L'Unione Europea crede nel grafene

L'Unione Europea crede nel grafene

Il Graphene Flagship Consortium, capitanato da Nokia, viene accolto sotto il cappello delle Future Emerging Technologies dell'Unione Europea che prevede un piano di finanziamenti di 1 miliardo di euro distribuiti su 10 anni

di Andrea Bai pubblicata il , alle 14:32 nel canale Scienza e tecnologia
Nokia
 

La Commissione Europea ha selezionato il Graphene Flagship Consortium come una delle prime attività nel programma Future Emerging Technologies che riceverà un finanziamento di un miliardo di euro nell'arco di 10 anni. Il consorzio, capitanato da Nokia, avrà la missione di portare il grafene ed i materiali stratificati dai laboratori accademici alla società, rivoluzionando vari settori e creando una crescita economica e nuovi posti di lavoro.

Henry Tirri, Chief Technology Officer per Nokia, ha commentato: "Nokia è orgogliosa di essere coinvolta in questo progetto e abbiamo profonde radici in questo campo, avendo iniziato a lavorare sul grafene già nel corso del 2006. Sin da allora abbiamo identificato varie aree dove questo materiale può essere applicato nei moderni ambienti di computazione. Abbiamo condotto un lavoro molto promettente, ma credo che l'innovazione più grande debba ancora essere scoperta".

Il grafene, foglio di carbonio dello spessore di appena un atomo, è una struttura bidimensionale con interessanti proprietà: nonostante il suo spessore, è un materiale particolarmente restistente, caratterizzato da un carico di rottura 300 volte superiore a quello dell'acciaio. Il grafene è stato al centro di una fervida attività di ricerca scientifica sin dai primi esperimenti avvenuti meno di dieci anni fa e che hanno permesso ai professori Andrey Geim e Konstantin Novoselov dell'università di Manchester di essere insigniti nel 2012 del Premio Nobel per la Fisica. La combinazione unica di proprietà fisiche, chimiche ed elettroniche consentono al grafene di rappresentare un interessante punto di partenza per nuove tecnologie in un vasto numero di aree.

Aggiunge Tirri: "Il grafene è un'area dove noi, in Europa, abbiamo tutti i protagonisti più importanti nella catena del valore che sono pronti ad utilizzarlo nelle loro applicazioni. Vista da questa prospettiva, si tratta di un modo molto efficiente e promettente di condurre investimenti di ricerca per l'Europa".

Il GFC si compone attualmente di 74 partner Europei provenienti da vari settori. Nokia è l'alfiere del settore elettronico e mobile, e come già accennato vanta un considerevole trascorso nel campo della ricerca sulle nanotecnologie sin dal 2006, con varie attività condotte principalmente presso il Nokia Research Center di Cambridge e con alcuni team in Finlandia e Russia.

Secondo le rilevazioni condotte da CambridgeIP, un'azienda di consulenza britannica che opera nel campo dei brevetti e della proprietà intellettuale, Asia e Stati Uniti hanno il primato in termini di numero di brevetti pubblicati, nonostante il grafene sia stato scoperto in Gran Bretagna. L'obiettivo di Nokia e di varie altre realtà che partecipano all'iniziativa è quello di invertire il trend in maniera tale da avviare le applicazioni commerciali del grafene in Europa. Secondo alcuni ricercatori di Nokia il grafene aiuterà a riportare nel continente la produzione industriale.

Jani Kivioja, ricercatore capo presso il Nokia Research Center, ha dichiarato: "Creare un consorzio di ricerca per il grafene non solo apre nuove possibilità, ma crea anche posti di lavoro in tutta Europa. Quando si parla del grafene, siamo ad un punto di svolta. Stiamo guardando all'inizio di una rivoluzione del grafene. Nella storia abbiamo immaginato un modo per produrre il ferro in maniera economica e questo ha portato alla rivoluzione industriale. Poi è stata l'era del silicio. Adesso è il momento del grafene".

Sin dall'avvio delle operazioni nel corso di quest'anno, il Graphene Flagship coordinerà 126 gruppi di ricerca accademici ed industriali in 17 Paesi europei, con un budget iniziale di 54 milioni di euro su 30 mesi. Il consorzio verrà esteso in un secondo momento ad altri 20-30 gruppi di ricerca. Il GFC sarà coordinato dalla Chalmers University of Technology di Goteborg ed il responsabile delle operazioni sarà il professor Jari Kinaret che dirigerà l'attività di ricerca assieme ai responsabili dei gruppi di lavoro. Il team di coordinatori sarà supportato inoltre da un consiglio strategico.

Durante i trenta mesi della fase di avvio, il GFC si concentrerà nell'area della comunicazione e supportando applicazioni nei campi delle tecnologie energetiche e dei sensori. Successivamente a questa fase verranno inclusi altri gruppi e avviate nuove iniziative, i cui dettagli sono ancora aperti ed elemento di discussione nel programma di ricerca Horizon 2020 dell'Unione Europea.

"Sebbene l'iniziativa sia estremamente estensiva, non può coprire tutte le aree. Non intendiamo, ad esempio, competere con la Korea nel campo dei display basati sul grafene. La produzione del grafene è comunque centrale nel contesto del nostro progetto" ha spiegato il professori Kinaret.

1 Commenti
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AleLinuxBSD04 Febbraio 2013, 16:53 #1
Io temo che questa iniziativa risulterà in un'inutile spreco di denaro pubblico senza concreti benefici/ricadute sostanziali neanche in tempi medio-lunghi perché la struttura europea è elefantiaca, ci sono troppi attori in campo (con i conseguenti problemi di gestione, coordinazione, ecc.), la cifra in campo (per anno) è modesta, l'impegno previsto nel tempo è troppo lungo, quindi suscettibile di brusche interruzioni, indipendentemente dai risultati, a seconda del vento politico di turno ...
Anziché dare soldi a privati, che poi richiedono controlli rigorosi continuativi per capire il punto della situazione, potrebbero premiare, con incentivi fiscali, l'innovazioni più significative (a ricerca conclusa e messa in opera dei prodotti), cioè dopo anziché prima.

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