DWS: una storia italiana dalla prima stampante 3D da tavolo del 1997 all'Industria 4.0 di oggi

DWS: una storia italiana dalla prima stampante 3D da tavolo del 1997 all'Industria 4.0 di oggi

Abbiamo incontrato Maurizio Costabeber allo stand DWS per farci raccontare la storia dell'azienda dalla prima Personal 3D printer fino a quest'ultima innovazione per l'Industria/Fabbricazione 4.0.

di Roberto Colombo pubblicata il , alle 16:02 nel canale Scienza e tecnologia
DWSStampa 3D
 

In pochi direbbero davvero che la prima stampante 3D da tavolo risale a vent'anni fa. A quei tempi era un progetto davvero pionieristico, per molti motivi, primo fra tutti anche quello di introdurre il concetto di stereolitografia pull-up, il metodo con piastra di stampa che progressivamente si alza, comune a molti degli attuali prodotti commerciali. Fin troppo pionieristico, visto che ancora il Personal Computer non era così diffuso e che i programmi di modellazione 3D erano ancora (per costi e complessità) alla portata della sola industria. Al centro del progetto, lanciato solo nel mercato giapponese, un italiano: Maurizio Costabeber. Abbiamo incontrato Maurizio alla Maker Faire 2016 di Roma, dove è stato uno degli oratori della conferenza d'apertura. L'esperienza del progetto E-Darts ha portato Maurizio a creare in questi anni una delle più note realtà della stereolitografia laser, DWS - Digital Wax Systems.

L'azienda è ben nota negli ambiti medicali, dentistici e della gioielleria, ma ha presentato recentemente un concetto che punta a rivoluzionare l'industria, aprendo la strada a quell'artigianato digitale che secondo molti analisti potrà rappresentare fonte di nuove opportunità per paesi come l'Italia. Combinando insieme un set di macchine da stampa è possibile mettere in piedi un vero e proprio sistema per la produzione di piccoli e medi lotti di pezzi finiti. Dopo anni in cui la stampa 3D ha rivestito un ruolo importante nell'ambito della prototipazione rapida, secondo Costabeber ora le tecnologie di manifattura additiva digitale possono dire la loro anche nella produzione diretta. Alla fiera romana il focus era rivolto molto al settore dell'occhialeria, fiore all'occhiello dell'industria italiana nel mondo, anche nel settore del lusso. In questo segmento poter creare velocemente piccoli lotti di prodotti finiti, magari a partire da una semplice idea nata da una matita e passata subito al modello digitale, può aprire nuovi spazi di business. Con un investimento che va da circa 10.000€ a circa 40.000€ anche una piccola azienda familiare può creare un sistema pronto per la produzione diretta di manufatti.

Abbiamo incontrato Maurizio Costabeber allo stand DWS per farci raccontare la storia dell'azienda dalla prima Personal 3D printer fino a quest'ultima innovazione per l'Industria/Fabbricazione 4.0.

[HWUVIDEO="2193"]Dalla prima stampante 3D da scrivania al successo mondiale: incontriamo DWS[/HWUVIDEO]
3 Commenti
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Bobby17 Ottobre 2016, 18:44 #1

Fantastiche

La DWS sono davvero un ottimo prodotto, fino a qualche giorno fa in laboratorio avevamo le 3 principali competitor in ambito SLA DLP Prosumer, la 3DSystems Projet 1200, la Formlabs Form 2 e la DWS Xfab, tra le 3 la Xfab è il prodotto più completo, un grande volume di stampa e dettagli elevatissimi, e soprattutto una vasta scelta di resine, cosa che le altre non hanno, poi ci sono dei distributori che offrono il noleggio operativo e per 80 euro al mese te la metti in laboratorio, alla fine del periodo diventa tua... da mettersela anche a casa.
Queste stampanti sono sottovalutate, ma nessuno ne comprende le potenzialità, pensate solo al fatto di poter costruire un oggetto in resina fondibile, portarlo in fonderia e usarlo per realizzare un oggetto in materiale metallico, senza la necessità di ricorrere alla costosissima stampa metallica...
A volte sembra che il futuro sia a portata di mano ma che nessuno se ne accorga....
neutrino7617 Ottobre 2016, 19:01 #2
"visto che ancora il Personal Computer non era così diffuso e che i programmi di modellazione 3D erano ancora (per costi e complessità alla portata della sola industria": guardate che si tratta del 1997, non del 1987. I programmi di modellazione erano ben presenti non solo nell'industria.
Maurizio Costabeber19 Ottobre 2016, 09:34 #3

Maurizio Costabeber

Visto che si desidera puntualizzare (e mi auguro non strumentalizzare) l'argomento, faccio presente che programmi per la modellazione 3D e relativi computer esistono fin dagli anni 70! E' ovvio che il riferimento al fatto che nel 1997 erano alla portata della sola industria deriva dai costi, complessità e sopratutto curva di apprendimento che appunto nel 1997 non erano esattamente in sintonia con una stampante 3D alla portata di tutti. A me sembra sensato e facilmente comprensibile, in ogni caso se ci sono dubbi sono disponibilissimo a fare qualche esempio. Grazie.

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