Micron ed Elpida, un accordo con opportunità e rischi

Micron ed Elpida, un accordo con opportunità e rischi

L'acquisizione di Elpida rappresenta per Micron interessanti opportunità di mercato. Il produttore statunitense dovrà però essere in grado di prestare attenzione ad alcuni elementi critici

di Andrea Bai pubblicata il , alle 11:01 nel canale Mercato
 

L'acquisizione della giapponese Elpida Memory da parte di Micron rappresenta per quest'ultima un'opportunità strategica molto importante, seppur non priva di qualche rischi. L'acquisizione permetterà a Micron di allargare la propria presenza sul mercato e di incrementare considerevolmente la capacità produttiva delle memorie DRAM, ma l'azienda dovrà essere capace di gestire adeguatamente alcuni elementi critici per evitare che i normali inconvenienti di questo tipo di operazione si trascinino per troppo tempo.

Grazie all'acquisizione di Elpida, Micron avrà la possibilità di incrementare il proprio volume di produzione a circa 370 mila wafer al mese, con una crescita del 131% rispetto alla capacità di 160 mila wafer mensili registrata prima dell'acquisizione. Questo consentirà alla compagnia di sopravanzare Hynix Semiconductor, che diventerà il terzo protagonista del mercato DRAM con 300 mila wafer al mese. Micron e Hynix continueranno però a restare alle spalle di Samsung Electronics, saldamente al comando con una produzione di 400 mila wafer al mese.

In termini di mercato Micron dovrebbe poter assistere ad un incrmento delle proprie quote, a seguito dell'acquisizione, sino al 24,8% che la porterà alle spalle di Samsung (valutata nel primo trimestre del 2012 al 40,8% del mercato) ma di un soffio dinnanzi a Hynix (24,2%).

Sebbene gli elementi positivi siano di un certo spessore, Micron dovrà stare ben attenta ai passi da compiere. Anzitutto il primo trimestre dell'anno non è stato, in termini di vendite di memorie DRAM, per nulla negativo per Elpida: l'integrazione tra le due realtà dovrà pertanto essere condotta con particolare attenzione, dato che di norma il market share di una realtà frutto di una fusione è inferiore alla semplice somma del market share delle due realtà separate.

Mike Howard, senior principal analyst per l'area DRAM and Memory della società di analisi IHS, ha commentato a tal proposito: "Diversi elementi chiave fanno apparire l'accordo Micron-Elpida come una mossa intelligente, ma l'integrazione potrebbe dar luogo a qualche sfida o a problemi se i dettagli non vengono trattati adeguatamente. Le precedenti acquisizioni di Micron di Numonyx ed Inotera hanno presentato qualche sorprea non prevista ed in qualche modo Micron sta ancora metabolizzando queste acquisizioni". Anche le operazioni di trasferimento del know-how tecnologico potrebbero risultare costose e dispendiose in termini di tempo. "Tutto ciò per sottolineare che Micron dovrà lavorare duramente per portare a compimento l'integrazione, ma che il vero lavoro sarà comunque ancora più avanti" ha concluso Howard.

Un altro elemento interessante dell'accordo di acquisizione tra Micron ed Elpida è rappresentato dal prezzo della transazione, dal modo in cui sarà corrisposto e dal modo in cui sarà finanziato. L'accordo complessivo prevede un valore di 2,5 miliardi di dollari, ma solamente 750 milioni saranno pagati direttamente da Micron. Questa porzione riguarda gli asset di Elpida e sarà corrisposto alla chiusura dell'accordo che avverrà nel corso del 2013.

Il restante miliardo e 750 milioni (che comprende il rimborso ai creditori di Elpida) sarà corrisposto invece periodicamente nel periodo dal dicembre del 2014 fino al 2019 e sarà dovuto senza alcun interesse (che verosimilmente si sarebbe attestato al 5% circa). Inoltre nei dettagli dell'accordo è stata inserita una clausola secondo la quale questa porzione di pagamenti sarà ricavata dal flusso di cassa della futura Elpida, che diverrà una sussidiaria di Micron. Se Elpida non dovesse produrre un flusso di cassa positivo, Micron non verserà alcunché. Si tratta di una mossa che permette a Micron di mettersi al riparo da qualunque eventuale flessione del mercato DRAM o da qualsiasi prolema causato da eventi macroeconomici al di fuori del suo controllo.

Micron ha inoltre stretto un ulteriore accordo, correlato all'acquisizione di Elpida, con la taiwanese Powerchip Semiconductor per acquisire la quota di minoranza che quest'ultima detiene in Rexchip Electronics e della quale Elpida detiene i due terzi. L'accordo, concluso per un valore di 330 milioni di dollari, ha l'esito di consegnare a Micron, nel complesso, l'89% di Rexchip che detiene, tra le altre cose, uno stabilimento produttivo a Taiwan e permette così a Micron di disporre di un ulteriore vantaggio competitivo nel mercato delle memorie DRAM.

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