40 minuti con 83000 CPU per simulare un solo secondo dell'1% di attività cerebrale umana

40 minuti con 83000 CPU per simulare un solo secondo dell'1% di attività cerebrale umana

Un team di scienziati tedeschi e giapponesi hanno condotto alcuni test con K, uno dei supercomputer più potenti al mondo, per simulare l'attività cerebrale umana. Il risultato è interessante, che mostra quanta strada ci sia ancora da fare

di Alessandro Bordin pubblicata il , alle 11:01 nel canale Scienza e tecnologia
 

Il funzionamento del nostro cervello è veramente molto complesso, e sono ancora innumerevoli gli interrogativi davanti ai quali si scontrano i ricercatori di tutto il mondo. Si tratta di una vera e propria sfida, portata avanti a piccoli passi anche per l'estrema complessità della rete neuronale e sinaptica, senza considerare tutta la biochimica connessa.

Non stupisce quindi che alcuni ricercatori tedeschi e giapponesi abbiano voluto simulare, con i mezzi attualmente a disposizione, l'attività del cervello in base alle conoscenze odierne, sfruttando la potenza di uno dei supercomputer più potenti, ovvero K (primo nella TOP 500 del 2011).

Il test ha permesso di riprodurre l'attività del'1% della rete neuronale di un cervello umano (in quanto i link simulabili dal supercomputer non potevano andare oltre), fornendo dati interessanti e utili per future ricerche. Per inciso diciamo che il supercomputer K vanta 82.944 processori  Fujitsu SPARC64 VIIIfx 8 core 45nm operanti a 2.0 GHz, contenuti in 864 cabinet, per un totale di oltre 640.000 core attivi contemporaneamente.

Ebbene, per portare a termine le operazioni condotte dall'1% del cervello in un secondo, il supercomputer K ha impiegato circa 40 minuti, considerando inoltre l'inevitabile semplificazione dei processi biologici simulati. L'uno percento di cervello conta circa 1,73 miliardi di neuroni connessi da 10,4 mila miliardi  di sinapsi, secondo la fonte Gigaom. Sempre secondo le stime, per difetto, servirebbero dunque oltre due giorni e mezzo affinché K possa simulare l'attività di un solo secondo dell'intero cervello.

Il test è servito anche per testare un nuovo software open source chiamato NEST, pensato non solo per monitorare l'attività cerebrale ma per aprire nuove frontiere per comprendere e studiare alcune dinamiche legate ad alcune patologie specifiche, all'interno di progetti come "Europe’s Human Brain Project and the United States’ BRAIN initiative".

37 Commenti
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piererentolo05 Agosto 2013, 11:31 #1
Già immagino, tra 15 anni quando la potenza di questo computer sarà compressa in un tablet, ci lamenteremo perchè non saremo in grado di simulare la mente umana in real time
Metal Icarus05 Agosto 2013, 11:40 #2
Ebbene, K, qual'è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto?
Wonder05 Agosto 2013, 11:46 #3
Ovviamente 42
gridracedriver05 Agosto 2013, 11:49 #4
INIMMAGINABILE
piererentolo05 Agosto 2013, 11:54 #5
Originariamente inviato da: Metal Icarus
Ebbene, K, qual'è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto?


Originariamente inviato da: Wonder
Ovviamente 42


Le varie interpretazioni di "42" mi fanno venire in mente le varie teorie dei fans sull'origine dell'isola di lost
s0nnyd3marco05 Agosto 2013, 12:09 #6
Link ad immagine (click per visualizzarla)

Computing power required: Intel 486 DX2
Lombo9105 Agosto 2013, 12:34 #7
Qualcuno con più conoscenze di me saprebbe calcolare approssimativamente tra quanti anni tutto ciò permetterà di simulare un cervello in real time in dimensioni contenute?


Perché immagino che i supercomputer del genere di 50 anni fa ora siano briciole rispetto a una CPU moderna, quindi magari tra 50 anni sarà possibile vedere unità robotiche con intelligenza artificiale a livello umano, no?
Micene.105 Agosto 2013, 12:45 #8
e sono secondo me cmq stime largamente per difetto...
MaxSalv200605 Agosto 2013, 12:46 #9
Questa news ci fa sentire intelligenti ^^
calabar05 Agosto 2013, 13:05 #10
Immagino comunque che con hardware specifico (ossia progettato per ottenere in hardware quel tipo di nodi e connessioni) questi tempi possano ridursi notevolmente, anche se siamo ancora lontani dal traguardo.

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