Lenti liquide per gli smart glass con autofocus

Lenti liquide per gli smart glass con autofocus

Un professore dell'Unversità dello Utah realizza occhiali che sono in grado di mettere a fuoco automaticamente dove viene puntato lo sguardo dell'utente

di Andrea Bai pubblicata il , alle 12:21 nel canale Scienza e tecnologia
 

Lenti liquide e un sensore ad infrarossi: è su questi semplici elementi che si basano gli "smart glasses" inventati da Carlos Mastrangelo, professore di computing ed ingegneria elettrica per l'Università dello Utah per risolvere un problema della vista in realtà estremamente comune: la presbiopia.

Si tratta di una condizione fisiologica dell'apparato visivo, dovuto al naturale irrigidimento del cristallino che ha come conseguenza la riduzione della capacità di accomodazione dell'occhio. L'irrigidimento del cristallino avviene durante tutto l'arco della vita, ma è attorno ai 50 che inizia a causare qualche problema alla vista quando diviene difficoltoso mettere a fuoco da vicino.

La normale soluzione che la medicina ha messo a punto da secoli è l'uso di occhiali con lenti positive, che tuttavia non permettono di poter ottenere una visione adeguata e confortevole per gli oggetti posti lontani e obbliga pertanto a rimuovere gli occhiali qualora non si stiano eseguendo attività come la lettura, l'uso del computer o simili. Per ovviare a questi inconvenienti è possibile usare anche lenti bifocali o lenti progressive.

Il fastidio di dover continuare ad indossare e togliere i suoi occhiali ha però spinto il professor Mastrangelo a trovare una soluzione più al passo con i tempi. Nel ponte degli occhiali è stato collegato un sensore ad infrarossi che può calcolare la distanza tra gli stessi e l'oggetto. Una volta determinata la distanza, questa informazione viene usata per comandare opportunamente degli attuatori che hanno lo scopo di cambiare la forma delle lenti liquide, variandone la curvatura e di conseguenza la lunghezza focale, così che possano adattare automaticamente la messa a fuoco in relazione a dove è puntato lo sguardo.

La variazione della curvatura richiede circa 14 millisecondi, consentendo quindi una visione confortevole in molte circostanze. Gli occhiali sono equipaggiati con una batteria ricaricabile che riesce a garantire un'autonomia superiore alle 24 ore.

Mastrangelo e il dottorando Nazmul Hasan stanno ora lavorando per rendere gli smart glasses più accattivanti e gradevoli dal punto di vista estetico, e anche più pratici da indossare. I due sono al lavoro anche su qualche miglioramento tecnologico, con l'intenzione di inserire una videocamera per la profondità e un sistema di tracciamento dell'occhio così da poter rendere più accurato il funzionamento del dispositivo nel suo complesso.

Secondo Mastrangelo sarà possibile disporre di una versione commerciale di questi occhiali nel giro di un paio d'anni, ad un costo compreso tra i 500 e 1000 dollari.

6 Commenti
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Rubberick30 Gennaio 2017, 12:45 #1
In pratica hanno reinventato l'eye tracking delle vecchie canon eos applicato però alle lenti liquide invece che all'autofocus della macchina foto
Marok30 Gennaio 2017, 13:00 #2
Ci manca solo di dover ricaricare anche gli occhiali...
inkpapercafe30 Gennaio 2017, 13:28 #3
Questo è uno smart device indossabile serio e utile!
Phoenix Fire30 Gennaio 2017, 13:36 #4
Originariamente inviato da: inkpapercafe
Questo è uno smart device indossabile serio e utile!


quotane
demon7730 Gennaio 2017, 13:36 #5
di lenti liquidegià se ne è parlato più volte negli anni addietro.
Forse questo è il primo impiego vero.

Comunque le potenzialità di questa teconologia sono notevoli..
penso siprattutto ad applicazioni nelle ottiche delle fotocamere. Sia negli smartphone che in vetri per macchine più serie
rockroll30 Gennaio 2017, 19:57 #6
Originariamente inviato da: inkpapercafe
Questo è uno smart device indossabile serio e utile!


Sembra quasi un sogno che un indossabile diventi qualcosa di serio ed utile.

Mi sono spesso chiesto perchè microlenti liquide del genere non possano essere applicate durante l'operazione di cataratta in luogo delle tradizionali a fuoco fisso. Basterebbe non tagliare ma riutilizzare la "meccanica" di tensionamento comandata dai muscoli oculari accomodatori (mi esprimo così perchè non sono un medico).

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