altri servizi.

Brin riconosce inoltre la preoccupazione di molti utenti circa la quantità di dati personali che sono a portata di mano delle autorità statunitensi dal momento che risiedono sui server di Google. Il cofondatore del motore di ricerca ha affermato che la compagnia era periodicamente costretta a maneggiare dati di qualcuno e che non ha potuto notificare della cosa gli utenti poiché espressamente vietato da normative e da restrizioni legali. " Se potessimo avere una bacchetta magica e non essere soggetti alle leggi USA sarebbe ottimo. Rifiutiamo molte di queste richieste, facciamo il possibile per proteggere i dati. Continueremo a farlo finché saremo in grado".

12 Commenti
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Capozz17 Aprile 2012, 15:14 #1
La scoperta dell'acqua calda
Yakkuz17 Aprile 2012, 15:15 #2
Okey, vero. Sacrosanto.

Però diciamo che l'incazzatura ce l'hanno perchè non possono indicizzare i contenuti su FB et similia e i trend e le analisi di mercato rimangono lì e non son accessibili a loro, che ci vivono con la pubblicità mirata.
AleK17 Aprile 2012, 15:59 #3
Possiamo dire più semplicemente che queste affermazioni, al di là di aggiungere Brin al coro dei liberisti del web, avrebbero maggior rilevanza se lui ed il suo gruppo non avessero palesi interessi di parte.
blackshard17 Aprile 2012, 17:16 #4
Originariamente inviato da: AleK
Possiamo dire più semplicemente che queste affermazioni, al di là di aggiungere Brin al coro dei liberisti del web, avrebbero maggior rilevanza se lui ed il suo gruppo non avessero palesi interessi di parte.


Di parte o no, la sua è una posizione personale dal momento che non parla ufficialmente a nome di google ma è un'intervista personale.

Poi non mi sembra che si faccia riferimento solo a facebook, ma anche ad apparati statali dalla discutibile gestione.
AleK17 Aprile 2012, 17:38 #5
Originariamente inviato da: blackshard
Di parte o no, la sua è una posizione personale dal momento che non parla ufficialmente a nome di google ma è un'intervista personale.

Poi non mi sembra che si faccia riferimento solo a facebook, ma anche ad apparati statali dalla discutibile gestione.


Quando si è ai vertici di un colosso come google, è difficile parlare a nome personale. Come ho gia scritto prima, si unisce anche lui al coro di chi vorrebbe internet come un mezzo libero da costrizioni o strumenti di controllo. E ci riesce citando quanto accade in alcuni paesi. Ma il suo interesse diventa completamente di parte quando cita proprio i due network che più di altri gli impediscono di condividere informazioni commerciali.
Di fronte alle dichiarazioni pubbliche di persone che esercitano influenza economica o politica, sarebbe saggio come esercizio di pensiero, domandarsi sempre in che modo queste persona guadagnano i dindini. Diventa difficile formare una opinione obiettiva, senza tenere conto di questo.
pabloski17 Aprile 2012, 18:07 #6
Originariamente inviato da: AleK
Quando si è ai vertici di un colosso come google, è difficile parlare a nome personale. Come ho gia scritto prima, si unisce anche lui al coro di chi vorrebbe internet come un mezzo libero da costrizioni o strumenti di controllo.


ovviamente lui parla perchè a google serve una rete libera, ma incidentalmente serve pure a noialtri

per cui "il nemico del mio nemico è mio amico"

Originariamente inviato da: AleK
E ci riesce citando quanto accade in alcuni paesi.


e non ha nemmeno bisogno di arrivare a Pechino, gli basta spostarsi a Washington per rendersene conto

Originariamente inviato da: AleK
Ma il suo interesse diventa completamente di parte quando cita proprio i due network che più di altri gli impediscono di condividere informazioni commerciali.


però c'è anche da dire che non dice il falso....facebook si è chiuso a riccio, google non l'ha mai fatto

ultimamente mi sono ritrovato a perdere la comodità di scaricare le email su un account hotmail dall'account gmail e questo perchè ms ha implementato un protocollo proprietario al posto dell'imap

voglio dire, google fino ad oggi non ha mai fatto nulla per impedire il libero flusso delle informazioni, gli altri l'hanno fatto e continuano a farlo

Originariamente inviato da: AleK
Di fronte alle dichiarazioni pubbliche di persone che esercitano influenza economica o politica, sarebbe saggio come esercizio di pensiero, domandarsi sempre in che modo queste persona guadagnano i dindini. Diventa difficile formare una opinione obiettiva, senza tenere conto di questo.


ragionando così si finisce per non fidarsi di nessuno ed odiare tutto e tutti

google fa i dindini con la pubblicità, può essere un mezzo discutibile o meno, ma certamente te lo dice in faccia

gli altri amano proteggersi dietro formati proprietari, brevetti e minacce di denunce

p.s. manco a farlo apposta, pochi minuti fa m'imbatto in questo http://punto-informatico.it/3501197...collettivo.aspx

ebbene si, google investe per creare algoritmi per stanare gli astroturfer....potevano invece starsene zitti e pagare astroturfer per diffondere pubblicità positiva su google
AleK17 Aprile 2012, 18:24 #7
Originariamente inviato da: pabloski
ragionando così si finisce per non fidarsi di nessuno ed odiare tutto e tutti

L'odio non ha nulla a che vedere con la logica e la capacità di formulare giudizi il più possibile obiettivi. Io preferisco continuare a pormi domande, piuttosto che prendere per oro colato le verità degli altri. Potrei aggiungere che ragionando in altro modo si finisce per cadere nella realtà che gia ti circonda.
Decidi tu se soddisfacente o meno.
II ARROWS17 Aprile 2012, 20:05 #8
... disse il carceriere.
pabloski17 Aprile 2012, 21:22 #9
Originariamente inviato da: AleK
L'odio non ha nulla a che vedere con la logica e la capacità di formulare giudizi il più possibile obiettivi.


è giusto ragionare, però guardando anche ai fatti e soprattutto circostanziando l'oggetto del ragionamento

Originariamente inviato da: AleK
Io preferisco continuare a pormi domande, piuttosto che prendere per oro colato le verità degli altri. Potrei aggiungere che ragionando in altro modo si finisce per cadere nella realtà che gia ti circonda.
Decidi tu se soddisfacente o meno.


pure io mi pongo domande e infatti non userò mai il cloud, che sia marchiato google o meno

però l'agire di google dalla sua fondazione ad oggi, ci fa capire che a loro serve un'internet libera

siccome abbiamo gli stessi intenti, accetto l'aiuto di google a riguardo

ci sono stati vari episodi che dimostrano quale sia la filosofia di google riguardo la neutralità e l'indipendenza della rete

ho citato l'algoritmo anti-astroturfer, ma possiamo ricordare pure il caso google contro doj, che si è trasformato in un braccio di ferro durato mesi, senza che google cedesse ( mentre ms e yahoo calarono le braghe appena ricevuta la prima raccomandata )

certo, google è una multinazionale e fa soldi profilando gli utenti e mostrandogli pubblicità targhetizzata....lo sappiamo, ma ciò non toglie che si può usare la forza di google per far pressioni sui fascisti digitali
NickNaylor17 Aprile 2012, 23:55 #10
Se fosse ancora al suo posto la rete sarebbe di sicuro un passo più avanti.
Page sarà anke un grande informatico/matematico ma è un ceo all'antica, troppo interessato agli utili.
Sono dell'idea che google era migliore tempo fa.

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