Da Singapore passi avanti verso i semiconduttori bidimensionali fotoluminescenti

Da Singapore passi avanti verso i semiconduttori bidimensionali fotoluminescenti

Con l'impiego di nanostrutture d'oro, i ricercatori sono riusciti a migliorare di 20 mila volte l'efficienza e la fotoluminescenza del diseleniuro di tungsteno. Si tratta di una tappa importante verso la realizzazione di dispositivi optoelettronici e fotonici

di Andrea Bai pubblicata il , alle 12:31 nel canale Scienza e tecnologia
 

Alla National University of Singapore un gruppo di ricercatori è riuscito ad elaborare una tecnica che pemette di migliorare l'effetto di fotoluminescenza sul diseleniuro di tungsteno, un semiconduttore bidimensionale. Secondo quanto affermano gli scienziati, questa scoperata potrebbe preparare il terreno per l'uso di questo genere di semiconduttori in dispositivi optoelettronici e fotonici.

Il diseleniuro di tungsteno è un semiconduttore spesso solamente una molecola che rientra in una classe di materiali che solo recentemente sta riscuotendo particolare attenzione. Si tratta dei metalli dicalcogenuri di transizione, che hanno la capacità di convertire la luce in elettricità e viceversa, ponendosi quindi come candidati ideali per i dispositivi optoelettronici. La loro struttura ed in particolare il loro spessore ridotto, limita però l'assorbimento della luce e le proprietà di fotoluminescenza, limtando quindi le applicazioni pratiche.

Il gruppo di ricercatori, coordinati dal professor Andrew Wee del dipartimento di fisica presso la Facoltà di Scienza del NUS, ha integrato monostrati di diseleniuro di tungsteno in substrati di oro all'interno di piccole fessure nanoscopiche, migliorando la fotoluminescenza del materiale di ben 20 mila volte. Wang Zhuo, dottorando per la Graduate School for Interative Sciences and Engineering del NUS ha spiegato: "Si tratta del primo lavoro per dimostrare l'uso di nanostrutture plasmoniche d'oro per migliorare la fotoluminescenza del diseleniuro di tungsteno, e siamo riusciti ad ottenere un miglioramento senza precedenti nell'assorbimento di luce e nell'efficienza di emissione di questo nanomateriale".

I ricercatori si concentreranno ora sulla reale efficacia dell'uso di plasmonici d'oro per migliorare le proprietà ottiche dei metalli dicalcogenuri di transizione, esplorando anche questa tecnica con altri materiali bidimensonali della stessa classe e con differenti bande proibite, che dovrebbero manifestare differenti meccanismi di interazione.

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