Lo shopping natalizio negli USA inizia bene: parola del Black Friday

Lo shopping natalizio negli USA inizia bene: parola del Black Friday

Ci sono date, negli Stati Uniti, che vengono prese come dei veri e propri riferimenti per capire le dinamiche di mercato di un determinato periodo dell'anno. Fra i più importanti troviamo il black Friday e il Cyber Monday. Vediamo come è andata quest'anno e, soprattutto, cosa sono queste date.

di Alessandro Bordin pubblicata il , alle 12:11 nel canale Mercato
 

L'analisi di CDRinfo ci permette di affacciarci su una realtà lontana geograficamente, ma che non manca di interesse anche solo a livello di curiosità. Stiamo parlando del Black Friday, una ricorrenza che cade esattamente il giorno dopo rispetto al Giorno del Ringraziamento, una festività ufficiale per tutti gli Stati Uniti ed il Canada che affonda le proprie radici nel lontano 1600, quando veniva scelto come giorno per festeggiare la fine dei raccolti.

Il Black Friday però non è famoso solo per essere il giorno successivo ad una festività nazionale - e occasione per un ponte da molti americani e canadesi -, ma soprattutto perché scelto come primo indicatore economico per lo shopping del periodo natalizio. Stando alla fonte, quest'anno sono stati ben 595 i milioni di dollari USA spesi On-Line dagli statunitensi, ovvero una cifra superiore all'11% rispetto a quella dell'anno passato. Un segnale che supera le previsioni degli analisti, euforici per un risultato che incoraggia e fa ben sperare per l'economia in generale.

Il Black Friday è particolarmente atteso dai consumatori anche per un motivo molto particolare, in quanto le grosse catene di negozi si fanno promotrici di iniziative promozionali particolarmente vantaggiose. Le cose vanno ancora meglio per lo shopping on-line, dove le offerte si fanno ancora più vantaggiose. Non paghi di questa manna, è stato istituito anche il Cyber Monday - ieri -, giorno in cui vengono estese le offerte a tutti coloro che, per qualche motivo, non hanno potuto approfittare delle offerte del venerdì.

A spiccare sui dati però è una tendenza interessante: a fare la parte del leone sono gli shop on-line, come testimoniato anche dall'incremento di accessi ai siti che, per l'occasione, raccolgono tutte le offerte disponibili. Ottima partenza quindi per lo shopping natalizio, almeno in USA e Canada, un dato che porta un po' di ottimismo nell'economia di questi due paesi, coinvolti al pari di altri in una crisi che stenta a calare.

Come si può vedere dall'immagine, a fare segnare incrementi davvero sensibili in termini di visitatori unici, è il sito di Apple, +39% rispetto all'anno scorso. Ottimi risultati anche per la galassia Amazon, +28%, così come le altre realtà prese a riferimento, da cui sono escluse le aste per le differenti dinamiche che le contraddistinguono.

6 Commenti
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Ratatosk01 Dicembre 2009, 12:34 #1
Credo che in molti abbiano anticipato le spese natalizie per approfittare degli sconti del weekend del Black Friday. Io stesso ho già comprato tutti i regali approfittando delle offerte e non comprerò niente ai prezzi pieni pre-natalizi.

I conti andranno fatti dopo natale, e non credo questo indicatore possa indicare molto in un anno così cupo in cui più che la frenesia dello shopping è sicuramente la ricerca della minima spesa ad aver guidato le vendite di questo weekend...
jägerfan01 Dicembre 2009, 14:03 #2
È un peccato che spesso e volentieri gli sconti qui da noi non siano così forti come in USA.
MesserWolf01 Dicembre 2009, 14:12 #3
non condivido l'euforia :

1) i negozi fisici hanno aperto più ore quest'anno (quindi con più ore facile fare più soldi). Mi pare che wallmart abbia addirittura aperto a mezzanotte.

2) la spesa media per persona è stata inferiore dell'8% rispetto al 2007 e uguale al 2008 (+11% è riferito alle vendite online e basta)

3) in un periodo di crisi che la gente compri tanto in saldo non mi pare significativo per la ripresa . Anzi , forse è aumentata la attenzione al prezzo...

4) è andata bene ai siti online . Ma anche qui mi pare un segnale di maggiore attenzione al prezzo .
realalberto01 Dicembre 2009, 15:48 #4
Venerdi' a New York ho comprato un Netbook Compaq 110c-1100DX per 195.00 USD (comprese le tasse) che al cambio 1.49 fanno 131.00 EUR.
Credo che anche in Italia si potrebbe dare impulso all'economia con offerte del genere.
SuperSandro01 Dicembre 2009, 16:26 #5
Originariamente inviato da: MesserWolf
non condivido l'euforia ... è andata bene ai siti online . Ma anche qui mi pare un segnale di maggiore attenzione al prezzo .

Infatti 1: proprio nei giorni scorsi un'inchiesta italiana ha evidenziato il fatto che le spese on-line sono preferite all'acquisto presso i negozi "reali" grazie alle convincenti riduzioni dei prezzi (spese di spedizione comprese). Una statistica seria dovrebbe tener conto delle variazioni di acquisto su spese on-line + spese presso negozi reali.

Originariamente inviato da: realalberto
Venerdi' a New York ho comprato un Netbook Compaq 110c-1100DX per 131.00 EUR. Credo che anche in Italia si potrebbe dare impulso all'economia con offerte del genere.

Infatti 2: Se si decidessero a favorire i consumatori-acquirenti (invece che tentare di spremerli anno dopo anno) avrebbero qualche vantaggio in più. Quale? Io, per esempio, quest'anno comprerò tutto ai saldi. A patto che siano convincenti. Altrimenti rimando tutto all'anno prossimo.
Pier220401 Dicembre 2009, 19:24 #6
Piccolo OT

Mah...leggevo propio ieri uno studio commissionato da un analista finanziario Americano, non ricordo il nome...beh insomma la sostanza sta in questi termini:

Il pil Americano è largamente gonfiato rispetto ciò che producono, in sostanza ogni cittadino americano spende il 140% di quello che produce, il che significa che gli Usa si stanno paurosamente indebitando.

Per fare un paragone, un nazione è come una grande famiglia, se in questa, chi porta a casa i soldi sono madre e padre per un complessivo di 2.000 euro, tutta la famiglia figli compresi ne spende 3.000 non si fa altro che allargare il debito, fino a quando non viene mangiato tutto, casa, auto, beni immobili ecc..

il debito degli americani è in mano a: Cinesi, Arabi, poche lobby ecc..

La cosa preoccupante è che la Locomotiva del mondo sta viaggiando a una velocità che non si può più permettere e prima o poi la locomotiva deraglierà...

Dopo anni di consumismo sfrenato, gli americani devono imparare a fare ..ECONOMIA..niente carte di credito, niente credito a 50 anni, niente mutui farlocchi a 100 anni senza garanzia, niente soldi stampati dalla federal reserve, si consuma solo in base ai sondi REALI in mano....
e se loro imparano a fare economia il pil del mondo si abbassa ancora...
e allora tutta la spazzatura di carta straccia fatta da Bond, feature, titoli gonfiati e tutta la moneta virtuale che gira nel mondo si scioglierà come neve al sole...questo prima o poi succederà che lo vogliamo o meno.
Niente di buono per l'Italia, che in fatto di debiti siamo secondi a nessuno..
Fine OT

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