Il LED più sottile al mondo è spesso solo tre atomi

Il LED più sottile al mondo è spesso solo tre atomi

Un team di dell'Università di Washington ha realizzato un nuovo tipo di LED, definito come il più sottile al mondo

di Nino Grasso pubblicata il , alle 13:51 nel canale Scienza e tecnologia
 

Il LED più sottile al mondo arriva dall'Università di Washington ed è spesso solamente tre atomi, a detta del team alla base della scoperta scientifica. Il LED, basato su un semiconduttore flessibile e bidimensionale, può essere utilizzato in applicazioni diverse e molto più piccole rispetto a quanto permesso dalle tecnologie attuali.

Uno fra i vantaggi principali dei LED tradizionali (Light-Emitting Diode) è la loro efficienza. A dispetto delle ridotte dimensioni raggiunte nel corso di anni di evoluzione tecnologica, i LED si sono sviluppati riuscendo a garantire una forte sorgente di luce con un consumo energetico irrisorio.

Il LED più sottile al mondo, spesso 3 atomi

Nonostante ciò, l'Università di Washington ha dimostrato che c'è ancora molto da dire sulla tecnologia alla base dei LED, che può essere ancora ulteriormente ottimizzata prima di mostrare il pieno potenziale. Il nuovo LED prodotto è spesso solo tre atomi ed è realizzato con un foglio molecolare di tungsteno diselenide, materiale altresì noto per essere il più sottile che può essere utilizzato come semiconduttore.

In paragone, i LED più piccoli utilizzati nell'elettronica di consumo sono circa dieci o addirittura venti volte più spessi rispetto a quello sviluppato dall'Università di Washington, che vanta uno spessore "10.000 volte inferiore" rispetto al diametro di un capello umano. Le destinazioni d'uso del nuovo prodotto potrebbero essere molteplici ed alcune ovvie, come ad esempio un'ulteriore miniaturizzazione dei circuiti elettronici per dispositivi mobile e per la crescente nicchia degli indossabili.

Tuttavia, i nuovi LED potrebbero divenire una solida base per il futuro della distribuzione di dati digitali. Gli scienziati infatti hanno rivendicato la possibilità di utilizzare la fonte luminosa generata dai LED per processare le informazioni digitali, utilizzando sorgenti ottiche piuttosto che quelle elettroniche basate sul passaggio di corrente elettrica. I metodi utilizzati sino ad oggi, infatti, sono parecchio meno efficienti in quanto provocano dispersione di energia sotto forma di calore.

È interessante notare come l'ispirazione per il metodo di produzione del LED da tre atomi di spessore sia venuta dallo stesso semplice metodo utilizzato per estrarre il grafene, ovvero separando singoli fogli atomici utilizzando particolari adesivi.

13 Commenti
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ziozetti14 Marzo 2014, 14:08 #1
Come può essere bidimensionale?
Non esistono oggetti bidimensionali.
Giustaf14 Marzo 2014, 14:09 #2
Originariamente inviato da: ziozetti
Come può essere bidimensionale?
Non esistono oggetti bidimensionali.


leggi l'autore dell'articolo e capirai tutto...
devil_mcry14 Marzo 2014, 14:18 #3
Vabeh ma è chiaro che quel bidimensionale non ha significato letterale, tuttavia lo spessore è talmente contenuto che è praticamente irrilevante. Immaginate di prendere un diodo con quella fattura, guardando di taglio (o dal lato spesso 3 atomi) non si vedrebbe niente, 3 atomi a occhio nudo non si vedono.
Cappej14 Marzo 2014, 14:30 #4
Originariamente inviato da: M47AMP
Se per questo neppure con il più potente dei microscopi ottici.


probabilmente non li percepiresti neppure al tatto...... cyber impianti sottocutanei... mi metto i led lungo la mia syluette, così quando vado in bagno di notte non devo accendere la luce.. mi fa un pippa Tony Stark!
devil_mcry14 Marzo 2014, 14:31 #5
Originariamente inviato da: M47AMP
Se per questo neppure con il più potente dei microscopi ottici.


Sisi ovvio, era per sottolineare il concetto
biometallo14 Marzo 2014, 14:51 #6
Originariamente inviato da: devil_mcry
Vabeh ma è chiaro che quel bidimensionale non ha significato letterale, tuttavia lo spessore è talmente contenuto che è praticamente irrilevante. Immaginate di prendere un diodo con quella fattura, guardando di taglio (o dal lato spesso 3 atomi) non si vedrebbe niente, 3 atomi a occhio nudo non si vedono.

Aggiungo che anche materiali estremamente sottili, come il famigerato graffene (che è da un po' che non da notizie di sé, comincio ad essere in pensiero...) e simili vengono chiamati "materiali bidimensionali".
Pier220414 Marzo 2014, 15:50 #7
Originariamente inviato da: Cappej
probabilmente non li percepiresti neppure al tatto...... cyber impianti sottocutanei... mi metto i led lungo la mia syluette, così quando vado in bagno di notte non devo accendere la luce.. mi fa un pippa Tony Stark!




Non oso immaginare la fonte energetica...
Personaggio14 Marzo 2014, 23:39 #8
Per Materiale Bidimensionale si intende un materiale che in condizioni normali è allo stato solido e che la cui molecola ha uno spessore composto da un unico atomo.
ArteTetra15 Marzo 2014, 12:51 #9
Originariamente inviato da: Giustaf
leggi l'autore dell'articolo e capirai tutto...


Leggi l'articolo originale dell'università di Washington e capirai che la tua accusa è infondata...
busomario15 Marzo 2014, 14:33 #10
Originariamente inviato da: Giustaf
leggi l'autore dell'articolo e capirai tutto...

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