Web TV e web radio: nuove norme non limitanti da Agcom

Web TV e web radio: nuove norme non limitanti da Agcom

Regolamentazione precisa solo per quei soggetti che operano professionalmente, con fatturato di almeno 100.000€ annui; micro web TV e web radio salve e libere di operare

di Paolo Corsini pubblicata il , alle 08:34 nel canale Mercato
 

Importante pronunciamento per le tante web TV e radio in streaming presenti in Italia quello emesso nella giornata di ieri. Agcom, autorità garante delle comunicazioni, ha infatti stabilito un regolamento normativo per web TV e web radio molto meno restrittivo rispetto a quanto inizialmente comunicato negli scorsi mesi.

Nello specifico, Agcom ha scelto di escludere dalle nuove regole tutte le realtà web che operano nella produzione di web TV o di web radio, che operano generando un fatturato fino a 100.000 Euro annui dato dalla produzione di materiale audiovisivo.

Quali obblighi per gli operatori che superano tale soglia di fatturato? All'atto pratico pochi: segnalare l'avvio dell'attività e pagare 500,00€ in caso di web TV e 250,00€ in caso di web radio, attenersi alle regole che sono in vigore per le emittenti nazionali di tipo tradizionale, sia radio come TV. Il pagamento di queste somme verrà fatto una tantum, e non su base annuale.

Segnaliamo come questo pacchetto normativo valga sia per le televisioni on demand sia per quelle con vero e proprio palinsesto. Nello specifico quindi le web TV e le web radio che raggiungeranno queste dimensioni dovranno gestire la tutela dei minori e assicurare la registrazione di tutti i messaggi trasmessi, oltre a rispettare le norme legate ai messaggi pubblicitari diretti e indiretti presenti nei propri servizi.

L'approccio inizialmente portato avanti da Agcom era quello di richiedere a tutte le web TV e web radio, a prescindere dalle dimensioni, il pagamento di una somma pari a 3.000€. Questo avrebbe implicato un pagamento non trascurabile anche per i tanti appassionati che hanno sviluppato progetti di web TV o di web radio di fatto senza alcuna finalità di profitto. In seguito Agcom ha ridotto gli importi, valutando la possibilità di circoscrivere gli obblighi solo a quegli utenti che abbiano dimensioni di una certa portata.

3 Commenti
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lucusta29 Novembre 2010, 13:15 #1
ossia, hanno ridotto gli importi per chi guadagna da no-profit a 100.000 euro?
ma l'intelligente pensata di mettere una categoria free-tax per il no-profit non e' passata dalla mente di nessun membro dell'Agcom?
e' assurdo!
furbo30 Novembre 2010, 14:12 #2
Originariamente inviato da: lucusta
ossia, hanno ridotto gli importi per chi guadagna da no-profit a 100.000 euro?


Io l'ho capita così:
[LIST]
[*]< 100.000 euro non sono sono regolamentate (non pagano nulla)
[*]> 100.000 euro pagano una tantum quella somma ridotta
[/LIST]

poi quando scattano scaglioni superiori non è qui specificato...
mauro.c30 Novembre 2010, 16:02 #3
Scusate, una curiosità: web tv e web radio sono tenute al pagamento dei diritti SIAE su quello che diffondono oppure si avvalgono della "non territorialità" della rete ?

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