Hitachi, supporti al quarzo per lo storage di domani

Hitachi, supporti al quarzo per lo storage di domani

Il quarzo sembra essere un materiale promettente per la realizzazione di supporti di storage ottico in grado di resistere all'usura e al tempo. Nel 2015 forse le prime implementazioni commerciali

di Andrea Bai pubblicata il , alle 12:28 nel canale Scienza e tecnologia
 

Ancora novità nelle attività di ricerca del mondo dello storage: Hitachi ha infatti annunciato lo sviluppo di un prototipo di supporto per l'archiviazione di informazioni, che registra i dati su un substrato di vetro al quarzo e può così sopportare condizioni ambientali estreme senza cedere al deterioramento o alla degradazione.

La tecnologia esplorata da Hitachi consente di registrare i dati in forma binaria, praticando incisioni al laser su sottili strati di quarzo che possono poi essere lette con comuni microscopi ottici ed un opportuno software associato. Il prototipo realizzato da Hitachi ha una superficie di 2cm quadrati ed è spesso 2mm, per un totale di quattro strati di quarzo. L'incisione di ciascuno strato è stata possibile impiegando laser con differenti punti di fuoco. Questa piccola "tessera" di quarzo è caratterizzata da una densità di informazione di circa 40MB per pollice quadrato, leggermente superiore ai 35MB per pollice quadrato di un comune CD musicale.

Come anticipato poco sopra, il punto forte di questo prototipo è la sua elevata resistenza all'usura e al tempo: il quarzo è infatti un materiale in grado di resistere a molti agenti chimici, ad elevate temperature (può essere riscaldato fino al 1000°C per almeno due ore senza che vi sia danno al reticolo cristallino e/o ai dati in esso contenuti) ed alle radiazioni.

Attualmente il colosso giapponese non ha ancora dettagliato alcuna implementazione pratica di questa tecnologia, limitandosi a dire che saranno necessari almeno tre anni di lavoro prima che essa sia pronta per una concretizzazione commerciale. E' comunque verosimile supporre che le eventuali soluzioni basate su questa tecnologia verranno proposte per grosse realtà ed aziende che hanno a che fare con elevate moli di testi ed informazioni relative magari a reperti storici o a documenti pubblici che necessitano di essere preservati nel tempo.

8 Commenti
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v1doc26 Settembre 2012, 15:09 #1
Per la redazione:
avete tradotto erroneamente “up to two hours” in “almeno due ore”
total999926 Settembre 2012, 16:19 #2
Sarebbe più di 2 ore vero?
SaggioFedeMantova26 Settembre 2012, 16:21 #3
fino a 2 ore
Pozhar26 Settembre 2012, 16:27 #4
Originariamente inviato da: SaggioFedeMantova
fino a 2 ore


Link ad immagine (click per visualizzarla)
PsychoWood26 Settembre 2012, 21:52 #5
Originariamente inviato da: v1doc
Per la redazione:
avete tradotto erroneamente “up to two hours” in “almeno due ore”


Può essere riscaldato fino al 1000°C per almeno due ore senza che vi sia danno

Se non hanno corretto l'articolo, direi che il senso della traduzione è corretto, anche con quell'"almeno"...
v1doc27 Settembre 2012, 00:16 #6
Originariamente inviato da: PsychoWood
Può essere riscaldato fino al 1000°C per almeno due ore senza che vi sia danno

Se non hanno corretto l'articolo, direi che il senso della traduzione è corretto, anche con quell'"almeno"...


Direi di no, "almeno due ore" ha un significato sostanzialmente diverso da "fino a due ore".
PsychoWood27 Settembre 2012, 00:47 #7
Originariamente inviato da: v1doc
Direi di no, "almeno due ore" ha un significato sostanzialmente diverso da "fino a due ore".


La frase non si ferma alla parte citata. Puoi scaldarlo per almeno due ore senza che subisca danni, o puoi scaldarlo fino a due ore prima che subisca danni. Mi sfugge la differenza, in entrambi i casi raggiunto il limite temporale indicato subisce danni, al di sotto delle due ore no
v1doc27 Settembre 2012, 07:08 #8
Forse ti sfugge il significato del termine almeno, dai un'occhiata ai sinonimi ed ai contrari:
http://www.homolaicus.com/linguaggi...ertext/0067.htm

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