Drone volante e stampante 3D: un ibrido ispirato dalla natura

Drone volante e stampante 3D: un ibrido ispirato dalla natura

Un drone volante equipaggiato con un sistema capace di spruzzare una schiuma polimerica: il suggerimento viene dalla salangana, un uccello che costruisce il suo nido con la saliva

di Andrea Bai pubblicata il , alle 14:31 nel canale Scienza e tecnologia
 

Droni volanti e stampanti 3D sono due dei temi caldi del momento: a trovare una sintesi tra i due è stato un team di ricercatori coordinato da Mirko Kovac dell'Imperial College del Dipartimento dell'Areonautica di Londra, ispirandosi al mondo dei volatili.

In particolare i ricercatori si sono ispirati alla salangana, un uccello che vive prevalentemente nell'Asia meridionale e orientale, noto per la capacità di costruire robusti nidi solamente con la propria saliva, capace di indurirsi a contatto con l'aria.

Il sistema ideato dal team di Kovac, installato su un drone quadricottero, opera in maniera simile: invece di utilizzare un estrusore con un filamento polimerico, la stampante consiste di due cartucce che contengono ciascuna un elemento chimico: quando mischiati assieme tramite il modulo di stampa, che li spruzza sul "bersaglio", essi formano una schiuma poliuretanica appiccicosa.

Spiega Kovac: "Le salangane sono come fabbriche volanti che possono volare tra ambienti pericolosi e bui per trovare un posto adatto per costruire il nido. Questi uccelli hanno già tutti i materiali di cui necessitano per costruirsi la propria casa. Abbiamo preso ispirazione da questi tratti e li abbiamo adattati nella robotica. Robot che imitano questi uccelli potrebbero offrire enormi benefici, aiutando l'uomo nella costruzione e in situazioni difficili".

Il drone-stampante necessita attualmente di un collegamento con un PC, che elabora le informazioni inviate dal modulo GPS del drone e da 16 videocamere ad infrarosso. Il team crede che la realizzazione di droni di maggiori dimensioni dovrebbe consentire di integrare all'interno tutti gli elementi necessari per poter elaborare informazioni in tempo reale, così che il robot possa operare in maniera autonoma, eseguendo riparazioni in siti pericolosi o difficili da raggiungere, come installazioni in mare aperto o centrali eoliche. La schiuma appiccicosa potrebbe inoltre essere sfruttata per il trasporto di materiali pericolosi tramite il drone, come ad esempio nel caso dello smaltimento delle scorie radioattive.

"Come in natura, i robot avranno funzioni specializzate e suddivisione dei compiti. Utilizzando l'intelligenza dello sciame, i robot saranno capaci di compiere compiti molto complessi di ispezione autonoma e costruzione aerea. I droni dedicati all'ispezione potranno effettuare una scansione tridimensionale per rilevare i danni in ambienti pericolosi, mentre un secondo sciame dedicato alla costruzione potrà riparare la struttura con la stampa 3D aerea" ha esemplificato Kovac.

5 Commenti
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Raghnar-The coWolf-14 Maggio 2014, 14:51 #1
il drone con la scagazzata
X-ray guru14 Maggio 2014, 15:32 #2
Originariamente inviato da: Raghnar-The coWolf-
il drone con la scagazzata


"Il drone scagazzone", così fai anche la rima.
benderchetioffender14 Maggio 2014, 16:18 #3
ma quale salangana e salangana! anche le rondini usano lo sputo per fare i nidi!!
Paganetor14 Maggio 2014, 16:22 #4
stampanti volanti.... è l'apocalisse...

Utonto_n°114 Maggio 2014, 16:47 #5
Più grande, tutto in metallo, che si muove a sciami... solamente a me la cosa ricorda un pò i mostri robot volanti di Matrix Reloaded?
http://www.cgw.com/images/Media/PublicationsArticle/138432.jpg

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