3M incrementa l'autonomia delle batterie

3M incrementa l'autonomia delle batterie

Grazie allo sviluppo di un nuovo anodo in lega di silicio e litio, le batterie possono avere un'autonomia superiore del 40%. I primi esemplari sarebbero già in produzione

di Andrea Bai pubblicata il , alle 12:14 nel canale Scienza e tecnologia
 

3M, nota multinazionale statunitense che opera nel campo dei materiali sintetici, sta lavorando ad una innovazione che potrebbe consentire ai dispositivi elettronici un'autonomia superiore del 40% senza necessità di ricarica, o di miniaturizzare considerevolmente le batterie mantenendo prestazioni comparabili alle soluzioni attuali.

Il lavoro di 3M è rappresentato da un nuovo tipo di anodo realizzato in una lega di silicio e litio che consente di ottenere una densità di energia superiore del 20% rispetto ad un anodo tradizionale, quando esso viene impiegato in abbinamento ad un catodo standard. E' possibile incrementare la densità di energia sino al 40% quando l'anodo viene invece utilizzato assieme ad un catodo sviluppato appositamente da 3M.

Attualmente 3M si sta rivolgendo ai produttori di batterie che realizzano soluzioni per i dispositivi consumer per offrire in licenza l'uso della sua nuova tecnologia. 3M ha da poco avviato la produzione di questo nuovo anodo presso lo stabilimento di Cottage Grove, in Minnesota.

Chris Milker, business development manager per la divisione Electronic Markets Materials di 3M ha dichiarato che l'azienda ha già iniziato a lavorare con gli OEM per la realizzazione delle batterie, ma non ha fatto alcun nome sui partner. Lo scorso mese di marzo 3M ha ricevuto un finanziamento di 4,6 milioni di dollari da parte del dipartimento dell'energia USA per sviluppare la tecnologia per l'uso nelle batterie per i veicoli elettrici.

12 Commenti
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bonzoxxx05 Aprile 2012, 12:20 #1
qualcosa di tangibile finalmente! e brava 3M
Doraneko05 Aprile 2012, 13:12 #2
Originariamente inviato da: bonzoxxx
qualcosa di tangibile finalmente! e brava 3M


Si, con tanta pace di grafene, nanotubi e compagnia bella!
giovannifg05 Aprile 2012, 13:44 #3

Finalmente!

Il settore delle batterie è un vero paradosso: sono fondamentali, si punta sempre di più a dispositivi mobile, ma mi sembra che sia anche l'elemento meno innovato negli ultimi anni. Si tende a dimenticarlo, viene quasi dato per scontato. Se le batterie si fossero evolute con lo stesso ritmo dei processori, ad esempio, potremmo avere oggi smartphone con autonomie (reali) di giorni...

Questa di 3M è un'eccellente notizia, speriamo che i geniacci si trovino qualcosa di veramente innovativo! Aumentare l'autonomia considerevolmente sarebbe anche meglio che continuare a sviluppare processori incredibilmente performanti, salvo poi essere sfrutatti in maniera non ottimale dalla maggior parte dei software.
jj.69kt05 Aprile 2012, 14:54 #4

mMm

la 3m mi fa paura... sta un po' in tutti i settori.. dal medicale allo scotch in casa... O_O
Lollo605 Aprile 2012, 15:00 #5
Originariamente inviato da: Doraneko
Si, con tanta pace di grafene, nanotubi e compagnia bella!


Il catodo é di silicio-litio, ma il fantomatico anodo non si sa. Gli standard sono di grafite e nessuno ci dice che il nuovo anodo non sia proprio una evoluzione della grafite. Non capisco questa fretta di dare per morta una idea o una ricerca.
thedoctor196805 Aprile 2012, 17:59 #6

la forma

scusate la mia ignoranza, perchè quasi tutte le pile di uso comune hanno una forma cilidrica? la forma è importante?
StePunk8105 Aprile 2012, 19:46 #7
edit
pierpippo05 Aprile 2012, 20:58 #8
Originariamente inviato da: thedoctor1968
scusate la mia ignoranza, perchè quasi tutte le pile di uso comune hanno una forma cilidrica? la forma è importante?

Sono cilindriche per la stessa ragione per cui lo sono gli scaldabagni. A parità di volume hanno la minore superficie, questo vuol dire utilizzare meno materiali per costruirle. Meglio sarebbe utilizzare una forma sferica che ha la minore superficie in assoluto a parità di volume, ma sarebbe gestibile in maniera meno comoda.
A presto.

Pierpippo
Chelidon06 Aprile 2012, 13:30 #9
Originariamente inviato da: Doraneko
Si, con tanta pace di grafene, nanotubi e compagnia bella!

Quei materiali basati sul carbonio hanno richiamato molta attenzione della ricerca per le proprietà eccezionali che si prevedono a livello TEORICO. Il punto è che tradurre in applicazioni PRATICHE e sopratutto su scala macroscopica è tutto un altro paio di maniche ovviamente, nonostante spesso le notizie sensazionalistiche (giornalisti.. :stordita vogliano far credere il contrario!
Originariamente inviato da: giovannifg
Il settore delle batterie è un vero paradosso: sono fondamentali, si punta sempre di più a dispositivi mobile, ma mi sembra che sia anche l'elemento meno innovato negli ultimi anni. Si tende a dimenticarlo, viene quasi dato per scontato. Se le batterie si fossero evolute con lo stesso ritmo dei processori, ad esempio, potremmo avere oggi smartphone con autonomie (reali) di giorni...
Il bello è che non sono le batterie l'eccezione, ma lo scalare dell'elettronica integrata che ci ha abituato a ritmi troppo sostenuti nello scalare delle prestazioni.

Se devo fare ricerca su un modo per stoccare energia o anche solo per emetterla (vedi la velocità d'innovazioni negli schermi quanto ci mettono gli oled e così via) o convertirla (vedi pannelli solari lo stesso: progrediscono lentamente non coi ritmi dell'IT) spesso non serve a nulla seguire una strada sicura ciecamente, ma sei costretto a reinventare e sfruttare nuovi fenomeni e materiali perciò stai quasi sempre a ripartire e provare tutto da zero.

Per i chip invece fanno presto gli basta miniaturizzare e finche riesci ad aumentare l'integrazione sei a posto, senza dover cambiare completamente tecnologia e processi produttivi (finché durerà col silicio, poi pure lì.. :Perfido.
Doraneko07 Aprile 2012, 10:53 #10
Originariamente inviato da: Chelidon
Quei materiali basati sul carbonio hanno richiamato molta attenzione della ricerca per le proprietà eccezionali che si prevedono a livello TEORICO. Il punto è che tradurre in applicazioni PRATICHE e sopratutto su scala macroscopica è tutto un altro paio di maniche ovviamente, nonostante spesso le notizie sensazionalistiche (giornalisti.. :stordita vogliano far credere il contrario!


Il fatto è che secondo me certi annunci su queste proprietà (come dici anche tu) teoriche, vengono fatti per poter raccogliere fondi (giustamente) e perchè non ci si dimentichi della ricerca.Ho l'impressione che siano ricerche sullo stesso piano della fusione nucleare: probabilmente è una cosa fattibile ma se ci dobbiamo tenere le schifezze che abbiamo adesso nell'attesa che sia commercialmente disponibile...Insomma, abbiamo bisogno di cose che siano disponibili un po' più a breve termine.

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