Le più grandi aziende tech americane contro la decisione sull'ambiente di Trump

Le più grandi aziende tech americane contro la decisione sull'ambiente di Trump

I grandi della tecnologia ma anche sindaci, aziende comuni o università vogliono dissentire nei confronti delle decisioni sull'ambiente prese dal Presidente Trump. Creato un sito web "We Are Still In" in cui vogliono far valere i loro diritti su questo tema.

di Bruno Mucciarelli pubblicata il , alle 18:01 nel canale Scienza e tecnologia
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Il Presidente degli USA, Donald Trump, ha deciso di abbandonare gli accordi di Parigi sul clima. Un'uscita plateale che ha creato non poche polemiche e non solo da parte degli altri paesi del mondo che credono fortemente in un ambiente più pulito e migliore per il futuro ma soprattutto da parte delle maggiori aziende americane di tecnologia. E' il caso di Elon Musk, CEO di Tesla, che facente parte del comitato di consulenza della Casa Bianca ha abbandonato il proprio ruolo in quanto fortemente contrario alle prese di posizione del Presidente Trump. Musk però non è l'unico ad aver da subito remato contro l'abbandono degli USA dagli accordi di Parigi, molti sono i dirigenti, ma anche i sindaci di città americane come alcune università pronte a riunirsi in una specie di comitato a favore delle misure restrittive sul clima.

Il sito web creato appositamente e inneggiante lo slogan "We Are Still In" non fa che dichiarare apertamente il no a Trump e alle sue decisioni ultime. Capitanati dall'ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, sono oltre 1219 tra governatori, sindaci e investitori americani che vogliono un mondo più pulito e soprattutto vogliono attivamente partecipare agli accordi mondiali pro clima. Ma non solo perché a dare man forte al gruppo ci pensano anche oltre 900 aziende leader negli USA: da Apple a Microsoft, da eBay a Google passando anche per Amazon, AMD, Facebook, Netflix e molte altre. Il tentativo è anche quello di riportare sulla giusta via il Presidente Trump cogliendo non solo l'opportunità di fare qualcosa per la Terra dei futuri figli ma anche non buttare i programmi e i progetti che proprio queste aziende hanno già da anni intrapreso investendo pesantemente.

"Nel mese di dicembre 2015 a Parigi, i leader mondiali hanno firmato il primo impegno globale per la lotta contro i cambiamenti climatici. L'accordo è riuscito dove hanno fallito i tentativi del passato permettendo a ciascun paese di impostare i propri obiettivi di riduzione delle emissioni e di adottare le proprie strategie per raggiungerli. Inoltre, le nazioni - ispirati alle azioni dei governi locali e regionali, insieme con le imprese - hanno riconosciuto come la lotta contro il cambiamento climatico comporti significativi benefici per la salute pubblica ed economica. L'annuncio dell'amministrazione Trump mina un pilastro fondamentale nella lotta contro i cambiamenti climatici e danneggia la capacità del mondo di evitare gli effetti più pericolosi e costosi del cambiamento climatico. 

In assenza di una leadership da Washington, stati, città, scuole e università, le imprese e gli investitori, che rappresentano una percentuale considerevole dell'economia degli Stati Uniti perseguirà gli obiettivi climatici lavorando insieme per garantire agli Stati Uniti di rimanere leader globale nella riduzione delle emissioni. E' indispensabile che il mondo sappia che negli Stati Uniti gli attori in grado di soddisfare l'impegno agli accordi di Parigi si trovano in municipi, capitali di stato, college e università ma anche negli investitori e nelle imprese. Insieme, noi rimarremo attivamente impegnati con la comunità internazionale, come parte dello sforzo globale per mantenere il riscaldamento al di sotto dei 2°C a beneficio della nostra sicurezza, della nostra prosperità e della nostra salute".

Insomma un monito quanto mai importante nei confronti del Presidente Trump da parte della vera economia americana che viene menzionata in una lunga lista di nominativi pronti ad andare addirittura contro il loro nuovo capo di stato per aiutare il Pianeta Terra. Una task force imponente che non può essere messa da parte dalla Casa Bianca ma che anzi deve essere ascoltata per non dover precludere futuri investimenti nei territori americani che di certo potrebbe risultare negativi proprio per l'America stessa.

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26 Commenti
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demon7707 Giugno 2017, 18:07 #1
Dire "we are still in" è gratis e fa fare bella figura.
Tanto poi se vai out nessuno ti dice una bega.

Ringraziamo l'idiota biondociuffo.. che mentre fa gli USA great again lascia che si sputtani il pianeta.

Ad ogni buon conto non è certo google o MS o Apple che mi preoccupano, ma piuttosto l'industria pesante.. che non fa pubblicità e non gliene frega nulla di apparire verde e attenta all'ambiente.
Axios200607 Giugno 2017, 18:23 #2
Invece Cinesi e Tedeschi sono ai primi posti per difesa dell'ambiente....
giovanbattista07 Giugno 2017, 18:23 #3
il discorso, se vogliamo vederla in un contesto più ampio è quello di far sentire la propria voce, e con tutte le limitazioni che può avere quella frase è cmq una presa di posizione, il passo successivo è mettere un contatore delle emissioni on line dove chiunque può controllare se dalle parole si passa hai fatti......che per esperienza c'è chi cavalca (al galoppo) il cavallo green o di "rispetto dei lavoratori" o dell' "impegno sociale" non ci piove, per questo la lettera di intenti se questo vuole essere, deve seguire ad una completa trasparenza e la disponibilità di vivisezione da parte di un ente esterno che certifichi i risultati.

cmq donald è il figlio spirituale di regan...sarà in grado di fare macelli che si protarrano x 10/20 anni.
kamon07 Giugno 2017, 18:32 #4
Originariamente inviato da: demon77
Dire "we are still in" è gratis e fa fare bella figura.
Tanto poi se vai out nessuno ti dice una bega.

Ringraziamo l'idiota biondociuffo.. che mentre fa gli USA great again lascia che si sputtani il pianeta.

Ad ogni buon conto non è certo google o MS o Apple che mi preoccupano, ma piuttosto l'industria pesante.. che non fa pubblicità e non gliene frega nulla di apparire verde e attenta all'ambiente.


Quoto, parola per parola.

In un mondo ideale, l'importazione dei beni prodotti dalle aziende, dovrebbe subire una tassazione in relazione al costo ecologico per il pianeta.
Bivvoz07 Giugno 2017, 18:43 #5
Originariamente inviato da: demon77
Dire "we are still in" è gratis e fa fare bella figura.
Tanto poi se vai out nessuno ti dice una bega.

Ringraziamo l'idiota biondociuffo.. che mentre fa gli USA great again lascia che si sputtani il pianeta.

Ad ogni buon conto non è certo google o MS o Apple che mi preoccupano, ma piuttosto l'industria pesante.. che non fa pubblicità e non gliene frega nulla di apparire verde e attenta all'ambiente.


Infatti queste aziende hanno anche degli interessi nel "green", le loro strategie aziendali sono orientate in quelle direzione e Trump rischia di rompergli le uova nel paniere.
Prendi Apple che negli hanno ha spinto il riciclo degli iphone e cose del genere, non lo ha mica fatto tanto per fare bene all'ambiente ma perchè è una cosa trandy che fa vendere i prodotti.
Tesla poi non parliamone che basa la sua esistenza sul passaggio a veicoli meno inquinanti.

L'unico modo per inquinare meno è creare gli interessi e i profitti nell'inquinare meno e alcune aziende ci stanno riuscendo, tornare indietro è addirittura peggio di quello che sembra perchè distrugge tutto il percorso che porterebbe con gli anni a rendere conveniente inquinare meno.

Non è che dire così e non fare niente è gratis, se non fanno niente rischiano di perdere una paccata di soldi.
s12a07 Giugno 2017, 19:00 #6
Mi chiedo quante delle aziende coinvolte in questa iniziativa producano in Cina o comunque non localmente. È facile fare gli ambientalisti a spese degli altri.
Sputafuoco Bill07 Giugno 2017, 20:19 #7
Gli strilloni della Silicon Valley sono quelli che hanno trasferito tutta la produzione in Cina perché li si può inquinare a piacimento, dunque la smettano di strillare in pubblico e brindare in privato, dato che il NASDAQ dopo l’uscita dall’accordo di Parigi è arrivato ai massimi storici a 6.306 punti, e il Dow Jones a 21.206 punti.

Molte aziende gridano allo scandalo, ma è solo di facciata. L’ambientalismo è marketing ! Tutti i prodotti oggi per essere venduti devono apparire "green", basta guardare i prodotti da supermercato.

Il fanatismo religioso ambientalista è la più grande minaccia al mondo, peggio dell'isis. Nessuno ha mai provato che l’inquinamento causato dall’uomo sia il responsabile dei cambiamenti climatici.

Decine di autorevoli scienziati internazionali, naturalmente ignorati dai media, sono stati costretti a scrivere e firmare una lettera al Wall Street Journal in cui si afferma che non c'è nessuna prova di causa tra inquinamento umano e cambiamenti climatici. Penso che valga la pena farlo sapere.

In questi anni è nato un vero e proprio regime mediatico del pensiero unico. Gli scienziati dissidenti sono stati silenziati e boicottati dai media, mai invitati al COP 21, ignorati dall' IPCC e dall'ONU.

Obama, in un delirio di onnipotenza, prese una decisione per cambiare il clima della terra. Ottenne solo milioni di disoccupati a cui tolse il lavoro. Persone che Hillary Clinton durante la campagna elettorale ha pubblicamente definito "cesto di miserabili".

Obama ha usato la paura per governare e porsi come l'unico che poteva salvare il mondo dal disastro ambientale. Gli ambientalisti ogni anno vedono l'apocalisse, sono da decenni che fanno previsioni che vengono sempre smentite dai fatti. E' incredibile come cerchino di mettere paura alla gente per poi prendere il potere, ponendosi davanti all’opinione pubblica come gli unici a poter evitare la catastrofe.

La cosa più assurda dell’accordo di Parigi, è che è stata stabilita una previsione di temperatura da qui ai futuri decenni, roba allucinante considerato che non siamo in grado neanche di fare previsioni del tempo attendibili a una settimana. Pretendere di stabilire le temperature del futuro è decisamente folle.

L’accordo di Parigi non solo è inutile a fini di cambiamenti climatici, ma anche irrealizzabile se non a carissimo prezzo per l’economia e l’occupazione americana. Qualche stato ha rispettato i passati trattati ? No. Oggi gli USA inquinano molto meno della Cina, e continueranno a ridurre l’inquinamento come hanno sempre fatto in maniera libera.

L’uscita dagli accordi di Parigi è una buona cosa anche dal punto di vista morale, lo stato non cercherà più di obbligare in maniera vessatoria le aziende a prendere decisioni che vanno contro la libertà di impresa e la loro esistenza.
Questo vuol dire che tutte le aziende che vorranno/potranno rispettare limiti più stringenti di emissioni, lo faranno come forma volontaria. L’ambientalismo non solo è una religione, ma è anche un ottimo modo di pubblicizzare e vendere i propri prodotti, come dimostra la truffa totale sull’olio di palma.

I più grandi inquinatori al mondo non sono affatto gli USA, anzi, ma la Cina che in quanto paese in via di sviluppo può godere di clausole speciali inserite nell’accordo di Parigi che gli permettono di avere molti più tempo per adeguarsi.

Uscire dall’accordo di Parigi non significa inquinare di più, significa ridurre l'inquinamento con tempi ragionevoli e sostenibili. L'America continuerà a ridurrà le sue emissioni nei prossimi anni, come ha già fatto in passato, infatti negli ultimi dieci anni sono calate del 10% pur senza l’accordo Parigi ! Non è il Presidente che decide emissioni ed inquinamento, ma dipende dalle richieste del mercato e dalle nuove tecnologie. Con tecnologie nuove, ovvio inquinare meno.
Dunque il problema non è la sincerità di Trump, il problema è che sono stati presi impegni ambiziosi che per la maggior parte dei paesi sono del tutto irrealizzabili.

Il pianeta ha quasi 5 miliardi di anni, ha attraversato ere glaciali, riscaldamenti climatici, vulcani, terremoti, meteoriti caduti, tempeste, inondazioni....però arriva Trump è lo distrugge come mai niente prima.
E' evidente che è stato superato i limite del ridicolo. Trump non è Dio !

Secondo la Camera di Commercio americana gli obbiettivi di riduzione delle emissioni fissati dall’Amministrazione precedente avrebbero il seguente costo per Average Joe:
Al 2025:
Riduzione del PIL americano di 270 miliardi di dollari
Perdita di 3.4 milioni di posti di lavoro
Perdita di 480$ in potere d’acquisto di una famiglia media.
Al 2040:
Riduzione del PIL americano di 3,100 miliardi di dollari
Perdita di 33.5 milioni di posti di lavoro
Perdita di 7,000$ in potere d’acquisto di una famiglia media.

Solo Elon Musk ha goduto di finanziamenti per 4.9 miliardi di dollari sotto forma di elargizioni ambientali. Chiaro?

Ivar Giaever, premio Nobel per la fisica, ha detto che "il riscaldamento globale in fondo è un non-problema". "Quando hai una teoria e la teoria non va d’accordo con l’esperimento, si deve invalidare la teoria. Questo vuol dire che la teoria è sbagliata".

Ivar Giaever, premio Nobel per la fisica: "Negli ultimi 100 anni, l’oceano è aumentato di 20 centimetri, ma nei precedenti 100 anni era salito ancora di 20 centimetri e così per gli ultimi 300 anni l’oceano è ancora aumentato di ulteriori 20 centimetri. Quindi non vi è alcun aumento insolito del livello del mare.”
rug2207 Giugno 2017, 21:17 #8
Originariamente inviato da: Sputafuoco Bill
Gli strilloni della Silicon Valley sono quelli che hanno trasferito tutta la produzione in Cina perché li si può inquinare a piacimento, dunque la smettano di strillare in pubblico e brindare in privato, dato che il NASDAQ dopo l’uscita dall’accordo di Parigi è arrivato ai massimi storici a 6.306 punti, e il Dow Jones a 21.206 punti.

Molte aziende gridano allo scandalo, ma è solo di facciata. L’ambientalismo è marketing ! Tutti i prodotti oggi per essere venduti devono apparire "green", basta guardare i prodotti da supermercato.

Il fanatismo religioso ambientalista è la più grande minaccia al mondo, peggio dell'isis. Nessuno ha mai provato che l’inquinamento causato dall’uomo sia il responsabile dei cambiamenti climatici.

Decine di autorevoli scienziati internazionali, naturalmente ignorati dai media, sono stati costretti a scrivere e firmare una lettera al Wall Street Journal in cui si afferma che non c'è nessuna prova di causa tra inquinamento umano e cambiamenti climatici. Penso che valga la pena farlo sapere.

In questi anni è nato un vero e proprio regime mediatico del pensiero unico. Gli scienziati dissidenti sono stati silenziati e boicottati dai media, mai invitati al COP 21, ignorati dall' IPCC e dall'ONU.

Obama, in un delirio di onnipotenza, prese una decisione per cambiare il clima della terra. Ottenne solo milioni di disoccupati a cui tolse il lavoro. Persone che Hillary Clinton durante la campagna elettorale ha pubblicamente definito "cesto di miserabili".

Obama ha usato la paura per governare e porsi come l'unico che poteva salvare il mondo dal disastro ambientale. Gli ambientalisti ogni anno vedono l'apocalisse, sono da decenni che fanno previsioni che vengono sempre smentite dai fatti. E' incredibile come cerchino di mettere paura alla gente per poi prendere il potere, ponendosi davanti all’opinione pubblica come gli unici a poter evitare la catastrofe.

La cosa più assurda dell’accordo di Parigi, è che è stata stabilita una previsione di temperatura da qui ai futuri decenni, roba allucinante considerato che non siamo in grado neanche di fare previsioni del tempo attendibili a una settimana. Pretendere di stabilire le temperature del futuro è decisamente folle.

L’accordo di Parigi non solo è inutile a fini di cambiamenti climatici, ma anche irrealizzabile se non a carissimo prezzo per l’economia e l’occupazione americana. Qualche stato ha rispettato i passati trattati ? No. Oggi gli USA inquinano molto meno della Cina, e continueranno a ridurre l’inquinamento come hanno sempre fatto in maniera libera.

L’uscita dagli accordi di Parigi è una buona cosa anche dal punto di vista morale, lo stato non cercherà più di obbligare in maniera vessatoria le aziende a prendere decisioni che vanno contro la libertà di impresa e la loro esistenza.
Questo vuol dire che tutte le aziende che vorranno/potranno rispettare limiti più stringenti di emissioni, lo faranno come forma volontaria. L’ambientalismo non solo è una religione, ma è anche un ottimo modo di pubblicizzare e vendere i propri prodotti, come dimostra la truffa totale sull’olio di palma.

I più grandi inquinatori al mondo non sono affatto gli USA, anzi, ma la Cina che in quanto paese in via di sviluppo può godere di clausole speciali inserite nell’accordo di Parigi che gli permettono di avere molti più tempo per adeguarsi.

Uscire dall’accordo di Parigi non significa inquinare di più, significa ridurre l'inquinamento con tempi ragionevoli e sostenibili. L'America continuerà a ridurrà le sue emissioni nei prossimi anni, come ha già fatto in passato, infatti negli ultimi dieci anni sono calate del 10% pur senza l’accordo Parigi ! Non è il Presidente che decide emissioni ed inquinamento, ma dipende dalle richieste del mercato e dalle nuove tecnologie. Con tecnologie nuove, ovvio inquinare meno.
Dunque il problema non è la sincerità di Trump, il problema è che sono stati presi impegni ambiziosi che per la maggior parte dei paesi sono del tutto irrealizzabili.

Il pianeta ha quasi 5 miliardi di anni, ha attraversato ere glaciali, riscaldamenti climatici, vulcani, terremoti, meteoriti caduti, tempeste, inondazioni....però arriva Trump è lo distrugge come mai niente prima.
E' evidente che è stato superato i limite del ridicolo. Trump non è Dio !

Secondo la Camera di Commercio americana gli obbiettivi di riduzione delle emissioni fissati dall’Amministrazione precedente avrebbero il seguente costo per Average Joe:
Al 2025:
Riduzione del PIL americano di 270 miliardi di dollari
Perdita di 3.4 milioni di posti di lavoro
Perdita di 480$ in potere d’acquisto di una famiglia media.
Al 2040:
Riduzione del PIL americano di 3,100 miliardi di dollari
Perdita di 33.5 milioni di posti di lavoro
Perdita di 7,000$ in potere d’acquisto di una famiglia media.

Solo Elon Musk ha goduto di finanziamenti per 4.9 miliardi di dollari sotto forma di elargizioni ambientali. Chiaro?

Ivar Giaever, premio Nobel per la fisica, ha detto che "il riscaldamento globale in fondo è un non-problema". "Quando hai una teoria e la teoria non va d’accordo con l’esperimento, si deve invalidare la teoria. Questo vuol dire che la teoria è sbagliata".

Ivar Giaever, premio Nobel per la fisica: "Negli ultimi 100 anni, l’oceano è aumentato di 20 centimetri, ma nei precedenti 100 anni era salito ancora di 20 centimetri e così per gli ultimi 300 anni l’oceano è ancora aumentato di ulteriori 20 centimetri. Quindi non vi è alcun aumento insolito del livello del mare.”


Bel post,hai detto qualche imprecisione ma il senso più o meno è quello.

Più nello specifico

1)Che l'aumento della temperatura sia in qualche modo correlato all'inquinamento è assodato,il problema è stimare quanto questo influisca...un 5%?un 50%?
Quando Trump diceva di fregarsene dell'effetto serra non capivo se era un pazzo o solo uno che la sapeva più lunga degli altri.

2)I processi produttivi possono essere fatti virtualmente più green,non c'è bisogno di sviluppare un nuovo processo.
Un esempio,centrali a carbone,in uscita dalla linea fumo c'è un depolveratore,un denox e un abbattitore di so2.

Se si mettono due filtri al posto di uno con un precipitatore elettrostatico cazzuto,un denox dediox e due abbattitori di so2 in serie quell'aria è realmente green...quanto costa?Una fucilata.
Che le aziende l'abbiano con Trump,ridicoli.
Spostando la produzione in America i vincoli ambientali saranno più stringenti,quindi si inquinerà di meno complessivamente.
ronin78907 Giugno 2017, 22:29 #9
L’accordo sul clima di Parigi non è uno studio scientifico, è un documento politico
di Carmenthesister - giugno 5, 2017


http://vocidallestero.it/2017/06/05...mento-politico/

Al di là delle polemiche dell’ultimo periodo sulla decisione di Trump di ritirarsi dagli accordi sul clima di Parigi, esistono motivazioni oggettive per essere alquanto scettici su un accordo opaco, di dubbio valore scientifico, che rischia di essere l’ennesimo strumento di austerità artificiale a detrimento della popolazione mondiale. Questo articolo, tratto da Zero Hedge e suggerito nel post di Orizzonte 48 sul TINA dell’accordo di Parigi, illustra alcuni tra i temi generalmente assenti dalle discussioni pubbliche sul clima e sull’opportunità ed il rapporto costi-benefici di adottare le misure prescritte dall’accordo. Qui un ulteriore approfondimento sulla pretestuosità dell’argomento ecologico, brandito a giustificazione di nuovi preoccupanti schieramenti geopolitici (da leggere con tutti i link).

di Tyler Durden, 2 giugno 2017

Traduzione di Margherita Russo
...
ecc...
...
ronin78907 Giugno 2017, 22:31 #10
Trattato di Parigi, Antonio Zichichi: "Trump non ha torto, inquinamento e clima non vanno confusi"

http://www.liberoquotidiano.it/news...o-confusi-.html



Donald Trump ha deciso di uscire dal Trattato di Parigi sul clima e secondo Antonino Zichichi, uno dei più grandi scienziati italiani, non ha tutti i torti perché non bisogna confondere il grave problema dell'inquinamento con i cambiamenti climatici. "Le attività che producono inquinamento debbono essere combattute con rigore; non legandole alle variazioni climatiche, in quanto il legame è lungi dal potere essere stabilito", scrive sul Giornale: "Chi inquina deve essere punito non perché produce cambiamenti climatici ma perché commette un delitto contro la buona salute di tutti gli abitanti della Terra".

Miti da sfatare - Infatti, spiega il fisico, è "difficile attribuire alle attività umane effetti tali da produrre variazioni climatiche. E infatti su Marte la Nasa registra variazioni climatiche senza che ci sia alcuna attività umana. Sbagliare sull'evoluzione del clima vuol dire buttare a mare miliardi di dollari/euro". E ancora, attenzione alla demonizzazione dell'anidride carbonica e all'effetto serra: "L'anidride carbonica è cibo per le piante", se non ci fosse, "non potrebbe esistere la vita vegetale. Siccome la vita animale viene dopo quella vegetale, senza anidride carbonica non potremmo essere qui a discuterne. È vero che essa produce l'effetto serra. Ma senza questo effetto la temperatura media su questo satellite del sole sarebbe 18 gradi sotto zero".

Smog - Un altro conto è l'inquinamento. In questo campo, c'è bisogno "della massima collaborazione scientifica, tecnologica e matematica senza escludere i Paesi in via di sviluppo. C'è quindi bisogno di una scienza senza segreti e senza frontiere che da oltre mezzo secolo è la bandiera del centro di cultura scientifica Ettore Majorana a Erice. Nel prossimo agosto verranno a Erice i più grandi esperti nello studio di questi problemi, incluse le difficoltà matematiche". Detto questo, conclude Zichichi, l"'Europa ha perso una grande occasione nel non mettere in evidenza la confusione tra clima e inquinamento".

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