Lenovo Italia indirizzata verso la crescita, grazie ai PC e a Motorola

Lenovo Italia indirizzata verso la crescita, grazie ai PC e a Motorola

Con Emanuele Baldi, amministratore delegato di Lenovo Italia, abbiamo commentato i risultati finanziari dell'azienda recentemente rilasciati e analizzato le strategie di sviluppo per il prossimo futuro

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 08:41 nel canale Mercato
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Nella giornata di ieri, con questa notizia, abbiamo riportato i risultati finanziari di Lenovo registrati a livello globale per l'esercizio fiscale 2017 conclusosi lo scorso 31 marzo. Pur con un calo del fatturato del 4,2% Lenovo è stata capace di ritornare in zona positiva in termini di utile netto, pari a 535 milioni di dollari contro la perdita di oltre 120 milioni registrata nell'esercizio precedente.

Emanuele Baldi, da pochi mesi ai vertici di Lenovo Italia quale suo Amministratore Delegato, ha commentato i risultati ottenuti a livello globale rimarcando la strategia di 3 waves o ondate sulle quali è basato lo sviluppo del business attuale e futuro dell'azienda. Tale approccio è ovviamente applicato anche alla realtà italiana, con risultati che per il presente sono interessanti e fanno ben sperare per lo sviluppo futuro.

La prima onda è quella legata al business storico di Lenovo, quindi il mercato dei PC: l'obiettivo, globale come nazionale, di Lenovo è quello di continuare a mantenere una posizione di riferimento tra i principali player puntando a sostenere una ulteriore crescita futura che possa consolidare la posizione tanto nel mondo dei personal computer come in quello dei tablet.

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La seconda wave è quella che, per le peculiarità del mercato italiano, appare essere la più interessante. Lenovo punta sulla crescita delle quote di mercato nel settore mobility, con il principale riferimento al settore degli smartphone, e in quello dei datacenter con strategie e orizzonti temporali che sono leggermente differenti. Nel mondo datacenter il lavoro di sviluppo per il mercato italiano passa su due fronti: il primo riguarda il canale, con un importante lavoro di riposizionamento già avviato negli scorsi trimestri e che proprio nel Q4 del FY2017 ha iniziato a portare frutti. Il secondo è legato al settore enterprise, nel quale l'attenzione è verso l'iperconvergenza trainata dalla domanda di sistemi per il calcolo sempre più capaci di bilanciare potenza di elaborazione ad efficienza energetica.

Nel settore dei datacenter l'orizzonte di sviluppo di Lenovo a livello globale è di indicativamente 24 mesi, periodo nel quale si punta ad una forte crescita nella quota di mercato; lo scenario italiano è più favorevole rispetto alla media globale di Lenovo, grazie al lavoro sviluppato negli ultimi trimestri che hanno portato ad un positivo impatto sul business. Le tempistiche per il settore mobile sono leggermente più brevi nelle stime di Lenovo, anche per l'Italia. La spinta del marchio Motorola è funzionale alla crescita nel nostro mercato, come lo sono le relazioni con carrier telefonici: per il mercato italiano Lenovo segnala quale esempio l'aver concluso un accordo in esclusiva con TIM per il lancio di Moto G5, aprendosi parallelamente alle altre aziende del settore della telefonia oltre che sviluppando un lavoro specifico con i propri partner di canale.

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La terza e ultima wave è quella dello sviluppo a lungo termine, che Lenovo in modo generico lega al mondo del cloud non tanto volendo diventare fornitore di spazio cloud per aziende e privati quanto per una serie di prodotti e servizi che si basano sul cloud. Più in generale Lenovo si vede impegnata in tutti quegli ambiti nei quali lo sviluppo di soluzioni tecnologie innovative siano al centro, continuando a mostrare il vantaggio tecnologico che ha portato negli ultimi anni l'azienda a sviluppare da zero nuovi segmenti di mercato: pensiamo ad esempio nel mondo PC ai convertibili della famiglia Yoga.

Quello che vedremo nel corso dell'anno fiscale da poco iniziato sarà un lavoro di Lenovo che mirerà, in Italia, a riposizionare l'azienda in modo più chiaro rispetto al mercato e ai propri partner. Nel corso degli ultimi periodi Lenovo ha incontrato problemi che hanno in parte limitato la crescita nella nostra nazione: questo trend deve e vuole essere cambiato e vedrà quali prime azioni un focus nel settore PC per alcune categorie a forte crescita quali i modelli 2-in-1, le proposte gaming e il mondo education. Parallelamente lo sviluppo del marchio Motorola continuerà a venir portato avanti, con un lavoro in partnership con le Telco ma senza sottovalutare l'importanza dei partner di canale. Se nel mondo PC Lenovo punta ad una crescita di una realtà già consolidata, gli spazi potenziali di crescita più interessanti nel medio periodo sono quelli del mondo della telefonia: questo è un settore competitivo e agguerrito, ma il marchio Motorola ha ancora un impatto che i concorrenti non possono sottovalutare.

2 Commenti
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giovanni6926 Maggio 2017, 12:15 #1
Sembra un articolo publiredazionale.

Se qualcuno veramente informato avesse letto i bilanci, risultati e confronti con un gigante significativo come HP verso cui Lenovo sta perdendo quote di mercato e margini di profitto, la storia raccontata sarebbe molto diversa.
Un esempio è il segmento premium del settore PC per il quale Lenovo impegnata in anni di riduzione dei costi non è affatto agguerrita. E' proprio segmento business e quello videoludico che grazie a requisiti più high-end a livello hardware e clientela più disposta a spendere, permettono di migliorare i bilanci.
In tal senso viene citato questo pezzo:
..."questo trend deve e vuole essere cambiato e vedrà quali prime azioni un focus nel settore PC per alcune categorie a forte crescita quali i modelli 2-in-1, le proposte gaming e il mondo education."

Ma Lenovo dovrà imparare parecchio da HP che fa da battistrada da tempo.
SoxxoZ27 Maggio 2017, 12:19 #2
Quando fate questi articoli ancor più pagati del solito, abbiate almeno l'accortezza di redarli decentemente. Parlare del "nostro business" e non vedere nemmeno le virgolette da citazione fa intendere che il business di Lenovo è anche quello della redazione.
Capisco che sia effettivamente così, ma almeno un po' di intelligenza nel simulare decenza.

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