Idrogeno dagli spinaci, procede la ricerca per un mondo Green

Idrogeno dagli spinaci, procede la ricerca per un mondo Green

Sono molteplici i tentativi degli scienziati per trovare alternative valide e sostenibili ai combustibili fossili. Una recente ricerca ha dimostrato come sia possibile convertire la luce solare in idrogeno

di Alessandro Bordin pubblicata il , alle 11:50 nel canale Periferiche
 

La ricerca di fonti di energia alternative e sostenibili, che vadano ad affiancarsi a quelle consolidate provenienti dai combustibili fossili, sta diventando una vera e propria sfida fra differenti gruppi di studio. Uno zelo comprensibile, poiché nessuno mette in dubbio che le risorse offerte dal nostro pianeta non dureranno in eterno.

Il problema sta diventando sempre più dibattuto, specie negli ultimi anni, complice la consapevolezza generalizzata che un mondo più green non è solo auspicabile, ma fondamentale per il mantenimento degli stili di vita consolidatisi nel tempo, anche in virtù dell'incremento del grado di benessere e consumi che stanno raggiungendo i paesi in via di sviluppo.

Da sempre la soluzione definitiva è sotto gli occhi di tutti, pur essendo praticamente impossibile replicarne l'efficienza e l'apparente semplicità. Stiamo parlando delle piante (ma anche alcune alghe e qualche batterio), che sfruttano la fotosintesi per auto mantenersi in tutto grazie alla conversone della luce solare in energia chimica.

Come riportato da NewScientist, Hugh O'Neill del dipartimento Energia degli Oak Ridge National Laboratory in Tennessee, USA, ha condotto con successo un esperimento molto interessante. Scopo della ricerca era quello di convertire la luce in idrogeno, cercando di replicare per l'ennesima volta i principi alla base della fotosintesi.

Lo studio ha dimostrato come le proteine di tipo LHC-II, deputate alla raccolta dell'energia solare e ottenute partendo da semplici foglie di spinaci, possano produrre idrogeno con alcuni passaggi replicabili in modo tutto sommato semplice. Aggiungendo un liquido contente copolimeri  e esacloroplatinato di sodio, Na PtCl, porta a un auto-assemblaggio di membrane stratificate simili per funzionalità a quelle fotosintetiche che, poste alla luce del sole, sono in grado di produrre platino e idrogeno per più di 100 ore continuative.

Si tratta ovviamente di un passo che fa parte di un lungo cammino, visto che le rese e lo sfruttamento intensivo sono ben lontane dal porsi come risposta definitiva, ma costituisce un passaggio molto importante per il settore energia. La vera sfida sarà quindi nei possibili progressi di tale studio, al fine di portare i benefici al di fuori delle mura di un laboratorio a favore di tutti. 

30 Commenti
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CYRANO09 Febbraio 2011, 11:53 #1
si idrogeno dagli spinaci e metano dai fagioli



C;s;.s;.s;.s
opt3ron09 Febbraio 2011, 12:06 #2
@cyrano
Bud Spencer allora va più che una centrale atomica, ma non so se questo tipo di energia possa considerarsi "pulita".
AleLinuxBSD09 Febbraio 2011, 12:22 #3
Quando si parla di basso impatto ambientale usando energie alternative dovrebbero essere chiaro che una singola soluzione non è in grado,da sola, di risolvere il problema ed anzi, se mal usata, può portare conseguenze negative.
L'ottica consiste nell'usare le varie ricerche insieme.

Di questa ricerca la cosa che più mi incuriosisce è il platino prodotto durante il procedimento, considerando i suoi altissimi costi, se i quantitativi fossero accettabili, penso che questa ricerca potrebbe ottenere più interesse per questo aspetto piuttosto che per la produzione di idrogeno.
p4ever09 Febbraio 2011, 12:22 #4
Originariamente inviato da: opt3ron
@cyrano
Bud Spencer allora va più che una centrale atomica, ma non so se questo tipo di energia possa considerarsi "pulita".


beh dipende da cose ne esce...potrebbe anche diventare "green"

cmq skerzi a parte odio gli spinaci..non potevano dedicarsi ad estrarre energia dai big mac?
Fairchild09 Febbraio 2011, 12:29 #5
Ma la volete piantare di fare questi articoli di gossip tecnico ?

Ma secondo voi veramente si mettono a estrarre H dagli spinaci con miliardi di metri cubi di acqua negli oceani ?

Eddaiii.....
extremelover09 Febbraio 2011, 12:36 #6
Originariamente inviato da: AleLinuxBSD
...

Di questa ricerca la cosa che più mi incuriosisce è il platino prodotto durante il procedimento, considerando i suoi altissimi costi, se i quantitativi fossero accettabili, penso che questa ricerca potrebbe ottenere più interesse per questo aspetto piuttosto che per la produzione di idrogeno.


Si e lo "esacloroplatinato di sodio" in input da dove lo ricaviamo?
Ranzo09 Febbraio 2011, 12:54 #7
Originariamente inviato da: CYRANO
si idrogeno dagli spinaci e metano dai fagioli



C;s;.s;.s;.s


leddlazarus09 Febbraio 2011, 13:18 #8
ma come per il biodiesel ricavato dal mais, il problema si sposta su un'altro versante: quello del cibo.

se coltivassimo il mais (od altro) per trasformarlo in carburante non ci rimarrebbe + spazio per le coltivazioni per il cibo.

quindi bisognerebbe sfruttare zone che non verrebbero usate altrimenti, come i deserti.

cosa che è già stata dimostrata oltretutto.
dark.halo09 Febbraio 2011, 13:23 #9
Originariamente inviato da: extremelover
Si e lo "esacloroplatinato di sodio" in input da dove lo ricaviamo?


Si infatti è quello che mi chiedo io, come è scritto nell'articolo sembra che parlano di trasmutazioni nucleari
Fiordy09 Febbraio 2011, 13:44 #10
Originariamente inviato da: leddlazarus
ma come per il biodiesel ricavato dal mais, il problema si sposta su un'altro versante: quello del cibo.

se coltivassimo il mais (od altro) per trasformarlo in carburante non ci rimarrebbe + spazio per le coltivazioni per il cibo.

quindi bisognerebbe sfruttare zone che non verrebbero usate altrimenti, come i deserti.

cosa che è già stata dimostrata oltretutto.


buona parte del problema è questa, capire quale delle 2 soluzioni (alimentare o combustibile) diverrebe la primaria; L'ottimizzazione al 100% sarebbe come hai detto tu, utilizzare un qualcosa, in uno spazio non sfruttabile da altro, che non debba andare a privare il mercato da beni primari!

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