L'uccellino esce dal nido: Facebook completa il primo test di volo di Aquila

L'uccellino esce dal nido: Facebook completa il primo test di volo di Aquila

Aquila completa il primo test di volo: il drone solare di Facebook, che porterà la connettività nelle aree impervie, ha affrontato con successo un volo di 90 minuti che ha permesso di verificare la validità del progetto. Ma c'è ancora tanto lavoro da fare

di Andrea Bai pubblicata il , alle 11:50 nel canale Scienza e tecnologia
Facebook
 

Connectivity Lab, la divisione di Facebook che si occupa delle attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo sulle tecnologie destinate a diffondere la connettività in tutti gli angoli del mondo, ha annunciato il raggiungimento di un importante traguardo con il completamento del primo test di volo del drone Aquila. Ne avevamo già parlato qualche tempo fa: Aquila è un velivolo alimentato ad energia solare, senza pilota, realizzato con lo scopo di portare la rete in quelle aree dove difficilmente sarebbe possibile arrivare con i mezzi e le infrastrutture tradizionali.

Una volta completato Aquila sarà capace di sorvolare, compiendo un percorso circolare, una zona con un'estensione di 60 miglia di diametro e ad un'altitudine di oltre 60 mila piedi, e con un'autonomia di circa tre mesi. La connettività verrà trasmessa a terra mediante un sofisticato sistema di raggi laser.

Connectivity Lab aveva già portato a termine alcuni test con una versione ridotta di Aquila, pari ad 1/5 circa delle dimensioni effettive, mentre questo è il primo test eseguito a dimensioni reali. Lo scopo del test è stata la verifica dei modelli operativi e del progetto complessivo del velivolo. Nel corso dei prossimi mesi sono previsti altri test che porteranno Aquila al limite delle proprie capacità, per verificare la validità del progetto.

Il primo test funzionale è stato un volo a bassa altitudine per oltre 90 minuti, ovvero il triplo di quanto originariamente pianificato, che ha dato modo di verificare prestazioni e adeguatezza dei componenti utilizzati, le scelte aerodinamiche, le prestazioni delle batterie, l'efficacia dei sistemi di controllo e la formazione dell'equipaggio che controlla il velivolo da remoto. Nei prossimi test Aquila sarà fatto volare più a lungo, a velocità di crociera più elevata e forse anche al di sopra dei 60 mila piedi.

Gli ingegneri di Facebook avvertono e riconoscono che vi è ancora molto lavoro da fare, poiché portare Aquila ad un'autonomia operativa di tre mesi vuole anche dire superare il record mondiale per il volo ad energia solare senza pilota, che è attualmente di due settimane.

Sul blog Code gli ingegneri hanno condiviso alcune interessanti informazioni ed osservazioni emerse dalle fasi di test. Ad esempio è curioso sapere che, a fronte dell'estrema ottimizzazione compiuta per ridurre la massa del velivolo, Aquila non dispone dei tradizionali sistemi di decollo e atterraggio. Per spiccare il volo ha bisogno pertanto di un sistema esterno di decollo, usando un veicolo di appoggio, dal quale Aquila viene liberato una volta che i sistemi sensori hanno rilevato il raggiungimento della velocità necessaria a sviluppare la portanza del velivolo.

Nel test condotto, inoltre, Aquila ha operato solamente tramite batterie per poter comprendere al meglio il modello di consumo e stabilire le opportune ottimizzazioni in ottica di un volo a piena velocità di crociera. Il velivolo ha operato ad una velocità di 25 miglia all'ora, consumando meno di 2000W nel suo primo volo, rispettando le previsioni iniziali degli ingegneri. Aquila arriverà a consumare fino a 5000W (quanto un paio di aspirapolveri) durante la sua normale operatività.

Vi saranno varie sfide da superare nel corso dei prossimi mesi con il prosieguo dello sviluppo e della sperimentazione. Lo scoglio dell'energia sembra essere quello più complicato: Aquila avrà infatti bisogno di un sistema di raccolta dell'energia solare che gli permetta di operare durante il giorno e contemporaneamente di stoccare energia da utilizzare nelle ore notturne, un problema che ovviamente si aggrava durante il periodo invernale quando l'insolazione si riduce in maniera significativa. Per questi motivi anche le batterie dovranno essere progettate e ottimizzate per conservare la necessaria quantità di energia per l'operatività durante il buio.

Da ultimo, ma non certo per importanza, sarà necessario affrontare il problema dei costi. Il successo di Aquila sarà infatti strettamente collegato alla sua convenienza economica rispetto alle attuali infastrutture di telecomunicazioni, così da renderlo un'alternativa realmente percorribile. Tutto ciò passa da uno sviluppo volto ad incrementare l'efficienza dei sistemi di alimentazione e di comunicazione, a migliorare la robustezza del velivolo così da abbattere i costi di manutenzione, ad aumentare l'autonomia operativa così da non richiedere flotte numerose e a ridurre al minimo la supervisione umana.

6 Commenti
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matsnake8622 Luglio 2016, 11:53 #1
E se un giorno tirasse vento forte che fanno ?
demon7722 Luglio 2016, 12:27 #2
Originariamente inviato da: matsnake86
E se un giorno tirasse vento forte che fanno ?


Non volano e le zone impervie restano senza connettività.
Del resto se sono "IMPERVIE" ci sarà pure un motivo no?
sster22 Luglio 2016, 13:40 #3
Se non mi sbaglio vola a quote così alte per evitare le perturbazioni (oltre che per coprire un area maggiore), a quelle altitudini il vento è molto più regolare e non ci sono nuvole.
pingalep22 Luglio 2016, 14:54 #4
beh se i soldi da profilazione vannos pesi così vado a clickare qualche mi piace a caso!
Sandro kensan22 Luglio 2016, 15:56 #5
Mi raccomando non parlate di consumo di 5000 watt ma di potenza.
sbazaars22 Luglio 2016, 16:59 #6
Grande cosa. Questo stile mi ricorda molto Google e i suoi team di ricerca.

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