Telecom Italia: il controllo passa alla spagnola Telefonica

Telecom Italia: il controllo passa alla spagnola Telefonica

Ufficializzato l'accordo sottoscritto nella notte tra i soci della holding Telco, che controlla Telecom Italia SPA. La spagnola Telefonica diventerà di fatto l'azionista di controllo di Telecom Italia, nella speranza che tutto questo permetta all'azienda italiana di continuare lo sviluppo e la crescita della propria infrastruttura

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 11:09 nel canale Mercato
 

Ufficializzati importanti cambiamenti nella compagine societaria di Telecom Italia. Telefonica, l'operatore di telefonia spagnolo, ha infatti sottoscritto un accordo con Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo per incrementare la propria partecipazione dall'attuale 46% al 66% in Telco, holding che controlla il 22,4% del capitale di Telecom Italia ma che ne nomina la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione. La conseguenza diretta è che Telefonica, attraverso il controllo di Telco, avrà controllo sul consiglio di amministrazione di Telecom Italia.

L'accordo, che va a modificare il patto parasociale relativo alla holding Telco, prevede una prima fase nella quale Telefonica andrà a sottoscrivere un aumento di capitale per 324 milioni di Euro a 1,09€ per azione. Per questa operazione verranno emesse azioni di classe C prive di diritto di voto, ma convertibili in azioni con diritto di voto in presenza di particolari condizioni.

Telco ha in scadenza, per Novembre, una operazione di indebitamento: l'aumento di capitale sottoscritto da Telefonica permetterà di far fronte ad una parte di questo indebitamento, mentre la componente restante pari a 700 milioni di Euro sarà finanziata da Mediobanca e Intesa Sanpaolo in parti uguali. Assieme all'aumento di capitale Telefonica sarà anche chiamata ad acquistare una parte del prestito Telco sino al 70% del totale, in cambio di azioni proprie proposte al valore di 10,86 € ciascuna.

Al termine dell'operazione di aumento di capitale Telefonica andrà a detenere il 66% del capitale sociale di Telco, come indicato, del quale il 46,2% avrà diritto di voto. Generali manterrà il 19,32% del capitale sociale, con il 30,6% dei diritti di voto, mentre Intesa Sanpaolo e Mediobanca avranno il 7,34% del capitale ciascuna con l'11,6% di diritti di voto.

In un secondo tempo, ricevute le apposite autorizzazioni dalle autorità di controllo di Brasile e Argentina, andrà a sottoscrivere un nuovo aumento di capitale per 117 milioni di Euro, con il quale raggiungerà il 70% di Telco. In seguito, a partire dal prossimo anno, Telefonica potrà portare la propria partecipazione in Telco sino al 100% con però prima il beneplacito degli organismi di controllo in Brasile e Argentina, stati nei quali Telefonica e Telecom Italia vantano presenze forti che potrebbero creare non pochi problemi in termini di antitrust e posizioni di mercato dominanti.

I soci Telco mantengono l'opzione di potersi veder attribuite le azioni di Telecom Italia a loro riferite uscendo dal patto parasociale, attraverso la scissione di Telco. Questa operazione potrà venir richiesta dai soci in due distinti periodi finestra, quelli tra il 15 e il 30 Giugno 2014 e tra 1 e 15 Febbraio 2015.

Telefonica non potrà in ogni caso, secondo gli accordi, aumentare la propria partecipazione diretta o indiretta in Telecom Italia oltre il 22,4%; l'unica eccezione riguarda la presenza di un soggetto terzo che intervenga nella compagine societaria giungendo ad una partecipazione che superi il 10%.

Questa la sequenza delle operazioni tecniche al termine delle quali Telefonica avrà il controllo su Telecom Italia. Le implicazioni sono importanti e numerose ma proprio per questo motivo richiedono tempo per venire verificate e colte dal punto di vista dell'operatività dell'azienda. L'obiettivo che tutti si augurano è che questo passaggio di controllo possa portare a importanti investimenti tesi a migliorare l'infrastruttura fornita da Telecom Italia, sempre più importante in questi anni per assicurare quella base tecnica che permetta lo sviluppo del tessuto economico della nostra nazione.

72 Commenti
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san80d24 Settembre 2013, 11:23 #1
no comment
acerbo24 Settembre 2013, 11:23 #2
In queste ore si parla di un passaggio di Alitalia ad Airfrance, FIAT sappiamo tutti cosa é diventata, tra un po' metteremo in vendita pure il Colosseo, il Duomo e la torre di Pisa grazie a un centinaio di delinquenti che per 20 anni si sono scambiati poltrone e malaffari.

D'altra parte come diceva qualcuno ogni Paese ha il governo che si merita
san80d24 Settembre 2013, 11:24 #3
Originariamente inviato da: acerbo
D'altra parte come diceva qualcuno ogni Paese ha il governo che si merita


non diamo la colpa solo alla classe politica, di colpe e tante ne hanno anche gli imprenditori italiani
Capozz24 Settembre 2013, 11:24 #4
Meglio non commentare.
acerbo24 Settembre 2013, 11:26 #5
Originariamente inviato da: san80d
non diamo la colpa solo alla classe politica, di colpe e tante ne hanno anche gli imprenditori italiani


In Italia gli imprenditori sono politici e i politici sono imprenditori
arwar24 Settembre 2013, 11:27 #6
Mah; purtroppo telecom la fa ancora da padrone sul territorio italiano in termini di telefonia fissa e linee internet proprietarie, ma io non capisco perchè fastweb non investa ed espanda le sue linee proprietarie in modo da accaparrarsi una fetta di mercato e creare concorrenza. Oltretutto fastweb ha ancora i prezzi troppo alti per quello che offre.

Sento tanta puzza di cartello.

Vabbè, situazione stagnante da molto tempo, come molti altri settori italiani, che non va mai migliorando ma peggiorando.
II ARROWS24 Settembre 2013, 11:28 #7
Originariamente inviato da: acerbo
In queste ore si parla di un passaggio di Alitalia ad Airfrance, FIAT sappiamo tutti cosa é diventata, tra un po' metteremo in vendita pure il Colosseo, il Duomo e la torre di Pisa grazie a un centinaio di delinquenti che per 20 anni si sono scambiati poltrone e malaffari.
20 anni?
Fatti abbindolare meno, va... che questo è un motivo per cui andiamo male.
san80d24 Settembre 2013, 11:29 #8
Originariamente inviato da: acerbo
In Italia gli imprenditori sono politici e i politici sono imprenditori


ma ci sono imprenditori che fanno tanto i patriottici e poi non fanno nulla per mantenere in italia le nostre imprese
acerbo24 Settembre 2013, 11:30 #9
Originariamente inviato da: II ARROWS
20 anni?
Fatti abbindolare meno, va... che questo è un motivo per cui andiamo male.


Mi sono fatto talmente abbindolare che non voto da 10 anni e da 5 vivo all'estero
II ARROWS24 Settembre 2013, 11:30 #10
Originariamente inviato da: arwar
Mah; purtroppo telecom la fa ancora da padrone sul territorio italiano in termini di telefonia fissa e linee internet proprietarie, ma io non capisco perchè fastweb non investa ed espanda le sue linee proprietarie in modo da accaparrarsi una fetta di mercato e creare concorrenza. Oltretutto fastweb ha ancora i prezzi troppo alti per quello che offre.
Gli conviene di più vendere l'ADSL a 2 Mega dicendo "ma va veloce come ce l'ha adesso" come hanno provato a vendere a me qualche anno fa...

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