TSMC: in tribunale un dipendente per furto di proprietà intellettuale, è la seconda volta in 5 anni

TSMC: in tribunale un dipendente per furto di proprietà intellettuale, è la seconda volta in 5 anni

Il dipendente avrebbe trafugato informazioni legate al processo a 28 nanometri. Tra le sanzioni è possibile che scatti anche un periodo di reclusione. Già nel 2015 la società aveva affrontato una situazione simile

di Andrea Bai pubblicata il , alle 17:31 nel canale Mercato
TSMC
 

TSMC ha deciso di portare in tribunale un ex-impiegato per sottrazione di proprietà intellettuale: è la seconda volta, negli ultimi cinque anni, che la società taiwanese si trova a dover gestire un caso simile.

L'impiegato, che TSMC chiama esclusivamente per cognome, Hsu, avrebbe stampato ciò che la società ritiene essere un "volume abnorme" di documenti riferiti alle tecnologie di processo a 28 nanometri. L'impiegato ha dichiarato di aver intenzione di rassegnare le proprie dimissioni a TSMC ed entrare a far parte della fonderia concorrente Shanghai Huali Microelectronics (HLMC di seguito).

Come detto, esiste un altro precedente di furto di proprietà intellettuale per TSMC: nel 2015 il tribunale ha giudicato colpevole Liang Mong-song, ex-responsabile della Ricerca e Sviluppo che è poi divenuto Chief Technology Officer della divisione System LSI di Samsung.

Entrambi i casi hanno coinvolto la tecnologia a 28 nanometri di TSMC, uno dei processi produttivi più remunerativi della compagnia che TSMC ha dominato per quasi sei anni. La sospetta fuga di informazioni in direzione di Samsung potrebber averla aiutata a raggiungere e superare TSMC nello sviluppo del processo FinFET a 14 nanometri.

TSMC ha dichiarato che notificherà a HLMC che qualsiasi tentativo di usare i segreti industriali rubati sarà perseguito a norma di legge. "Useremo tutti i mezzi legali per proteggere i nostri segreti industriali e la nostra proprietà intellettuale" ha dichiarato Elizabeth Sun, responsabile comunicazioni corporate per TSMC. Il caso è stato depositato in tribunale lo scorso 2 maggio, e tra le sanzioni vi potrebbe essere anche un periodo di reclusione per Hsu.

3 Commenti
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rockroll05 Maggio 2017, 00:19 #1
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: http://pro.hwupgrade.it/news/mercat...anni_68485.html

Il dipendente avrebbe trafugato informazioni legate al processo a 28 nanometri. Tra le sanzioni è possibile che scatti anche un periodo di reclusione. Già nel 2015 la società aveva affrontato una situazione simile

Click sul link per visualizzare la notizia.


Se un'azienda si ritiena vittima di fuga di segreti industriali ad opera di un dipendente o ex tale, può citarlo in tribunale con speranza di esito a lei favorevole solo se ha le prove di documentazione, cartacea o elettronica che sia, pervenuta ad azienda concorrente per intervento dell'imputato; salvo il caso di ragionevoli sospetti tanto evidenti da indurre il Giudice a considerarli come prova di fatto.

Un dipendente o ex tale non può cancellare dalla sua mente quello di cui è venuto a conoscenza nello svolgere la sua attività in azienda, se non nei film di fantascienza. Se in seguito si dimette e va a svolgere lo stesso tipo di attività in azienda concorrente, ha tutto il diritto di mettere a frutto le conoscenze acquisite a favore della nuova azienda, e quest'ultima ha tutto il diritto di usufruirne.
Come si tutela la prima azienda contro questo rischio? cercando di non far concentrare su una sola persona un'accumulo di conoscenze sensibili sufficiente a crear danno in caso di fuga, o magari strapagando il dipendente per fidelizzarselo, o con contratti più o meno capestri che vincolano il dipendente ad un periodo di "neutralità" (magari pagata) prima di passare ad azienda concorrente, o, come purtroppo è prassi, brevettando il grande segreto, che a questo punto non è più tale.
Sono tutte soluzioni criticabili e non sempre risolutive.

La verità è che quello che è nella mente di una persona è suo personalissimo incontestabile patrimonio culturale, e non si può imbrigliare la potenzialità che tale patrimohio porta con se.
cignox105 Maggio 2017, 08:22 #2
--La verità è che quello che è nella mente di una persona è suo personalissimo incontestabile patrimonio culturale, e non si può imbrigliare la potenzialità che tale patrimohio porta con se.

Sono d'accordo, ma questo pone comunque un sacco di questioni aperte su come una societá possa proteggere 'il segreto del proprio successo'. Inoltre ci sono casi in cui il "riserbo" sulle conoscenze ricevute é esplicitamente rafforzato, come nel caso di un avvocato che cambia studio e non puó utilizzare le conoscenze acquisite su un certo cliente.

-con contratti più o meno capestri che vincolano il dipendente ad un periodo di "neutralità" (magari pagata) prima di passare ad azienda concorrente

clausola di non concorrenza. Ce l'ho anche io. Mi pare un metodo abbastanza facile da implementare e relativamente sicuro. Il problema é, peró, che se la mia specializzazione é di un certo tipo, corro il rischio di non poter progredire nella mia carriera perché non posso offrire quello che so fare meglio.

Peró ti do ragione: non posso 'dimenticare' quello che ho imparato, e non posso lavorare al meglio, se non posso offrire il meglio di ció che conosco.

Il brevetto, a questo punto, rimane l'unica opzione per garantire che un dipendente non possa comunque usare ció che conosce.
CrapaDiLegno05 Maggio 2017, 16:00 #3
Originariamente inviato da: rockroll
Se un'azienda si ritiena vittima di fuga di segreti industriali ad opera di un dipendente o ex tale, può citarlo in tribunale con speranza di esito a lei favorevole solo se ha le prove di documentazione, cartacea o elettronica che sia, pervenuta ad azienda concorrente per intervento dell'imputato; salvo il caso di ragionevoli sospetti tanto evidenti da indurre il Giudice a considerarli come prova di fatto.

Un dipendente o ex tale non può cancellare dalla sua mente quello di cui è venuto a conoscenza nello svolgere la sua attività in azienda, se non nei film di fantascienza. Se in seguito si dimette e va a svolgere lo stesso tipo di attività in azienda concorrente, ha tutto il diritto di mettere a frutto le conoscenze acquisite a favore della nuova azienda, e quest'ultima ha tutto il diritto di usufruirne.
Come si tutela la prima azienda contro questo rischio? cercando di non far concentrare su una sola persona un'accumulo di conoscenze sensibili sufficiente a crear danno in caso di fuga, o magari strapagando il dipendente per fidelizzarselo, o con contratti più o meno capestri che vincolano il dipendente ad un periodo di "neutralità" (magari pagata) prima di passare ad azienda concorrente, o, come purtroppo è prassi, brevettando il grande segreto, che a questo punto non è più tale.
Sono tutte soluzioni criticabili e non sempre risolutive.

La verità è che quello che è nella mente di una persona è suo personalissimo incontestabile patrimonio culturale, e non si può imbrigliare la potenzialità che tale patrimohio porta con se.

Un conto è la conoscenza personale, che è poi ciò che ci rende quello che siamo e sappiamo fare. E che ci "vende" ad un altro datore di lavoro che non compra dieci dita a caso, ma il nostro cervello e tutte le conoscenze e capacità che contiene.

Diverso è portare documenti con numeri qualitativi e quantitativi di studi effettuati su una determinata cosa, con tutti i nessi i connessi, magari neanche fatta direttamente da noi. Risultati di ricerca svolta, i cui particolari non puoi ricordare assolutamente a meno che non sei autistico (ma a quel punto non sei in quella posizione lavorativa).

In azienda non a tutti è permesso conoscere quello che fanno gli altri. Certi progetti o studi sono riservati solo a coloro che ci stanno lavorando.
A magari anche a loro non tutto è dato sapere.
Se un dipendente dimissionario viene pescato con un plico di carta che contiene uno studio su un particolare lavoro di cui non ha il permesso, secondo te come si configura la cosa? Bisogna dimostrare che il materiale è andato alla concorrenza per dimostrare che il dipendente non si è comportato in maniera corretta?

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