USA: garantita la concorrenza sul mercato del lavoro IT

USA: garantita la concorrenza sul mercato del lavoro IT

Sei aziende tecnologiche statunitensi ed il Dipartimento di Giustizia USA trovano un accordo per vietare l'uso di pratiche anticompetitive per il reclutamento di lavoratori altamente specializzati

di Andrea Bai pubblicata il , alle 09:48 nel canale Mercato
 

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America ha annunciato di aver raggiunto un accordo con sei aziende che operano nel panorama tecnologico - Adobe Systems, Apple, Google, Intel, Intuit e Pixar - che impedisca la stipula di accordi di tipo "no solicitation" per gli impiegati.

Il Dipartimento ha dichiarato che questo genere di accordi eliminano una significativa forma di concorrenza per l'assunzione di impiegati altamente qualificati e, soprattutto, contiene la competizione ai danni degli impiegati limitando la possibilità dell'accesso a migliori opportunità di lavoro. La Divisione Antitrust del Dipartimento di Giustizia ha depositato un ricorso presso la Corte Distrettuale USA per il Distretto della Columbia, unitamente ad una proposta di accordo che, nel caso venga approvata dalla corte, risolverebbe il contenzioso legale.

Secondo quanto si afferma nel ricorso, le sei compagnie avrebbero stretto accordi per limitare la competizione tra di loro per impiegati altamente qualificati. Gli accordi tra le compagnie, che meglio vedremo poco oltre, avrebbero impedito alle compagnie stesse di andare a contattare a scopo di impiego direttamente i rispettivi impiegati.

"Gli accordi per i quali viene presentato ricorso, restringono la competizione per gli impiegati cui si applicano senza che vi sia alcuna giustificazione e distorcono il processo competitivo. L'accordo proposto rappresenta una risposta alle preoccupazioni in materia di antitrust del Dipartimento in merito agli accordi di "no solicitation"." sono state le parole di Molly S. Boast, Deputy Assistant Attorney General nella Divisione Antitrust del Dipartimento di Giustizia.

Il Dipartimento sottolinea come nel settore tecnologico esista una forte domanda per impiegati con abilità di alto livello ed uno dei principali metodi con cui le compagnie tecnologiche reclutano gli impiegati viene denominato in gergo "Cold Calling", mediante il quale gli impiegati vengono contattati direttamente, senza alcun preavviso, con offerte di lavoro particolarmente incentivanti. Si tratta di una forma di competizione che permette agli impiegati di poter avere migliori opportunità di carriera. Nel ricorso si legge come le compagnie si siano impegnate in accordi che prevenissero l'uso di queste pratiche nei confronti di altre compagnie, accordi direttamente gestiti, pare, da alcuni senior executive delle stesse aziende.

Il ricorso sostiene che le azioni intraprese dalle compagnie riducano le loro possibilità di competere per lavoratori high-tech ed interferisce in ultima istanza con il corretto funzionamento del meccanismo di price-setting che altrimenti avrebbe prevalso nelle competizioni tra impiegati. Gli accordi, non contenendo limiti di alcun genere, sono stati ritenuti più ampi di quanto la ragionevolezza suggerisca.

Si legge nel ricorso:

-Non più tardi del 2006, gli executive di Apple e Google hanno stretto accordi di "not-Cold Call" per i rispettivi impiegati. Apple ha inserito Google nella "Do Not Call List" interna, che dispone che gli impiegati non vadano a contattare direttamente gli impiegati delle compagnie presenti in lista. Google ha inserito Apple tra le compagnie che hanno speciali accordi con Google stessa e fanno parte della "Do Not Cold Call List".

-Non più tardi di maggio 2005, senior executive di Apple e Adobe hanno stretto accordi di "not-Cold Call" per i rispettivi impiegati. Apple ha inserito Adove nella "Do Not Call List" e, allo stesso modo, Adobe ha incluso Apple nella lista interna di "Companies that are off limits".

-Non più tardi di aprile 2007, Apple e Pixar hanno stretto un accordo di "not-Cold Call" per i rispettivi impiegati. Apple ha inserito Pixar nella "Do Not Call List" interna e i senior executive di Pixar hanno informato le risorse umane dell'adesione all'accordo.

-Non più tardi di settembre 2007, Google ed Intel hanno sottoscritto un accordo di "not-Cold Call" per i rispettivi impiegati. Nelle sue politiche di asunzione e nel manuale di protocollo, Google ha insertio Intel tra le compagnie che hanno speciali accordi con Google e sono parte della "Do Not Cold Call" list. Allo stesso modo Intel ha informato le risorse umane dell'esistenza dell'accordo.

-Nel giugno del 2007 Google e Intuit hanno sottoscritto un accordo secondo il quale Google non avrebbe adottato pratiche di "Cold call" per alcun impiegato Intuit. Nelle politiche di assunzione e nel manuale di protocollo, Google ha inoltre inserito Intuit tra le compagnie che hanno speciali accordi con Google e sono parte della "Do Not Cold Call" list.

L'accordo proposto che, nel caso in cui dovesse essere accettato dalla corte avrebbe la durata di cinque anni, vieta alle compagnie di stringere accordi anticompetitivi di "no solicitation". Sebbene il ricorso sostenga solamente che le compagnie hanno ristretto le pratiche di "Cold Calling", l'accordo proposto va a vietare, in maniera più ampia, che le compagnie sottoscrivano, mantengano o rafforzino qualunque accordo che prevenga una sana concorrenza tra le aziende stesse per quanto riguarda le offerte di lavoro agli impiegati.

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