Kepler: scoperti nuovi 1284 esopianeti, 9 possono ospitare la vita

Kepler: scoperti nuovi 1284 esopianeti, 9 possono ospitare la vita

La NASA ha confermato i dati ricevuti da Kepler per 1284 oggetti nello spazio che adesso vengono considerati nuovi esopianeti. Nove di questi possono ospitare tracce di vita biologica

di Nino Grasso pubblicata il , alle 14:18 nel canale Scienza e tecnologia
 

Mai prima d'ora era stata confermata l'esistenza di un numero così corposo di esopianeti in una sola tornata. 1284 oggetti, fra quelli avvistati dalla sonda spaziale Kepler della NASA a caccia di pianeti nello spazio, sono adesso confermati come pianeti. A dirlo gli astronomi dell'agenzia, annuncio che porta a più di 2000 gli esopianeti verificati da Kepler e che raddoppia in una sola volta la cifra rilasciata con gli ultimi aggiornamenti.

Durante il suo periodo trascorso nello spazio Kepler ha localizzato più di 4.500 "candidati" esopianeti, ma gli scienziati hanno confermato lo stato solamente per un numero ridotto. La sonda spaziale basa le sue scoperte sulla luminosità che le stelle producono nella galassia. Quando un pianeta in orbita passa davanti alla sua stella causa un piccolo affievolimento nella luminosità che Kepler può misurare grazie a vari algoritmi. Questi segnali possono essere utilizzati per calcolare le dimensioni, il periodo orbitale e la massa di esopianeti estremamente distanti.

Questa metodologia non è però sempre affidabile, ed è per questo che non tutti i rilevamenti di Kepler possono essere confermati. È probabile in altre parole che il segnale ricevuto dalla sonda sia un falso positivo causato da un oggetto in orbita che non può essere considerato un pianeta. Per assicurarsi dell'attendibilità della scoperta i ricercatori devono effettuare un processo di convalida dei segnali provenienti dal veicolo spaziale e determinare quali siano stati effettivamente provocati da oggetti di dimensioni tali da poter essere considerati esopianeti.

Questo processo è tuttavia decisamente lungo e complesso, e richiede lo studio approfondito di ogni possibile candidato, caso per caso. Grazie a nuovi modelli matematici si è migliorata di gran lunga l'efficacia dei sistemi adottati fino ad oggi, ed è per questo che la NASA è stata in grado di confermare i dati su un numero così elevato di esopianeti. Grazie ai risultati di sonde come Kepler, ad oggi più di 5.000 candidati a esopianeti sono stati identificati, e quelli confermati sono circa 3.200, con la maggior parte che provengono proprio da Kepler.

Dei nuovi 1.284 circa 550 potrebbero essere pianeti rocciosi, viste le loro dimensioni. Nove di questi si trovano in orbita all'interno della cosiddetta zona abitabile, la distanza ideale rispetto alla sua stella in cui è possibile la formazione di sorgenti d'acqua sulla superficie del pianeta. Dal momento che anche la Terra è un pianeta roccioso in orbita nella sua zona abitabile, questi nove esopianeti potrebbero essere osservati in maniera più attenta ai fini della ricerca di vita extraterrestre.

In totale sono stati rilevati e confermati 21 pianeti rocciosi in zone potenzialmente abitabili grazie a Kepler. Ma basandosi sui dati del velivolo spaziale gli astronomi stimano che possano esserci circa 10 miliardi di pianeti rocciosi nella nostra galassia in orbita in una zona abitabile. Per il futuro la NASA punta a studiare le atmosfere dei pianeti recentemente scoperti, e a tal fine lancerà nel 2018 il James Webb Space Telescope, il più potente telescopio spaziale mai costruito dall'uomo.

Il James Webb sarà in grado di studiare i pianeti confermati con un livello di dettaglio più elevato misurando ad esempio il modo in cui la luce delle stelle filtra attraverso le atmosfere degli esopianeti, elemento che può darci elementi rilevanti sui tipi di gas presenti e permetterci di misurare le chance di trovare in essi tracce di vita biologica.

19 Commenti
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peronedj11 Maggio 2016, 15:21 #1
Fantastico, e ricordiamo che kepler è in grado di analizzare solo i pianeti le cui orbite sono sullo stesso asse tra noi e la loro stella, tutti i pianeti che hanno orbite su assi diversi non possono essere rilevati, quindi chissà quanti pianeti ci stiamo "perdendo"
chairam11 Maggio 2016, 17:23 #2
In futuro diventeranno nuove mete per le vacanze
zerothehero11 Maggio 2016, 18:45 #3
In pratica circa l'1% potenzialmente potrebbe avere acqua allo stato liquido..poi è da vedere su alcuni dei pianeti nella zona abitale se forse ci sono batteri.

Cmq sono dati interessanti, più dati ci sono e maggiore sarà la possibilità di completare l'equazione di drake.

Le stelle ideali per ospitare la vita dovrebbero fondamentalmente essere due: le nane arancioni e quelle gialle.
peronedj11 Maggio 2016, 18:58 #4
Originariamente inviato da: zerothehero
In pratica circa l'1% potenzialmente potrebbe avere acqua allo stato liquido..poi è da vedere su alcuni dei pianeti nella zona abitale se forse ci sono batteri.

Cmq sono dati interessanti, più dati ci sono e maggiore sarà la possibilità di completare l'equazione di drake.

Le stelle ideali per ospitare la vita dovrebbero fondamentalmente essere due: le nane arancioni e quelle gialle.



Le più probabili ma non solo quelle, anche le giganti blu per dire, hanno la zona abitabile molto più lontana ma ce l'hanno comunque
tuttodigitale11 Maggio 2016, 19:06 #5
Originariamente inviato da: zerothehero
In pratica circa l'1% potenzialmente potrebbe avere acqua allo stato liquido..

cosa che non è tanto essenziale ,visto che alcuni microbi, sfruttano la CO2.
Alcuni studiosi, di recente, hanno teorizzato che la vita sarebbe possibile anche con il metano, riuscendo a simulare il funzionamento delle membrane cellulari a -162°C.

La forma di vita extraterrestre, non deve per forza essere una copia di ET o un'animale della terra. Il concetto è un pò più ampio
Personaggio11 Maggio 2016, 19:34 #6
Originariamente inviato da: tuttodigitale
cosa che non è tanto essenziale ,visto che alcuni microbi, sfruttano la CO2.
Alcuni studiosi, di recente, hanno teorizzato che la vita sarebbe possibile anche con il metano, riuscendo a simulare il funzionamento delle membrane cellulari a -162°C.

La forma di vita extraterrestre, non deve per forza essere una copia di ET o un'animale della terra. Il concetto è un pò più ampio


La CO2 non è un gas naturale, esso viene generato o da esseri viventi che assorbono carbonio ed ossigeno ed emettono CO2 o dalla combustione di elementi contenenti carbonio in presenza di ossigeno. Quindi deve cmq esserci o esserci stata la presenza di ossigeno e di carbonio elementi che portano a pensare alla presenza presente, passata o futura della vita anche di animali e vegetali, non solo di batteri. L'altro parametro elemento fondamentale è la presenza di acqua, ma se c'è l'ossigeno e considerando che l'idrogeno è l'elemento più diffuso nell'universo è altamente probabile anche la presenza di acqua.
fankilo11 Maggio 2016, 21:53 #7
@redazione(Nino):
ma quando scrivete un titolo che dice:
...9 POSSONO OSPITARE VITA
Lo scrivete perché per voi l' italiano e' una materia sconosciuta oppure perché volete solo attirare click?!
No perché se si trattasse del secondo caso (periodo ipotetico) fareste piu' bella figura a scrivere direttamente nel titolo: notizia attira click.

danielsaaan11 Maggio 2016, 22:45 #8
se sono abitati da esseri intelligenti chissà se discorsi d'odio come la xenofobia e l'omofobia sono stati superati dal 100% degli abitanti. mi piace pensarlo un saluto!
Bellaz8912 Maggio 2016, 01:18 #9
Originariamente inviato da: Personaggio
La CO2 non è un gas naturale, esso viene generato o da esseri viventi che assorbono carbonio ed ossigeno ed emettono CO2 o dalla combustione di elementi contenenti carbonio in presenza di ossigeno. Quindi deve cmq esserci o esserci stata la presenza di ossigeno e di carbonio elementi che portano a pensare alla presenza presente, passata o futura della vita anche di animali e vegetali, non solo di batteri. L'altro parametro elemento fondamentale è la presenza di acqua, ma se c'è l'ossigeno e considerando che l'idrogeno è l'elemento più diffuso nell'universo è altamente probabile anche la presenza di acqua.


Al contrario. La CO2 e' naturalissima(ma qui parlare di naturale e' fuori contesto) e si puo' trovare piu' facilmente libera nello spazio, indipendentemente dall'azione di esseri viventi, rispetto all' O2 dal momento che e' uno stato molto' legato della materia(leggi, e' piu' difficile estrarci energia). Il fatto che la nostra atmosfera abbia una importante frazione di O2 deriva dal ciclo fotosintetico, che usa il carbonio come elemento strutturale(ed altro) e butta via l'ossigeno come materiale di scarto.
Personaggio12 Maggio 2016, 02:37 #10
Originariamente inviato da: Bellaz89
Al contrario. La CO2 e' naturalissima(ma qui parlare di naturale e' fuori contesto) e si puo' trovare piu' facilmente libera nello spazio, indipendentemente dall'azione di esseri viventi, rispetto all' O2 dal momento che e' uno stato molto' legato della materia(leggi, e' piu' difficile estrarci energia). Il fatto che la nostra atmosfera abbia una importante frazione di O2 deriva dal ciclo fotosintetico, che usa il carbonio come elemento strutturale(ed altro) e butta via l'ossigeno come materiale di scarto.


Forse ho sbagliato ad usare la parola naturale.
La CO2, intendo non nasce nell'universo da sola. Diciamo che l'unico elemento presente nell'universo in partenza è H che attraverso delle reazioni nucleari naturali (come quello che avviene in una stella) si trasforma in He. Quando ci sono delle enormi esplosioni nucleari (fra stelle o addirittura fra galassie) queste esplosioni sono talmente forti da riuscire a comprimere più molecole di H tirando fuori come prodotto i vari elementi chimici solidi e gassosi. ovviamente più sono leggeri (le righe più alte della tabella degli elementi) più vengono prodotti in abbondanza. L'accumulo delle sostanze create generano grosse messe, quindi si attraggono fra loro formando pianeti. Quando si forma un pianeta roccioso significa che la maggior parte della massa che si è accumulata è formata da elementi metalli o non metalli, se si genera un pianeta gassoso la massa è formata da elementi gassosi.
Essendo il Carbonio uno degli elementi più leggeri è uno degli elementi più diffusi nei pianeti rocciosi. LA CO2 non si può generare attraverso la reazione nucleare di una esplosione stallare, ma viene generata chimicamente, nei milioni di anni successivi alla formazione del pianeta, attraverso la combustione su quei pianeti rocciosi dove la roccia contiene buone quantità di C e nell'atmosfera ci sono buone quantità di ossigeno. Altro elemento molto leggero e di facile formazione con una reazione nucleare stellare.
Cosa importante è la causa della combustione, se un pianeta è un enorme sasso, non ci saranno mai combustioni e quindi C e O2 rimarranno sempre separati. Possono avvenire combustioni, però, con l'impatto di asteroidi sulla roccia, ma la produzione di CO2 sarebbe veramente poca, solo delle tracce da risultare irrilevante.
Quando si è formata la terra, il caso ha voluto che il nucleo fosse in parte un plasma di metallo fuso a milioni di gradi che genera continuamente calore. Calore che spesso e volentieri esce e che brucia tutto quello che incontra. E' grazie a questo calore, anche, che sulla Terra c'è CO2 e vita.
Vorrei anche far considerare che la Terra come ogni altro pianeta che si trova nella fascia che permette la vita, è abbastanza vicina al Sole da riceve frequentemente e quasi costantemente le forti radiazioni solari ad alta frequenza (raggi X e Y). Ma la nostra Terra il suo nucleo di metallo fuso gira intorno ad un nucleo interno di metallo solido, questo sfregare genera un compo magnetico che ci protegge dalle radiazioni solari. Non solo si è anche formato uno strato do Ozono che filtra i raggi UV sempre provenienti dal sole. Insomma ricapitolando, per poter esserci la vita:
Presenza di Ossigeno (10/40%, CO2 0.2/1%, per il resto un gas inerme)
Presenza di Carbonio nelle rocce
Presenza di Calore dal Nucleo
Presenza di un filtro naturale per i raggi X Y e UV
Presenza di Acqua
Un' atmosfera
Temperatura media per buona parte del pianeta compresa tra gli 1 e i 50 gradi.


Con keplero vediamo solo l'ultimo punto.

Ma per poter incontrare la vita, dobbiamo beccare questo pianeta nel momento giusto, la terra ha 4 miliardi di anni ma ce vita da meno di 1.

Per incontrare la vita intelligente ancora più raro, sulla stessa terra essa esiste solo da 50'000 anni circa.

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